In molti la conoscono come ‘Assicurazione delle casalinghe’. Il suo nome corretto è Assicurazione contro gli infortuni in casa. Tuttavia, in effetti, il 99% della platea che può usufruirne è composto proprio da casalinghe. Ma questa assicurazione sta andando incontro, negli anni, a una netta riduzione dei suoi iscritti. Erano più di 2 milioni nel 2008. Sono diventati 1,6 milioni nel 2012 e 1,2 nel 2014. Nel 2018 si tratta di non più di un milione di persone, mentre la platea potenziale stimata è di circa 9 milioni. È rivolta non solo alle casalinghe, ma anche, per esempio, agli studenti che si trovano in località diversa da quella di residenza e che fuori dagli impegni scolastici svolgono lavori in casa. Ma è rivolta anche a chi è in cerca di prima occupazione e si occupa della cura dei componenti della famiglia. Ancora, rientrano i lavoratori stagionali durante i periodi di non attività; i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che non hanno altra occupazione; i lavoratori in cassa integrazione. Ora, con la legge di Bilancio, ci sarà un cambiamento, spiegato dalla Stampa.

Cos’è l’assicurazione delle casalinghe

L’assicurazione delle casalinghe consiste in una mini-polizza da 12,91 euro l’anno. La deve sottoscrivere chiunque abbia tra i 18 e i 65 anni e si occupi in via esclusiva e gratuita della cura della casa e della famiglia. Sarebbe obbligatoria, ma in realtà nessuno ha mai preteso il pagamento della sanzione. Anche perché non sono mai stati effettuati controlli in quanto l’eventuale evasione è quasi impossibile da verificare. Così, sempre meno persone hanno aderito.

Per ottenere la rendita a vita, l’invalidità deve essere almeno del 27%. L’esempio riportato dalla Stampa è quello della perdita di un pollice o della vista da un occhio: così si avrebbero 186,17 euro al mese. Per un massimo di 1.292,90 euro in caso di invalidità al 100%. Nel caso di infortunio mortale la rendita andrà ai superstiti.

Come è cambiata l’assicurazione con la manovra

L’assicurazione cambierà, grazie a una modifica prevista dalla manovra. Il premio annuale, intanto, sale da 12,91 a 24 euro. Un raddoppio che però viene giustificato dall’aumento delle prestazioni, trattandosi, comunque, solamente di due euro al mese di versamento. L’invalidità minima per ottenere la rendita scende al 6% e tra il 6% e il 15% si riceverà una tantum di 300 euro. Il 6% corrisponde, per esempio, alla ridotta capacità di due dita della mano. Sale anche l’età massima: sono tenuti a versare tutti coloro che rientrino nei criteri e che abbiano fino a 67 anni.

Ma ora potrebbe esserci un problema applicativo con le modifiche approvate in legge di Bilancio. Agatino Cariola, che guida la direzione centrale rapporto assicurativo dell’Inail, spiega: “Indubbiamente ora c’è un problema di applicazione pratica della normativa. Il fatto che la norma sia stata inserita all’ultimo momento ci coglie con un po’ di sorpresa, mentre le nostre assicurate hanno già ricevuto il bollettino per il pagamento del premio”. Quello da 12,91 euro. “Il nostro invito è di andare a pagare subito entro il 31 gennaio il bollettino”, afferma Cariola.

Poi servirà un decreto ministeriale per stabilire le modalità del passaggio al nuovo sistema: “Capiremo cosa uscirà dal decreto, decorrenze e modalità, e se dovremo fare un’integrazione”. Inoltre oggi l’Inail ha un tesoretto di 140 milioni a garanzia degli iscritti, qualunque cosa accada: “Anche se domani mattina questa assicurazione non esistesse più, è garantito il pagamento delle rendite a chi ne ha diritto”. Ora si prova comunque a rilanciare l’assicurazione. Che per chi ha un reddito sotto i 4.648 euro è gratuita. E lo resterà anche con le nuove norme, permettendo così a circa 800mila donne di poterne usufruire gratuitamente.