“Inneggiava alla jihad sul web”: condannato a 4 anni il pizzaiolo di Bergamo che voleva far saltare una chiesa

È stato condannato a quattro anni di reclusione Saied El Naijar, il 22enne di origini egiziane arrestato per terrorismo in provincia di Bergamo nell'ambito di un'inchiesta antiterrorismo coordinata dalla Procura di Brescia. La sentenza è arrivata al termine del processo con rito abbreviato celebrato davanti al gup di Brescia: il giovane è stato riconosciuto responsabile di associazione a delinquere di stampo terroristico. La pm Claudia Passalacqua aveva chiesto dieci anni.
Le indagini
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, El Naijar era attivo sul web nella condivisione di contenuti jihadisti e apologetici legati allo Stato islamico e alla Jihad islamica palestinese. Le indagini della Digos di Brescia e Bergamo avevano, inoltre, fatto emergere, secondo l'accusa, una progressiva radicalizzazione e l'intenzione di passare all'azione.
Infine, agli atti dell'inchiesta erano finite intercettazioni e materiale raccolto dagli investigatori, tra cui messaggi di propaganda, immagini con armi e riferimenti al martirio. In particolare, in un'intercettazione contenuta nell'ordinanza di arresto, il giovane faceva riferimento alla volontà di compiere un attentato nei confronti dei fedeli della chiesa di Sant'Alessandro in Colonna. "Allora, come procede la vita?", chiede il suo interlocutore. E lui: "Giuro, la vita è noiosa. Sono sul posto di lavoro. La finestra è aperta, di fronte a me c'è la chiesa. Fuori ci sono delle persone vestite di nero. Se questo coltello che ho in mano entra nel corpo di un umano… Che faccio, esco o non esco?".