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Miriam Migliore morta dopo un pugno in stazione a Bergamo, condannato a 10 anni il ragazzo che l’ha colpita

Miriam Migliore era stata colpita con un pugno alla stazione di Bergamo nel luglio 2022 ed è deceduta nel marzo 2024. Il 25enne che l’aveva aggredita è stato condannato a 10 anni per omicidio preterintenzionale.
A cura di Enrico Spaccini
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È stato condannato a 10 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale ed evasione Hachana Sabri. Il 25enne è stato ritenuto dal Tribunale di Bergamo, con processo con rito abbreviato, responsabile della morte di Miriam Migliore, la 41enne che nel luglio del 2022 aveva colpito con un pugno e fatto cadere alla stazione ferroviaria. La donna aveva battuto la testa ed era entrata in coma. Nonostante le cure, il 18 marzo 2024 è deceduta. Secondo i medici, il pugno rifilato da Sabri, che nel frattempo era stato condannato per lesioni gravissime ed era evaso dagli arresti domiciliari, sarebbe stato determinante per la sua morte.

Il pugno a Migliore e il decesso

Migliore e Sabri vivevano alla stazione dei treni di Bergamo ed entrambi avevano problemi di tossicodipendenza. Il 21 luglio 2022 il giovane tunisino era stato aggredito da un soggetto che non è mai stato identificato e aveva riportato lesioni e un trauma cranico da 30 giorni di prognosi. Migliore si era avvicinata a lui per aiutarlo e porgergli lo zaino che gli era caduto in quegli istanti concitati, ma lui, ancora confuso per le botte, l'aveva colpita con un pugno scaraventandola a terra.

Migliore era stata trasportata in gravi condizioni all'ospedale Papa Giovanni XXIII, dove entrò in coma. Per quel pugno, Sabri venne condannato a 6 anni per lesioni gravissime e il 18 marzo 2024 ha ottenuto la possibilità di scontare la pena residua agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico. Il 24 marzo dello stesso anno, però, Migliore è morta all'ospedale di San Giovanni Bianco dove era stata trasferita. Secondo i medici legali, la 41enne non si era mai ripresa dalle conseguenze di quel pugno.

Il processo per omicidio preterintenzionale

Così, a Sabri è stato contestato l'omicidio preterintenzionale. Nel frattempo, però, era scappato a Lione ed è stato rintracciato il 6 gennaio 2025 dalla polizia francese a casa di uno zio. Ora è in carcere a Cuneo. Il processo nei suoi confronti si è chiuso ieri, martedì 28 aprile, e ha portato alla condanna in primo grado con rito abbreviato a 10 anni di reclusione, pena pari a quella chiesta dalla pm Silvia Marchina e che incorpora quella precedente.

L'avvocata di Sabri, Roberta Barbieri, aveva chiesto una perizia che verificasse lo stato di alterazione del giovane al momento del pugno ed è stata sottolineata la mancanza di un movente. Non è escluso che possa ricorrere in Appello.

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