Mentre non si placano le polemiche per gli scontri a livello europeo di cui è stato protagonista il ministro Matteo Salvini, l'altro vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio sceglie una lunga intervista al giornale spagnolo El Mundo per parlare di Europa e della prossima legge di bilancio. Di Maio conferma le critiche alla costruzione europea fatte in questi mesi, ma allo stesso tempo ribadisce che il senso del suo lavoro non va nella direzione anti-europeista: "Non vedo nemmeno lontanamente la possibilità che l’Italia esca dall’UE, ma ci sono una serie di problemi che prima o poi dovranno essere risolti: manca una vera solidarietà tra gli Stati membri, sia dal punto di vista sociale sia da quello economico. Che senso ha un’Unione in cui è solo un Paese ad assumersi il peso del problema dell’immigrazione? Perché nell’Unione esistono ancora paradisi fiscali di fatto che distruggono la concorrenza? Perché, essendo un’unione anche economica, non è stata fatta ancora una vera condivisione del debito e del rischio?"

Per il ministro del Lavoro è necessario imprimere una svolta, che potrebbe arrivare dopo le prossime elezioni europee, che mostreranno quanto siano profonde le critiche dei cittadini Ue alle politiche attuate in questi anni: "L’Unione Europea deve dimostrare di essere una vera unione come originariamente era stata pensata dai padri fondatori. Quindi, gli egoismi dei vari Stati membri dovrebbero essere messi da parte, almeno in presenza di fenomeni incontrollabili che riguardano tutto il Continente, non solo il Paese di primo approdo. In materia economica non possiamo permetterci di avere un’altra situazione come quella verificatasi in Grecia. Dobbiamo risolvere collettivamente gli aspetti più urgenti: essere europeisti oggi vuol dire riconoscere che l’Unione ha dei problemi. Essere anti-europeisti, invece, significa voler andare avanti senza cambiare nulla".

Nel corso dell'intervista c'è anche spazio per un primo bilancio di questi mesi e per rilanciare la sfida della prossima legge di bilancio. Di Maio si dice convinto che questo governo "farà quello che non è stato fatto per decenni" e sostiene di aver risolto "in soli tre mesi la crisi della più grande acciaieria d’Europa – l’ILVA di Taranto -, tutelando occupazione e ambiente". Sulle critiche dice: "Nel mio caso le formule retoriche che vengono utilizzate sono due: la fortuna del principiante o, viceversa, l’inesperienza del giovane. Sono cliché che esistono in maniera più o meno accentuata in tutta Europa, di cui i ragazzi della mia generazione e della prossima dovranno disfarsi velocemente. Saranno i cittadini a giudicare non solo me, ma anche questo Governo a fine legislatura. Da parte mia c'è la piena volontà di realizzare i punti contenuti nel contratto di governo".

Tra questi punti, Di Maio conferma flat tax e soprattutto reddito di cittadinanza: "Ci sarà senz’altro come già esiste in varie forme quasi in tutta Europa. In Italia abbiamo 5 milioni di persone in povertà assoluta che hanno bisogno di risposte. Riformeremo i centri per l’impiego e accompagneremo le persone che sono rimaste fuori dal mondo del lavoro in un percorso di formazione e ricerca. Nel corso di questo periodo garantiremo un reddito che dia dignità alle persone e le porti fuori dalla soglia di povertà relativa".