Matteo Salvini in visita al campo rom in via della Chiesa Rossa a Milano, 2015
in foto: Matteo Salvini in visita al campo rom in via della Chiesa Rossa a Milano, 2015

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini vuole un nuovo censimento sui rom che vivono in Italia. “Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos”, annuncia lo stesso Salvini durante un’intervista a TeleLombardia. L’idea del ministro dell’Interno è quella di una “ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come e quanti” siano: in sostanza, vuole rifare “quello che fu definito il censimento, facciamo un’anagrafe”. Salvini sostiene che gli stranieri irregolari andranno espulsi con accordi tra gli Stati, mentre i rom italiani “purtroppo te li devi tenere a casa”.

Il ministro dell’Interno parla soprattutto di Milano, in riferimento alla questione rom: “Ho alcuni obiettivi su Milano, da ministro mi metto a disposizione del sindaco”, afferma aprendo così a Giuseppe Sala e annunciando che presto andrà anche a Firenze. Tornando sulla questione milanese, Salvini spiega di aver fatto sapere al sindaco Sala di voler discutere di “sgomberi in alcuni quartieri popolari: penso a San Siro, a via Gola, a Chiesa Rossa, ma anche di campi rom”.

Poche ore dopo, il ministro dell'Interno ha minimizzato la sua proposta: "Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno, nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei". 

Il censimento sui rom

Poco più di un anno fa l’Istat ha pubblicato quella che è la prima indagine dell’istituto di statistica su insediamenti rom, sinti e caminanti. Il dossier, dal titolo ‘Fonti di dati sulla popolazione rom, sinti e caminanti’ analizza la situazione dei campi rom in Italia. Ciò che emerge è che gli insediamenti censiti si trovano soprattutto al Nord-Ovest e al Centro Italia (quasi il 60% del totale) e sono concentrati in cinque regioni (il 72%): Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana. Il report evidenzia inoltre la precarietà dei servizi all’interno dei campi: nel 26% degli insediamenti manca l’acqua correnti, nel 31% i servizi igienici, nel 48% le fognature. Inoltre, molto spesso si trovano vicino a discariche o hanno addirittura al loro interno delle discariche.

Cosa prevede il contratto di governo sui campi rom

Nel contratto di governo stipulato tra MoVimento 5 Stelle e Lega si parla della questione dei campi rom, in termini molto critici: “Il dilagare dei campi nomadi – si legge – l’aumento esponenziale di reati commessi dai loro abitanti e le pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono sottoposti ha reso tale fenomeno un grave problema sociale con manifestazioni esasperate soprattutto nelle periferie urbane coinvolte”. Dopo le premesse di quello che è un vero e proprio capitolo sui campi nomadi, vengono forniti alcuni dati sulla popolazione che vive in questi insediamenti e sulla grande presenza di minori. E si prevedono alcune azioni: “Chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contatto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale”. L’obiettivo finale del contratto sul tema è quello di arrivare al “pieno superamento dei campi rom”. E il censimento voluto da Salvini potrebbe essere il primo passo in questa direzione.