Ex dipendente del Tribunale di Milano accusato di aver aiutato la ‘ndrangheta: verifiche anche su altri fascicoli

Immagine
Immagine di repertorio
È iniziata questa mattina, giovedì 27 agosto, la seconda perquisizione nell’ufficio dell’ex dipendente del Tribunale di Milano accusato di tentata truffa e falso con aggravante mafiosa. Gli investigatori della Dda vogliono verificare altre presunte irregolarità su tutti i fascicoli passati per le mani del funzionario.

I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria si sono presentati di nuovo questa mattina, giovedì 27 agosto, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Coordinati dal pm Stefano Ammendola, hanno iniziato una seconda attività di perquisizione e acquisizione all'interno dell'ufficio del funzionario amministrativo coinvolto in un'indagine della Direzione distrettuale antimafia per tentata truffa e falso con l'aggravante mafiosa. Secondo l'accusa, il 54enne avrebbe tentato di restituire la somma pari a quasi milione di euro a un membro della cosca ‘ndranghetista "Condello" che gli era stata confiscata in un procedimento. Gli investigatori stanno però cercando anche gli altri fascicoli passati per le mani del funzionario per verificare altre presunte irregolarità.

Le indagini sono scattate a seguito di una segnalazione di Equitalia Giustizia. I funzionari si sono insospettiti quando hanno ricevuto la richiesta di sblocco di una confisca di circa 989mila euro destinati al Fondo Unico Giustizia e la restituzione del denaro allo stesso 40enne. Il modulo per la richiesta era firmata "in calce" da un dipendente amministrativo del Palazzo di Giustizia di Milano e il 15 luglio scorso Equitalia Giustizia ha chiesto "chiarimenti" alla presidenza della sezione Gip, che ha verificato che in merito non risultava alcun provvedimento.

Così il giorno seguente, lo scorso 16 luglio, i carabinieri hanno eseguito la prima perquisizione nell'ufficio dell'autista e funzionario amministrativo, ora indagato per tentata truffa e falso con l'aggravante mafiosa. Oggi, dopo oltre un mese, gli investigatori sono tornati una seconda volta per acquisire tutti i fascicoli passati per le mani del funzionario, che si occupava anche della gestione dei dissequestri, per verificare altre presunte irregolarità. Alle attività è presente anche l'avvocato Roberto Grittini che difende il 54enne. Secondo il legale, la documentazione relativa al procedimento del milione di euro oggetto di indagine non si troverebbe in quell'ufficio.

Gli accertamenti verranno eseguiti anche sui dispositivi del 54enne, che nel frattempo è stato trasferito e passato ad altro incarico, e pure su una decina di armi, soldi falsi e gratta e vinci custoditi in quell'ufficio che di fatto era diventato un posto dove venivano tenuti i beni sotto sequestro.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views