Nella tarda mattinata oggi, è stato rinvenuto in acque internazionali un gommone grigio semiaffondato. L'imbarcazione, come ha raccontato Repubblica.it, è stata trovata dal team della nave Aquarius della organizzazione non governativa internazionale italo-franco-tedesca SOS Méditerranée.

Si teme che si tratti dell'ennesima tragedia in mare. L'equipaggio della nave sta cercando di chiarire perché il gommone si trovi abbandonato lì, a 37 miglia dalle coste libiche. E si teme che possano essere recuperati corpi di migranti senza vita. Come ha spiegato in un tweet l'ong le esercitazioni quotidiane in mare, in zona Sar, sono ancora più difficili in condizioni climatiche invernali che possono complicare le operazioni di soccorso.

Qualche ora dopo è arrivata la comunicazione dell'Ong, che non è ancora riuscita a rintracciare i passeggeri del natante: "Cosa è successo a loro? Dove sono ora?".

Nel frattempo circa 120 migranti sono stati tratti in salvo oggi nel Mediterraneo centrale in due diverse operazione coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera al largo della Libia. Alle attività hanno partecipato una motovedetta della stessa Guardia Costiera salpata da Lampedusa e una unità inquadrata nel dispositivo Enavformed.

I dati del Viminale

Secondo gli ultimi dati aggiornati del ministero degli Interni, sono 841 i migranti sbarcati in Italia nelle prime due settimane di gennaio, il 64% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando gli arrivi via mare furono 2.355. In forte calo, in particolare, le persone giunte dalla Libia, come dimostrano anche i dati registrati da luglio in poi: sono 544, contro le 2.188 dello scorso anno. Come ha riportato anche il Corriere della sera, i "migranti in accoglienza" nel nostro Paese sono al momento 183.681. La distribuzione sul territorio è fatta in modo proporzionale, rispetto al nimero di abitanti. Per questo in Lombardia ce ne sono oltre 26 mila, il 14% del totale, mentre Lazio e Campania ne hanno poco più di 16 mila a testa. Nel 2017 poi sono sbarcati in Italia 15.731 minori non accompagnati. Nel 2016 avevano superato quota 25 mila.

Il calcio come strumento di inclusione

Oggi il Viminale ha firmato un protocollo con Anci e Figc, per "favorire, attraverso il gioco del calcio, l'inclusione sociale dei minori e dei neo-maggiorenni stranieri, ospiti del sistema di accoglienza nazionale", come si legge in una nota del ministero. L'iniziativa "mira a contribuire a una formazione completa dei ragazzi accolti nel sistema nazionale, accompagnandoli nella fase di transizione alla maggiore età, al fine di pervenire a una armoniosa socializzazione attraverso il coinvolgimento nello sport di giovani italiani e stranieri" – si legge nel comunicato – "il Ministero dell'Interno, con le Prefetture, provvederà a individuare le strutture di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e dei neo maggiorenni nelle aree geografiche interessate; l'Anci attraverso il Servizio Centrale – struttura di coordinamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) – svolgerà una funzione di raccordo per l'attuazione delle pratiche sportive nei rispettivi territori comunali; la Figc realizzerà interventi specifici per assicurare la formazione tecnica, l'educazione alimentare e la tutela sanitaria necessarie per la realizzazione delle attività sportive dei giovani coinvolti, mettendo loro a disposizione anche il materiale tecnico necessario per l'espletamento di tali attività".