Accusato di aver ucciso la madre in casa, per i giudici Corrado Paroli non è imputabile: “Profonda depressione”

La Corte d'Assise di Como ha prosciolto Corrado Paroli dall'accusa di omicidio volontario aggravato perché ritenuto "non imputabile" a causa di una grave depressione. Secondo la Procura, il 49enne nel novembre del 2024 avrebbe fatto bere alla madre, la 73enne Margherita Colombo, una tisana con un mix di sedativi e l'avrebbe soffocata con una mano o un cuscino e poi lui stesso avrebbe ingerito la tisana tentando di togliersi la vita. La perizia psichiatrica disposta dai giudici hanno evidenziato in Paroli uno stato depressivo "talmente profondo" da azzerare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Per questo motivo, è stata disposta la sua immediata scarcerazione, con libertà vigilata per 3 anni e affidamento al servizio psichiatrico territoriale.
L'omicidio di Margherita Colombo e la tisana con i sedativi
La depressione di Paroli avrebbe avuto origine dalla separazione dalla moglie, che lo aveva portato a tornare a vivere insieme alla madre nell'appartamento di famiglia a Cassina Valsassina e a poter vedere i figli solo il fine settimana. Il 18 novembre 2024 la stessa ex moglie del 49enne aveva chiamato le forze dell'ordine, perché non riusciva più a mettersi in contatto con lui e perché aveva trovato alcune lettere in cui annunciava di volersi suicidare. All'arrivo dei carabinieri, Paroli era in condizioni gravissime in stato di incoscienza, mentre sua madre era ormai deceduta su una poltrona.
L'autopsia sul corpo di Colombo aveva evidenziato "ecchimosi nella zona mandibolare" della donna, con "elementi caratteristici da morte da asfissia, avvenuta poco dopo l'assunzione di sedativi". Secondo l'accusa, Paroli avrebbe fatto bere alla madre la tisana con il mix di farmaci, l'avrebbe soffocata con una mano o un cuscino e infine l'avrebbe bevuta lui stesso.
Il proscioglimento di Corrado Paroli
Il processo a Paroli per omicidio volontario aggravato si è aperto lo scorso ottobre. Il 49enne, mentre era ricoverato in ospedale, aveva negato di aver ucciso la madre. La Corte d'Assise di Como ha disposto nei suoi confronti la perizia psichiatrica, che ha evidenziato nell'imputato uno stato depressivo "talmente profondo" da azzerare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La stessa pm Simona Galluzzo, pur sostenendo la responsabilità fattuale di Paroli, ha chiesto la sua assoluzione e una misura di sicurezza per pericolosità sociale, parlando di seminfermità mentale.
La difesa di Paroli, invece, si sarebbe trattato di totale incapacità. Interpretazione accolta dalla Corte presieduta da Carlo Cecchetti, che ha giudicato il 49enne non imputabile e disposto la sua scarcerazione.