19 Luglio 2021
18:15

Don Tempesta davanti al gip nega gli abusi e ritiene le accuse infamanti

Don Emanuele Tempesta, il sacerdote 29enne di Busto Garolfo accusato di abusi sessuali su minori, nega qualsiasi coinvolgimento giudicando le accuse diffamanti nei suoi confronti. È quanto ha dichiarato oggi 19 luglio nel primo interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari in Procura a Busto Arsizio.
A cura di Giorgia Venturini

Ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari e ha negato tutto Don Emanuele Tempesta, il sacerdote di 29 anni ora ai domiciliari con l'accusa di abusi sessuali su minori nel paese di Busto Garolfo, alle porte di Milano. Oggi 19 luglio il sacerdote si è presentato in Procura davanti al gip di Busto Arsizio Stefano Colombo e alla presenza del pubblico ministero Flavia Salvatore. Avvocato difensore invece è Mario Zanchetti – nominato questa mattina da don Tempesta – che ha preferito rilasciare nessun commento.

I fatti tra il febbraio del 2020 e il maggio del 2021

Si è difeso davanti agli inquirenti il sacerdote: ha respinto – secondo quanto si legge su Malpensa24 – ogni accusa giudicandole infamanti. Si è detto di essere anche molto scioccato e provato. Fino ad ora dalle indagini delle Squadra Mobile di Milano è emerso che le vittime accertate sono sette, tutti minori dagli 8 ai 12 anni. Gli atti sarebbero avvenuti tra febbraio 2020 e il maggio 2021 a casa del prete: i bambini, sentiti in audizioni protette, hanno raccontato che mentre giocavano alla Playstation nell'abitazione del sacerdote lui li avrebbe "toccati". L'inchiesta è partita dopo le denunce di alcune madri, i cui figli hanno raccontato quanto avrebbero subito. Gli accertamenti stanno procedendo con massima riservatezza per la delicatezza della vicenda dal momento che le vittime sono tutte minori.

Sindaca di Busto Garolfo: Un colpo al cuore

Intanto il paese di Busto Garolfo fa ancora fatica a credere a quanto accaduto. La sindaca Susanna Biondi sottolinea a Fanpage.it che mai nessuno poteva immaginarsi una cosa simile: "Per noi è stato un colpo al cuore". E ancora: "In paese c'è massima riservatezza sulle vittime. Neanche noi sappiamo chi sono. Siamo però pronti ad aiutare". Da questa sera infatti in Comune è attivo uno sportello e un numero verde rivolto ad altre eventuali vittime che vogliono farsi avanti ma anche a genitori che chiedono aiuto per come spiegare quanto accaduto ai figli.

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