Emergenza clima, in Lombardia le riserve idriche sono meno della metà: il Po in secca
Sarà anche vero che "d'estate ha sempre fatto caldo", ma certo è anche che il livello del Po e delle risorse idriche in Lombardia, e in generale in tutta Italia, è sempre più preoccupante. In Lombardia la situazione è quasi drammatica: nonostante la regione sia caratterizzata da terreno fertile e da numerosi corsi d'acqua che in passato hanno fatto la fortuna delle città che vi sorgevano grazie ai loro porti fluviali (basti pensare che la stessa Milano in epoca romana avesse un porto fluviale che le permetteva di raggiungere agevolmente l'Adriatico), oggi le risorse idriche lombarde sono ai minimi termini, con il Po in secca in diversi punti.
Le risorse idriche lombarde sono meno della metà del periodo
Dei 1.623 milioni di metri cubi di acqua che, normalmente, rappresentano la riserva idrica lombarda a fine luglio, oggi se ne contano poco meno di 800 milioni: 798,5 milioni di metri cubi, ovvero meno della metà. E sono anche ormai quasi esauriti i volumi idrici che si trovano nei grandi laghi settentrionali, che sono tutti sotto la media. Il Po è letteralmente in secca nella zona di Cremona, dove segna il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Numeri preoccupanti, insomma, che certificano la grandissima sofferenza idrica di un intero paese, che pure e circondato per tre lati dalle acque del mare. Le piogge si sono fatte rare e al contempo irruente, non permettendo al terreno di assorbire in maniera omogenea l'acqua. E la siccità, un tempo considerata un fenomeno rarissimo, ormai è diventata di casa, con danni enormi all'agricoltura, all'ambiente e alla stessa economia padana, che proprio dal Po è sempre stata alimentata.
Sertori già un mese fa avvertiva: "La situazione è seria"
“La situazione è seria e merita ovviamente la massima attenzione", aveva spiegato appena un mese fa l’assessore di regionale con delega alla Risorsa idrica, Massimo Sertori, aggiungendo che "è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti interessati dalla gestione delle acque”, indicando proprio nella "mancanza di precipitazioni nel periodo e le alte temperature che stanno interessando le zone di pianura" uno dei fattori principali del rapido calo delle risorse idriche lombarde.