"Non si percepiva il pericolo": a dirlo durante la trasmissione "Non è L'Arena" in onda su La7, sono le due ragazze che a dicembre hanno denunciato di essere state abusate da Alberto Genovese, il noto imprenditore che è stato arrestato a Milano nel mese di novembre con l'accusa di aver violentato una ragazza di 18 anni durante un festino avvenuto nell'ottobre scorso. Le due donne, una di 20 anni e l'altra di 22, sono le ultime due presunte vittime del mago dello start up.

Le due vittime: "Alla festa girava molta droga"

Le ragazze, dopo aver presentato denuncia a dicembre, sono state ascoltate dalla Procura di Milano a gennaio. Entrambe, durante la trasmissione, hanno confermato quanto già rivelato da altri testimoni e presunte vittime: "Alle feste girava molta droga. C'era tanta gente e la casa era molto bella. Grande e con una piscina. Non abbiamo mai percepito il pericolo". Una delle due donne ha inoltre affermato di essere stata presente a una festa a luglio a Villa Lolita a Ibiza, uno dei party in cui sarebbe avvenuto un altro abuso. La ragazza sostiene di aver visto in che condizioni era la vittima: "Mi sono spaventata e ho visto che stava sulle gambe a fatica. Mi ha raccontato tutto il giorno dopo. Abbiamo piano e ci siamo sfogate a vicenda". Nonostante la rabbia e la denuncia, la 20enne ha spiegato di non essere innamorata di lui ma di aver provato affetto nei suoi confronti. Tra le lacrime ha anche detto: "Tuttora gli voglio bene".

L'indagine per intestazione fittizia di beni

Sull'imprenditore si concentra anche un'indagine per intestazione fittizia di beni, frode e riciclaggio. I pm di Milano stanno cercando di capire da dove provenga tutta la ricchezza di Genovese. Nelle ultime settimane sono stati analizzati una trentina di conti correnti e finanziarie. Non si esclude che nei prossimi giorni gli inquirenti chiedano anche di poter prendere visione di conti detenuti all'estero.