"Questa volta Mm e polizia locale non sono intervenuti tempestivamente. Lavoreremo perché questo non accada più. Con allerta arancione non bisogna aspettare la prima soglia per muoversi". A dirlo è Stefano Indovino, consigliere del Pd del Municipio 9 di Milano che da anni si occupa da vicino della gestione dell'emergenza Seveso nei quartieri della periferia nord. La piena di questa notte, spiega a Fanpage.it è stata particolarmente rapida e ha colto impreparato il sistema di intervento, che si è mosso con ritardo.

"Di solito tra la fase di preallarme e il raggiungimento della soglia dei 3 metri passa circa mezz’ora – sottolinea -. Questo dà il tempo a Mm di uscire ad aprire i chiusini e alla polizia locale di schierare le pattuglie. Stamattina il livello si è alzato in maniera dirompente, un metro ogni dieci minuti, quindi Mm è intervenuta quando il Seveso era fuori e i vigili sono arrivati poco dopo. Per fortuna era presto, fosse successo alle 8, con il traffico, sarebbe stato un delirio".

Cosa è successo questa mattina di diverso rispetto al solito?

A preoccuparci è il cambio della modalità con cui avvengono le esondazioni. Era tanto che non se ne vedeva una così repentina. Ho voluto “sgridare” per questo ritardo, ma bisogna vederla come lezione per il futuro. Se le esondazioni sono così rapide, significa che devono esserci squadre pronte in quartiere per uscire al volo.

Con maggiore velocità di intervento si sarebbero ridotti i disagi?

Non sarebbe servito certo a evitare l’esondazione, ma la presenza degli agenti è necessaria per evitare che le auto vadano  dove non devono, rischiando di trovarsi sommerse. Ricordiamoci che stiamo parlando di eventi molto pericolosi. Che finora non si sia fatto male nessuno è una fortuna, ma dobbiamo sapere che il morto ci può scappare.

Come ha reagito oggi la cittadinanza? Prevale la rabbia o il senso di rassegnazione?

Tutti qui sono abituati a vedere i vigili e Mm subito sul posto quando esonda il Seveso. Oggi non li hanno visti e molti mi hanno chiesto perché non c’erano. Sì c’è rassegnazione in questi quartieri. Per carità, la gente è sempre arrabbiata: stamattina ho preso una "girata" da un signore al bar. Ma ormai tutti sanno che c’è un cantiere, che si sta lavorando. È difficile prendersela con il comune ora che il progetto c’è ed  partito.

Con chi se la prendono?

Qualcuno con i comuni a nord di Milano. A parte la questione della vasca, che fa arrabbiare i comitati di Bresso, ci sono sindaci che continuano a fare ricorsi e parlare di acque pulite, ma poi non fanno mezzo atto per chiedere maggiori controlli. Lo trovo un controsenso. Se c’è un problema sanitario nelle acque possono fare un’ordinanza o verificare con Ats cosa versano le aziende nel Seveso.

Sono passati anni dall'avvio e dal finanziamento del progetto per la vasca, e ancora si litiga.

Capisco che a nessuno piaccia una vasca di laminazione sotto casa, nemmeno io sono felice di uno scavo al Parco Nord. Però ci devono dire quali sono le soluzioni alternative. Lasciare che mezza città si allaghi ogni volta non può essere l'alternativa.