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20 Luglio 2021
12:24

Gli stratagemmi dei medici no-vax per aggirare le sanzioni: prenotano la dose e non si presentano

Medici che prenotano la loro dose di vaccino e poi non si presentano all’appuntamento, anche per tre volte di seguito. Altri operatori sanitari che non ritirano la notifica delle raccomandate, allungando così i tempi delle comunicazioni. Sono questi alcuni degli stratagemmi messi in atto da alcuni dei medici e operatori sanitari no vax in Lombardia per aggirare l’obbligo vaccinale imposto dal decreto del governo Draghi.
A cura di Simona Buscaglia
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Immagine di repertorio
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Prenotano il vaccino e poi non si presentano all'appuntamento. Sarebbe questo uno degli stratagemmi che, a quanto appreso da Fanpage.it, viene utilizzato dai medici e dagli operatori sanitari in Lombardia per aggirare l'obbligo imposto dal decreto del governo Draghi, che prevede il Green pass per queste categorie professionali. Con questo "trucchetto" della prenotazione e della successiva mancata presentazione all'appuntamento, fino a poco tempo fa si evitava infatti di ricevere la lettera di richiamo che comporta in seguito le sanzioni previste dalla legge. Tra queste compare il demansionamento e la sospensione dall'ordine professionale fino al mancato accreditamento dello stipendio. Lo stratagemma, però, sarebbe stato scoperto: alcuni di coloro che lo hanno utilizzato lo avrebbero infatti ripetuto anche fino a tre volte, attirando l'attenzione di chi controlla le procedure.

Gli altri strategemmi utilizzati

Non ci sono però solo gli appuntamenti presi e poi annullati tra i "trucchi" che medici e operatori sanitari che non vogliono vaccinarsi adottano. C'è chi, più banalmente, siccome le lettere di richiamo arrivano tramite raccomandata non ritirano la notifica nella posta, allungando così i tempi. Mentre in Veneto, come riporta il "Corriere della sera", è finito sotto la lente della Regione il presunto caso di medici che si sarebbero auto-vaccinati: una pratica difficilmente verificabile che potrebbe nascondere casi di medici no-vax.

Finora in Lombardia sono state inviate 1.500 lettere di richiamo

In Lombardia al momento sono stati individuati 2951 operatori sanitari che non si sono ancora sottoposti al vaccino anti-Covid. A 1500 di loro sono state inviate, dopo i primi avvisi, delle lettere che verranno recapitate anche al datore di lavoro e agli ordini professionali. Da qui poi il datore di lavoro potrà far scattare le sanzioni previste dalla legge. Nel decreto si legge infatti che "le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2". Facendo diventare quindi la vaccinazione un requisito "essenziale all'esercizio della propria professione".

Gli elenchi degli operatori sanitari che non si sono ancora vaccinati rimangono comunque in continua evoluzione, visto che sono previsti diversi passaggi per essere sicuri che si tratti di una non vaccinazione volontaria e non invece dettata da motivi di salute, tra cui figura, ad esempio, l'aver contratto la malattia in precedenza, condizione per la quale è previsto un periodo di attesa prima di poter procedere alla vaccinazione.

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