
Atterrati in Italia il cooperante Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò, liberati in Venezuela. A Ciampino presenti Meloni e Tajani. Intanto, continua la repressione in Iran, dove almeno 500 persone sono state uccise, secondo i dati delle ONG. Il regime ha attivato un canale diplomatico con Steve Witkoff, inviato speciale di Washington per il Medioriente, per tentare di disinnescare la minaccia di un intervento militare USA. Donald Trump ha annunciato un dazio del 25% su qualsiasi paese che commerci con Teheran. Poi dice ai manifestanti: "Resistete, aiuti in arrivo". Il Ministro Tajani: "Ho fatto convocare ambasciatore a Teheran". Mercoledì incontro USA-Danimarca sulla Groenlandia. Merz: "Ci aspettiamo che gli USA partecipino al dispiegamento di truppe". Leader Groenlandia: "Noi scegliamo Danimarca".
ONU convoca riunione urgente sull’Iran: Israele denuncia ritardo davanti a massacri e repressione
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà venerdì una riunione urgente per affrontare la crisi in corso in Iran.
L’ambasciatore israeliano all’ONU, Danny Danon, ha criticato apertamente la decisione, definendola tardiva: "Solo dopo giorni di massacri, violenta repressione, centinaia di morti e migliaia di feriti, l’ONU si ricorda di discutere della situazione. Mentre il regime spara sui manifestanti e impicca gli oppositori, la comunità internazionale resta inerte".
Danon ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai cittadini iraniani: "Non siete soli. La vostra lotta per la libertà è più forte di qualsiasi regime oppressivo".
Trump: "Tutto molto fragile, responsabili pagheranno un prezzo molto alto"
"Fate l'Iran di nuovo grande, era un grande Paese fino a quando sono arrivati questi mostri e l'hanno preso. E' tutto molto fragile". E' quanto ha detto Donald Trump ripetendo, nel suo discorso oggi al Detroit Economic Club, l'appello ai dimostranti iraniani, già rivolto via social, a prendere il controllo delle istituzioni "se possibile" e a segnare i nomi di "chi uccide e commette abusi" perché questi "pagheranno un prezzo molto alto".
Iran avverte Washington: pronti a difenderci fino all’ultima goccia di sangue contro ogni aggressione
Il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Aziz Nasirzadeh, ha lanciato un avvertimento diretto a Washington, affermando che Teheran reagirà "con estrema fermezza a qualsiasi nuova aggressione" e che, se le minacce dovessero concretizzarsi, l’Iran è pronto a difendersi "fino all’ultima goccia di sangue".
Al termine di un incontro con la commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, Nasirzadeh ha sostenuto che il Paese si trova oggi in una condizione di preparazione ben superiore rispetto allo scorso giugno, durante la cosiddetta "guerra dei 12 giorni" con Stati Uniti e Israele. Secondo quanto riferito dall’emittente statale Press Tv, il ministro ha parlato anche di "sorprese" tenute in riserva, che si rivelerebbero "molto efficaci" in caso di nuovi attacchi.
Le dichiarazioni arrivano come risposta alle ultime prese di posizione del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la sospensione di ogni dialogo con Teheran finché, ha detto, "non cesseranno le uccisioni" legate alle proteste interne. Trump ha inoltre assicurato il proprio sostegno ai manifestanti, affermando che "l’aiuto è in arrivo", e ha avvertito che "assassini e responsabili degli abusi" dovranno "pagare un prezzo elevato".
A queste parole, Nasirzadeh ha replicato ribadendo che qualsiasi escalation avrà conseguenze durissime: "Se le minacce diventeranno azioni concrete, la nostra risposta sarà totale e la difesa dell’Iran sarà devastante per chi ci attaccherà".
Netblocks: in Iran il blackout di internet va avanti da oltre 120 ore
L'Iran "è ormai offline da 120 ore". Lo riporta l'osservatorio della rete Netblocks secondo cui "nonostante alcune telefonate ora funzionino, non esiste un modo sicuro per comunicare e la popolazione rimane isolata dal resto del mondo". Le immagini che riescono a trapelare, spiega Netblocks, "mostrano un uso massiccio della forza contro i civili".
Trump conferma: "L'aiuto ai manifestanti è in arrivo"
Donald Trump ha confermato che intende sostenere i manifestanti in Iran. "Tutto ciò che dico loro è: l'aiuto è in arrivo", ha dichiarato il presidente americano parlando a Detroit.Trump ha aggiunto di aver imposto dazi a "chiunque faccia affari con l'Iran". "Sono entrati in vigore oggi", ha aggiunto nel suo intervento al Detroit Economic Club.
Ministro Tajani: "Ancora 24 italiani detenuti politici, nostro impegno prosegue"
Dopo l'arrivo in Italia di Trentini e Burlò, il ministro degli Esteri riferisce in un'informativa al Senato sulla situazione dei detenuti italiani in Venezuela: "La liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali che sono stati rilasciati in questi giorni è un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa. Ci sono ancora 42 detenuti italiano-venezuelani"
Trump: "Ho fatto rinascere il Venezuela, farà bene anche agli Usa"
"Ho fatto rinascere il Venezuela. Questo farà bene a loro e agli Stati Uniti". Lo ha detto Donald Trump parlando a Detroit. "Otterremo milioni e milioni di barili di petrolio", ha aggiunto.
Trump: "Non so quanti sono stati uccisi in Iran ma anche uno è troppo"
"Nessuno è stato in grado di fornirmi un numero preciso", su quanti manifestanti sono stati uccisi in Iran. "Ho sentito dire che si tratta di una quantità considerevole. Ma anche uno solo sarebbe già tanto. Probabilmente lo sapremo nei prossimi giorni". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Detroit
Metsola: “Il regime iraniano è terrorizzato dal suo popolo, l’Europa non distoglierà lo sguardo”
Continuano ad arrivare dall’Iran immagini che testimoniano la durezza della repressione in atto. A denunciarlo è la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un messaggio pubblicato su X, nel quale parla di un regime “spaventato dal proprio popolo” e incapace di soffocare la richiesta di libertà che si leva dalle strade del Paese.
Secondo Metsola, le autorità iraniane sono ormai terrorizzate perché gli strumenti repressivi su cui hanno fatto affidamento per mantenere il potere non riescono più a zittire “le grida di libertà che il mondo intero ascolta da donne e uomini coraggiosi, disposti a rischiare la vita”. Un messaggio di speranza, quello rivolto ai manifestanti, accompagnato dal richiamo a eventi storici che sembravano impossibili fino al momento in cui si sono realizzati, come la caduta del Muro di Berlino o la resistenza lituana del 1991 contro l’esercito sovietico.
“Il desiderio di libertà può superare ostacoli che appaiono insormontabili”, sottolinea la presidente dell’Europarlamento, ribadendo che l’Europa non resterà a guardare. Metsola ricorda inoltre le iniziative già adottate dal Parlamento europeo, tra cui il bando ai diplomatici del regime iraniano e la richiesta di sanzioni più dure contro i responsabili della repressione, inclusa la designazione definitiva dei Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica.
“L’Iran sta cambiando – conclude – e l’Iran sarà libero”.
La madre di Alberto Trentini torna al Lido di Venezia
Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, è rientrata nelle ultime ore nella sua casa al Lido di Venezia. La donna aveva lasciato l’abitazione ieri per raggiungere Roma, dove ha potuto riabbracciare il figlio 46enne dopo la liberazione, avvenuta al termine di 423 giorni di detenzione in Venezuela. Oggi il ritorno insieme a Trentini, che ha però scelto di incontrare il resto della famiglia lontano dal Lido e dall’attenzione dei media presenti sul posto. La donna non ha rilasciato dichiarazioni.
Hezbollah accusa Stati Uniti e Israele: “Sfruttano le proteste in Iran per caos e vandalismo”
Hezbollah ha accusato Stati Uniti e Israele di approfittare delle proteste in corso in Iran per fomentare "caos e atti vandalici" nel Paese. In un comunicato ripreso da Haaretz, il movimento sciita libanese, strettamente alleato di Teheran, sostiene che il presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stiano "parlando a nome dei manifestanti in assenza di una reale leadership interna, mentre un gruppo di agenti, guidato da chi ha aggredito l’Iran, tenta invano di rovesciare il regime".
Nel documento, Hezbollah ribadisce inoltre il pieno sostegno alla Repubblica islamica e alle forze di sicurezza del Paese, assicurando che l’Iran rimarrà "solido, forte e indipendente" nonostante le tensioni e le proteste.
Ong: "734 morti accertati ma potrebbero essere migliaia"
Almeno 734 manifestanti sono stati uccisi in Iran dall'inizio del movimento di protesta contro il governo. A riferirlo è stata l'Ong norvegese Iran Human Rights (Ihr), secondo cui il bilancio reale delle vittime potrebbe essere nell'ordine delle migliaia. Ihr "continua a ricevere segnalazioni di migliaia di morti in diverse città e province dell'Iran", ha dichiarato l'organizzazione.
New York Times: "Autorità stimano attorno a 3.000 bilancio vittime proteste"
Il bilancio delle vittime delle proteste in corso in Iran sarebbe attorno alle 3.000 persone. Lo riferisce il New York Times, citando due funzionari iraniani. Un alto funzionario del ministero della Salute ha confermato la cifra, pur cercando di attribuire le responsabilità ai "terroristi" che, a suo dire, starebbero alimentando i disordini. Il numero includerebbe anche diverse centinaia di membri delle forze di sicurezza.
Un altro funzionario governativo ha affermato di aver visto un rapporto interno in cui si fa riferimento ad almeno 3.000 morti e ha aggiunto che il bilancio potrebbe ulteriormente aumentare. Se confermato, si tratterebbe di uno degli episodi di violenza più gravi nella storia recente dell’Iran.
Ministro Tajani su Iran: "Ho fatto convocare ambasciatore"
Dopo aver aperto l’informativa alla Camera sulla tragedia di Crans Montana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha proseguito il suo intervento riferendo sulla situazione in Venezuela. In Aula è stato accolto da un applauso unanime quando ha ricordato il rientro in Italia di Mario Burrò e Alberto Trentini, liberati in Venezuela e tornati oggi nel nostro Paese dopo la loro detenzione.
Nel corso dell’informativa, Tajani ha fatto anche un annuncio sulla gestione dei rapporti diplomatici con l’Iran. Il titolare della Farnesina ha dichiarato che ha disposto la convocazione dell’ambasciatore iraniano a Roma presso la sede del ministero degli Esteri. “Ho fatto convocare l’ambasciatore dell’Iran, che sarà alla Farnesina oggi alle 17.30”, ha detto il ministro in Aula alla Camera, inserendo questa notizia nell’ambito del suo aggiornamento sulla politica estera.
Russia: "Nuovo attacco a Teheran avrebbe conseguenze disastrose"
"Chi intende usare i disordini" in corso in Iran "come pretesto" per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, "deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in una dichiarazione postata sul sito del dicastero. La portavoce ha accusato "forze straniere ostili all'Iran" di cercare di "sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano".
NATO, Rutte: "Quanto accade in Iran è ripugnante, sosteniamo il popolo iraniano"
"Penso – e spero che siamo tutti d'accordo – che ciò che sta accadendo in Iran sia ripugnante. La leadership sta agendo con violenza contro la propria popolazione, contro persone che protestano pacificamente per esprimere le proprie opinioni", ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo al Global Europe Forum organizzato da Renew Europe al Parlamento europeo.
"Non dimentichiamo che la democrazia non si limita al Parlamento. Certo, i parlamenti sono fondamentali, ma non sono tutto. La democrazia comprende anche libertà di stampa, diritto di manifestare e di esprimere le proprie idee", ha aggiunto. "Il regime oppressivo di Teheran sta usando forza e violenza massicce contro i propri cittadini. Ci sono numerose segnalazioni di persone decedute: è una situazione davvero ripugnante".
Rutte ha poi sottolineato l'impegno della Nato: "Gli alleati stanno affrontando questa crisi giorno dopo giorno, mantenendo contatti costanti. Credo che siamo tutti d'accordo nel volere il meglio per l'Iran: non per la leadership, ma per il popolo iraniano".
Violenza in Iran, la Francia convoca l’ambasciatore e sostiene sanzioni Ue
La Francia ha convocato l’ambasciatore iraniano a Parigi per condannare “la violenza di Stato scatenata indiscriminatamente contro i manifestanti pacifici”, ha dichiarato in Parlamento il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot. “Non ci fermeremo qui: chi punta le armi contro cittadini inermi non può restare impunito”, ha aggiunto, facendo riferimento alle sanzioni “immediate” contro Teheran annunciate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Anche Parigi, come già fatto da altri Paesi europei tra cui Spagna, Portogallo e Paesi Bassi, ha dunque preso posizione convocando il rappresentante diplomatico iraniano per protestare contro le violenze del regime nei confronti dei manifestanti.
Trump ai manifestanti iraniani: "Continuate, l'aiuto è in arrivo"
Il presidente americano Donald Trump ha chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto e' in arrivo. "Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni", ha scritto su Truth. "Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato", ha assicurato. "Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermera'", ha spiegato. "L'aiuto sta arrivando", ha poi assicurato Trump.
Frederiksen: "Nato difenda Groenlandia come tutto il suo territorio"
La Danimarca "non sta cercando il conflitto, ma il messaggio è chiaro: la Groenlandia non è in vendita", ha affermato la premier danese Mette Frederiksen in conferenza stampa con il leader della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen, aggiungendo che la Nato deve "difendere la Groenlandia tanto quanto ogni altro millimetro del suo territorio".
Leader Groenlandia: "Noi scegliamo la Danimarca"
"Scegliamo la Danimarca " sugli Stati Uniti. Lo ha detto il leader del governo autonomo groenlandese, Jans-Frederik Nielsen, in conferenza stampa con la premier danese Mette Fredriksen. "La Groenlandia non è in vendita" ha ripetuto Nielsen, sottolineando che "non vuole essere comprata dagli Stati Uniti, non vuole essere controllata dagli Stati Uniti". E ha aggiunto: "Se dobbiamo scegliere adesso scegliamo la Danimarca, la Nato, l'Unione Europea
Iran a Ue: "Non vogliamo ostilità ma reagiremo a restrizioni"
"L'Iran non cerca ostilità con l'Unione Europea, ma reagirà a qualsiasi restrizione". Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano, protestando contro la decisione del Parlamento europeo che ieri ha vietato l'accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani, contestando la reazione della Repubblica islamica alle proteste anti governative iniziate il 28 dicembre scorso. In un messaggio su X, il ministero iraniano ha criticato l'atteggiamento dell'Europarlamento, accusandolo di doppi standard. "Oltre due anni di genocidio a Gaza, che ha causato la morte di 70.000 palestinesi, non hanno indotto il Parlamento europeo a intraprendere alcuna azione concreta contro Israele" ma "solo pochi giorni di violente rivolte in Iran sono sufficienti al Parlamento Europeo per impedire ai nostri diplomatici di entrare nei suoi locali", si legge nella not
Cbs: "Trump informato su opzioni per Iran. Oggi riunione alla Casa Bianca"
Donald Trump è stato informato su una vasta gamma di strumenti segreti e militari da utilizzare in Iran: lo riporta la Cbs citando due funzionari del Dipartimento della Difesa. Gli attacchi missilistici a lungo raggio rimangono un'opzione per un potenziale intervento statunitense, ma i funzionari del Pentagono hanno anche presentato operazioni informatiche e risposte psicologiche alla campagna. Il team per la sicurezza nazionale di Trump dovrebbe tenere una riunione alla Casa Bianca martedì per discutere le opzioni per l'Iran, hanno riferito le fonti, ma non è chiaro se il presidente stesso sarà presente.
Attesa al Lido di Venezia per l'arrivo di Trentini
Si respira un'aria sospesa al Lido di Venezia, in attesa dell'arrivo di Alberto Trentini, il 46enne cooperante finalmente libero dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Bocche cucite e massimo riserbo, così come durante il lunghissimo periodo di detenzione, tra amici, parenti, conoscenti. Nell'abitazione dei genitori, a due passi dalla parrocchia di Sant'Antonio, le tapparelle sono alzate ma nessuno si affaccia. Lì dentro ad attendere Trentini è rimasto solo il padre, costretto a casa per alcuni gravi problemi di deambulazione. La famiglia, che da sempre ha chiesto silenzio e riserbo, non ha fatto trapelare se il 46enne arriverà nel pomeriggio, in serata o se addirittura sarà scelto per il ricongiungimento un luogo differente, magari da qualche zio o parente, in centro a Venezia o nel trevigiano. In via Sandro Gallo, la strada che lambisce l'abitazione dei genitori, i negozi hanno un esposto palloncini bianchi rossi e verdi, a manifestare l'orgoglio italiano per la liberazione del cooperante.
Perché Trump e Israele spingono per la fine del regime in Iran tra proteste e crisi
Le proteste in Iran del 2026 segnano un punto di rottura: mentre l’economia affonda il Paese, la strategia USA della “Massima Pressione” e gli attacchi di Israele accelerano la crisi. Il punto della situazione.
Iran, Ursula von der Leyen: "Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante"
"Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l'uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà. L'Unione Europea ha già inserito l'intero Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel suo regime di sanzioni sui diritti umani. In stretta collaborazione con l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, saranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Siamo al fianco del popolo iraniano che marcia coraggiosamente per la propria liberta'", aggiunge.
Tajani: "Ora avviare una nuova fase con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez"
"Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è nel passato, il nostro obiettivo, come indicato dal Presidente del Consiglio, è avviare una fase nuova, attivando un partenariato positivo con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell'informativa al Senato. "Il rilascio dei prigionieri politici è un segnale forte che la nuova Amministrazione ha voluto lanciare. Siamo aperti a raccoglierlo con speranza e a costruire una collaborazione diversa con la nuova leadership di Caracas nell'interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale", ha aggiunto.
Tajani: "La liberazione di Trentini e Burlò è il frutto di mesi di lavoro"
"È con emozione che condivido con quest'Aula la grande gioia e soddisfazione, mia personale e del Governo, per la liberazione nella notte di ieri dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che ho accolto stamane con il Presidente del Consiglio all'aeroporto di Ciampino. La loro scarcerazione segue di pochi giorni quella di Biagio Pilieri e Gerardo Antonio Buzzetta. Per Luigi Gasperin abbiamo ottenuto l'ordine di scarcerazione". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella sua informativa urgente al Senato sulla situazione in Venezuela. "È il risultato di mesi di lavoro silenzioso, costante e tenace del Governo, che ha consentito, dopo la rimozione di Maduro, di cogliere un obiettivo così importante", ha sottolineato Tajani.
Tajani: "Trentini e Burlò in buone condizioni, ora lavoriamo per gli altri detenuti italiani"
Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati trovati “in ottime condizioni di salute, anche dal punto di vista psicologico”. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a margine della presentazione dell’Accademia regionale di Polizia Locale del Lazio, a Roma, commentando l’esito degli incontri dopo la loro detenzione. “Sono molto forti, nonostante il periodo trascorso in carcere – ha aggiunto – e hanno riferito di non aver subito torture fisiche, pur riconoscendo che le condizioni di detenzione non sono state positive”.
Il vicepresidente del Consiglio ha parlato di una “grande soddisfazione, anche umana” per la liberazione dei due connazionali, soffermandosi in particolare sulle parole di Burlò: “Ha detto di non essersi mai sentito solo, perché sapeva che c’erano il governo del suo Paese e la sua famiglia a sostenerlo. È un riconoscimento che riscalda il cuore”.
Tajani ha poi assicurato che l’impegno dell’esecutivo proseguirà: “Continueremo a lavorare per liberare gli altri italiani detenuti”. Attualmente, ha ricordato il ministro, sono 42 gli italiani in carcere in Venezuela, di cui 24 per motivi politici. L’obiettivo, ha concluso, è quello di costruire “una nuova relazione tra Roma e Caracas” che consenta la liberazione del maggior numero possibile di detenuti politici, in particolare degli italiani.
Chi è Amir Ali Haydari, il 17enne ucciso in Iran e diventato uno dei simboli delle proteste
Amir Ali Haydari, un ragazzo di 17 anni, è diventato uno dei simboli della repressione delle proteste in Iran. Il giovane è stato ucciso giovedì scorso a Kermanshah, nell’ovest del Paese, mentre partecipava a una manifestazione insieme ai compagni di scuola.
A raccontare la vicenda è il cugino Diako, residente a Cardiff, in un’intervista a Sky News. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Amir Ali sarebbe stato colpito al cuore dalle forze di polizia e, mentre era ancora in vita, sarebbe stato ripetutamente colpito alla testa con il calcio di una pistola. Una versione che contrasta con il certificato di morte rilasciato dall’obitorio, nel quale si parla di una presunta caduta dall’alto.
L’emittente britannica riferisce anche dell’esistenza di un video girato a Kermanshah lo stesso giorno, in cui si vedrebbero agenti in borghese intimidire i manifestanti e aprire il fuoco nelle strade della città.
Secondo i familiari, la repressione sarebbe stata particolarmente violenta: molti amici del ragazzo sarebbero stati uccisi, altri versano in coma. Lo zio di Amir Ali, racconta il cugino, avrebbe trovato centinaia di cadaveri in ospedale al momento del riconoscimento del corpo. Un bilancio che, se confermato, aggiungerebbe un nuovo e drammatico capitolo alla stretta delle autorità iraniane contro le proteste.
Iran, Save the Children: "Cessare subito la violenza contro minori e rilasciare i detenuti"
In Iran alcuni minorenni sarebbero stati uccisi, feriti o detenuti nel contesto delle proteste in corso. A denunciarlo sono le Nazioni Unite e diversi media internazionali. Alla luce di queste segnalazioni, Save the Children ha lanciato un appello alle autorità iraniane e a tutti gli attori coinvolti affinché pongano immediatamente fine a ogni forma di violenza illecita contro bambini e adolescenti.
“I minori devono essere protetti da ogni forma di violenza e danno. Non dovrebbero mai essere presi di mira, feriti o detenuti per aver esercitato il loro diritto di esprimere la propria opinione o di protestare pacificamente”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa Orientale. “Nessun bambino o adolescente dovrebbe essere costretto a vivere nella paura, subire violenza o perdere la vita semplicemente per aver fatto sentire la propria voce. Questa violenza deve cessare immediatamente e tutti i minori detenuti devono essere rilasciati”.
L’organizzazione ricorda inoltre che l’Iran ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, che prevede che arresto e detenzione dei minori siano utilizzati solo come misura di ultima istanza e per il periodo più breve possibile. La Convenzione stabilisce anche che i bambini debbano essere trattati con dignità e mantenere i contatti con le proprie famiglie. “Questi obblighi fondamentali sono sanciti dal diritto internazionale e devono essere rispettati”, sottolinea Save the Children.

