Annega nel fiume Oglio per sfuggire a un agguato, chiesti 20 anni di carcere per il capo della spedizione

La Procura di Brescia ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione per Oussama El Messky, ritenuto uno dei responsabili della morte di Abdelilah Soyt annegato il 12 aprile 2025 nel fiume Oglio a Pontoglio (in provincia di Brescia). Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il 32enne si era tuffato in acqua per sfuggire a un agguato capeggiato proprio da El Messky per questioni legate al controllo di una piazza di spaccio. Insieme al 25enne c'erano altre sei persone, che avrebbero rincorso Soyt lanciandogli contro pietre, bottiglie ed esplodendo colpi d'arma da fuoco. El Messky, difeso dall'avvocato Daniele Tropea, ora sta affrontando il processo per omicidio, con rito abbreviato, davanti al giudice dell'udienza preliminare Marco Vommaro.
A chiamare i soccorsi, la sera del 12 aprile di un anno fa, erano stati tre pescatori. Un giovane, che poi si scoprirà essere il cugino di Soyt, era uscito dal fiume Oglio dicendo che in acqua c'era ancora "suo fratello" e che aveva bisogno di aiuto. Le ricerche si erano concluse solo il giorno dopo, con il corpo senza del 32enne di nazionalità marocchina recuperato a tre metri di profondità. Il cugino di Soyt, e un altro testimone, avevano poi aiutato i carabinieri coordinati dalla pm Benedetta Callea a ricostruire quanto accaduto in quelle ore.
Già da diverse settimane Soyt e suo cugino avrebbero subito minacce da parte del loro connazionale El Messky e del suo gruppo. Questi, infatti, volevano ostacolare l'intromissione del 32enne nella sua "egemonia nella locale attività di spaccio", tra le province di Brescia e Bergamo sulle rive del fiume Oglio. Arrivati a Pontoglio in auto, il 25enne e altri sei complici avrebbero teso un agguato a Soyt e suo cugino: tra colpi d'arma da fuoco e lanci di pietre e bottiglie, i due avevano cercato di fuggire tuffandosi nel fiume, dal quale il 32enne non è più uscito.
A fine maggio di un anno fa, i carabinieri avevano arrestato El Messky per omicidio su ordinanza del giudice per le indagini preliminari. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere erano in tutto quattro, ma tre di loro risultano ancora latitanti. Intanto, la Procura ha chiesto la condanna a 20 anni per il 25enne, considerato il capo del gruppo. A giugno si terrà la prossima udienza.