Dopo i due casi di cronaca degli ultimi giorni si torna a parlare del problema della sicurezza in Italia. Alla vigilia di Pasqua un clochard georgiano è stato ferito alla gola con un coltello da un uomo marocchino: il senzatetto ha detto di avere il crocifisso al collo nel momento dell'aggressione, ma la questura ha smentito il movente religioso. Mentre a Torino un uomo ha picchiato due agenti di polizia con una spranga di ferro gridando "Allah Akbar", mentre le forze dell'ordine tentavano di allontanarlo dal suo giaciglio nel retro di un supermercato. Il Movimento 5 Stelle è intervenuto sulla questione con una nota: "I tristi fatti di cronaca di questi giorni dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia. E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla". Il problema, ha continuato il Movimento, "ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo". E il chiaro riferimento sembra essere a Salvini e alle sue promesse sui rimpatri che vanno avanti dalla campagna elettorale.

Questa richiesta di attenzione viene ribadita, in altri termini, anche dal capo politico pentastellato, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che avrebbe chiesto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di convocare il prima possibile un vertice sui rimpatri. Pronta la risposta del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Se gli amici dei 5 Stelle hanno voglia, tempo e idee, ho convocato proprio per domani alle 10 una riunione al Viminale su immigrazione, terrorismo, sbarchi ed espulsioni, riunioni che in questi mesi hanno portato a decreti, proposte di legge e direttive che hanno dato i risultati positivi che tutti gli italiani hanno notato". Inoltre, ha precisato il vicepresidente del Consiglio, "come emerge da tutte le evidenze il problema di sicurezza in Italia è dato dal fanatismo e dal terrorismo islamico".

Torna così al centro dell'attenzione una polemica che era scoppiata nelle ultime settimane all'interno della maggioranza con la direttiva di Matteo Salvini contro le Ong. Questa aveva portato il suo pari grado, Luigi Di Maio, a sottolineare: "Queste direttive non servono a niente. Un Paese serio come l’Italia deve pensare a lungo termine, che si realizza solo coinvolgendo l’Europa con un programma di ricollocamenti". Proprio le promesse di Salvini sui rimpatri degli immigrati irregolari sono tema di discussione, visto che al momento i numeri sono in linea con quelli del governo precedente.