"Dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, e mentre uomini, donne e bambini continuano a morire in mare, Msf e Sos Méditerranée sono costrette a chiudere le attività della nave Aquarius. Una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone". E' l'annuncio di Claudia Lodesani di Msf. La nave umanitaria, rimasta senza bandiera, è al centro di un'inchiesta avviata dalla Procura di Catania, guidata dal pm Zuccaro: la nave delle ong è stata accusata di aver scaricato per 44 volte in 11 porti italiani 24mila kg di rifiuti pericolosi a rischio infettivo trattandoli come se fossero rifiuti urbani. Aquarius è stata perciò posta sotto sequestro.

"In un crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta, si perde di vista il principio stesso di umanità. Finché le persone continueranno a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia, cercheremo nuovi modi per fornire loro l'assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno", spiega, ricordando le tante operazioni di soccorso della nave, che hanno consentito di salvare oltre 30mila persone dal 2016 a oggi.

"È un giorno buio" ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di MSF, "non solo l'Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane".

"Rinunciare all'Aquarius è stata una decisione estremamente difficile da prendere", ha dichiarato Frederic Penard, direttore delle operazioni di SOS Mediterranee, che "sta già esplorando attivamente le opzioni per una nuova nave e un nuovo padiglione". Per spiegare questa decisione, Msf ha lamentato "gli attacchi compiuti negli ultimi 18 mesi da alcuni stati europei" e le "affermazioni grottesche sul traffico di rifiuti e attività criminali" rivolte a entrambe le organizzazioni umanitarie.