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Aereo da turismo precipita a San Donato: 8 morti

Aereo precipitato a San Donato Milanese, la Procura chiede una perizia per verificare l’ipotesi del guasto

La Procura di Milano ha chiesto una nuova perizia per risalire alle cause dell’incidente del 3 ottobre 2021, quando un aereo con 8 persone a bordo è precipitato a San Donato Milanese. Il legale rappresentante dell’azienda produttrice del velivolo ora è indagato per disastro aviatorio colposo e omicidio colposo plurimo.
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Servirà una nuova perizia per stabilire "con ragionevole certezza" se il Pilatus Pc-12 il 3 ottobre 2021 è precipitato a San Donato Milanese a causa di un guasto tecnico oppure se si è trattato di un errore umano. È quanto sostenuto dai pm Mauro Clerici e Paolo Filippini nell'istanza presentata alla giudice per le indagini preliminari Lorenza Pasquinelli nella quale è stato chiesto l'incidente probatorio, che sarà poi affidato a "esperti in materia di ingegneria e sicurezza aeronautica". Lo scopo sarà appunto capire se un "lieve spostamento del rudder trim" possa aver alterato l'assetto di volo facendo schiantare il velivolo privato poco dopo il decollo da Linate e causando, così, la morte di otto persone. Intanto, è stato iscritto come primo, e almeno per il momento unico, indagato nell'inchiesta della Procura di Milano il legale rappresentante della Pilatus Aircraft Ltd, l'azienda aeronautica svizzera produttrice del monomotore.

L'aereo era decollato alle 13:03 del 3 ottobre 2021 dalla pista di Milano Linate con direzione Olbia, in Sardegna. Alla cloche c'era Dan Petrescu, un magnate romeno dal patrimonio stimato di circa 3 miliardi di euro, e altre sette persone, tra le quali un bambino di un anno. Pochi minuti dopo, alle 13:07, il Pilatus Pc-12 ha deviato dalla rotta prevista e guadagna una velocità verticale elevata. Alla fine, il jet ha perso quota rapidamente e si è schiantato contro un edificio in ristrutturazione, e disabitato, a San Donato Milanese. Nessuno è sopravvissuto.

Inizialmente la Procura di Milano aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per disastro colposo, che non presentava alcun indagato. Secondo gli inquirenti, che si sono avvalsi dei consulenti anche dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, le cause dell'incidente erano da ricercare in un errore umano del pilota ed erano stati esclusi presunti problemi tecnici. Su richiesta dei familiari di Petrescu, assistiti dall'avvocato Pasquale Pantano, il gip Pasquinelli aveva rigettato la richiesta di archiviazione e disposto ulteriori approfondimenti sul sistema di assetto del volo.

Secondo gli inquirenti, l'unico guasto in grado di provocare un incidente del genere può essere quello al  "rudder trim", ovvero il dispositivo che consente ai piloti di regolare la posizione neutra del timone di coda. Per verificare "con ragionevole certezza" se ci sia stato o meno un suo "lieve spostamento", la Procura ha chiesto una perizia da affidare a "esperti in materia di ingegneria e sicurezza aeronautica". È stato anche iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante della Pilatus Aircraft Ltd, azienda produttrice del velivolo, per le ipotesi di disastro aviatorio colposo e omicidio colposo plurimo. Si tratterebbe di un atto dovuto e a garanzia della società che potrà partecipare all'incidente probatorio nominando i propri esperti.

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