"Aveva la mascherina abbassata": è con questa motivazione che la Star – azienda attiva nel settore agro alimentare nelle zone di Agrate Brianza – ha licenziato Fabrizio Ferrari, operaio di 51 anni. E in sua difesa il sindacato della Cgil della provincia di Monza e Brianza ha organizzato per domani, mercoledì 10 febbraio, un presidio davanti ai cancelli della fabbrica.

La sospensione e poi il licenziamento

Il sindacato e lo stesso operaio hanno spiegato che, durante un turno di lavoro, Ferrari – impegnato a caricare un carrello nel reparto in cui si pesano e smistano le materie prime – dopo aver verificato di essere a distanza di sicurezza dai suoi colleghi, ha abbassato la mascherina sul mento. Un gesto che a gennaio ha portato alla sospensione e poi, il 3 febbraio, al licenziamento: "In otto ore di lavoro a tutti in Star – spiega in una nota stampa Federica Cattaneo, segretaria generale della Flai Cgil – può capitare di abbassare la mascherina per prendere fiato, ovviamente verificando di essere a distanza di sicurezza da altre persone o colleghi, come prevede la norma".

Cgil: Forse un pretesto per liberarsi di un esponente del sindacato

Per questo e per il fatto che Ferrari sia da oltre vent'anni un esponente del sindacato emerge il dubbio che forse quello della mascherina sia stato solo un pretesto per liberarsi di lui: "Il nostro dubbio è che l'operaio sia stato colpito perché molto esposto all'interno della nostra organizzazione e che ha sempre esercitato il diritto di critica nei confronti dell'azienda. Non escludiamo l'ipotesi di dar vita a diversi ricorsi", spiega la Cgil a Fanpage.it. Da domani quindi ci saranno tre ore di sciopero alla fine di ogni turno. A questo poi seguiranno i ricorsi nelle sedi opportune.