Annega nel fiume Oglio per sfuggire a un agguato, 24enne condannato a 16 anni di carcere per omicidio

È stato condannato a 16 anni di carcere Oussama El Messky, il 24enne accusato dell'omicidio di Abdelilah Soiyt, annegato il 12 aprile 2025 nel fiume Oglio a Pontoglio (in provincia di Brescia). La pm Benedetta Callea aveva chiesto per l'imputato una condanna a vent'anni di reclusione, ma il giudice ha concesso le circostanze attenuanti generiche e un ulteriore sconto, oltre a quello di un terzo previsto dal rito abbreviato.
Dall'omicidio alla condanna
Stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini, Soiyt si era tuffato nelle acque del fiume per sfuggire a un agguato organizzato da El Messky per punire "uno sconfinamento" nella sua piazza di spaccio. Insieme al 24enne c'erano altre persone, che avrebbero rincorso Soyt lanciandogli contro pietre, bottiglie ed esplodendo colpi d'arma da fuoco.
Ad allertare i soccorsi quella sera furono stati tre pescatori: riferirono di aver visto un giovane (cugino di Soyt) uscire dall'Oglio, dicendo che in acqua c'era ancora "suo fratello" e che aveva bisogno di aiuto. Il giorno seguente fu rinvenuto il cadavere del 32enne di nazionalità marocchina a tre metri di profondità. Successivamente, il cugino e un altro testimone hanno aiutato i carabinieri a ricostruire quanto accaduto.
Oggi, a più di un anno di distanza dai fatti, si è chiuso il processo per omicidio a carico di El Messky con una condanna a 16 anni di carcere per l'imputato. La sentenza dovrà essere motivata e potrà essere impugnata in appello sia dalla difesa sia dalla procura.