
Gli aggiornamenti in diretta dalle proteste in Iran con le ultime notizie di oggi, lunedì 12 gennaio 2026. Sarebbero circa 545 accertati e altri 580 da accertare i morti durante la repressione delle manifestazioni nel Paese, secondo l'ong americana Hrana, e quasi 10.700 invece gli arresti. Intanto, il blackout di Internet dura da oltre 80 ore. Teheran è "pronta alla guerra e al dialogo", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto, a bordo dell'Air Force One, che "i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione".
Iran: "Stiamo conducendo una guerra contro i terroristi"
L'Iran sta conducendo "una guerra contro i terroristi", ha affermato il Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf durante un comizio a Teheran. Il presidente del parlamento ha anche dichiarato che se Trump attaccherà il Paese Teherano gli infliggerà una "lezione indimenticabile".
Capo del parlamento iraniano: "Popolo resiste con forza"
Il popolo iraniano sta "resistendo con forza" contro una guerra economica, cognitiva, psicologia e militare di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel corso della manifestazione che si sta svolgendo a Teheran a sostegno del governo e contro le ultime proteste. "Il popolo saggio e caro dell'Iran oggi combatte simultaneamente su quattro fronti: guerra economica, guerra cognitiva e psicologica, guerra militare degli Stati Uniti e del regime sionista insieme, e oggi con la guerra terroristica", ha detto Ghalibaf, elogiando i "90 milioni di iraniani" che hanno "resistito" nella guerra di 12 giorni (il conflitto tra Iran e Israele di giugno 2025) "contro il nemico".
Ghalibaf a Trump: "Vieni a vedere come ti distruggiamo"
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è tornato a sfidare il presidente americano Donald Trump. "Dico al delirante e arrogante presidente degli Stati Uniti: noi, la nazione iraniana, siamo tuoi nemici", ha scandito in un discorso trasmesso da diverse emittenti, mentre una folla si radunava a Teheran contro le rivolte anti-regime delle ultime due settimane. "Ti stiamo aspettando. Gli uomini del campo di battaglia ti aspettano. Vieni, così potrai vedere tutte le tue capacità nella regione distrutte. Sappi che i difensori dell'Iran ti daranno una lezione indimenticabile", ha assicurato.
La storia di Rubina Aminian, la studentessa curda uccisa nelle proteste in Iran con uno sparo alla nuca

Rubina Aminian è diventata il volto delle proteste antigovernative e della repressione in Iran: 23 anni, studentessa di design tessile, è stata uccisa con un colpo ravvicinato alla nuca mentre manifestava per strada. La sua storia raccontata da Iran Human Rights.
Ue: "Inaccettabile uccisione e arresto manifestanti"
"È inaccettabile che persone che manifestano in modo assolutamente pacifico per la loro libertà vengono arrestate e uccise". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla situazione in Iran. "Permettetemi di esprimere la nostra solidarietà ai cittadini iraniani estremamente coraggiosi: donne, uomini, giovani che protestano per la loro libertà. Hanno tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, perché stanno mettendo a rischio la loro vita", ha aggiunto. "La presidente von der Leyen ha già espresso il suo pensiero in proposito, chiedendo l'immediato rilascio di tutti i manifestanti incarcerati e il ripristino del pieno accesso a Internet, perché ovviamente, il fatto che non ci sia accesso a internet ha lo scopo di rendere più difficile per tutti i manifestanti pacifici far valere il loro diritto di manifestare e chiedere azioni", ha concluso Pinho.
Tajani a Iran: "Non usare la pena di morte contro i manifestanti"
"Per quanto riguarda l'Iran abbiamo lanciato un appello affinché non si utilizzi la pena di morte come strumento per reprimere le manifestazioni dei giovani e delle donne in Iran". Lo ha detto il ministro Antonio Tajani. "Lavoriamo per la pace in Medio Oriente, lavoriamo per la pace in Ucraina"
Anche presidente Pezeshkian a contro-corteo Teheran
Anche il presidente Massoud Pezeshkian ha partecipato alla manifestazione a Teheran contro le rivolte che vanno avanti da oltre due settimane in Iran. Lo riporta il Tehran Times, con la foto del Presidente tra la folla, circondato dalla sua scorta.
Proteste in Iran, il video dell'attacco alla moschea Abu-zar a Teheran: vandalizzata e data alle fiamme
Le proteste contro il governo e la gestione della crisi economica in Iran dilagano anche nelle moschee del Paese: in un video l'attacco a quella di Abu-zar a Teheran. I manifestanti, alcuni vestiti di nero e incappucciati entrano nel luogo di culto armati di spranghe e bastoni. La moschea verrà poi data alle fiamme.
Media: "Teheran ha usato jammer militari per oscurare internet"
Negli ultimi giorni il regime degli ayatollah "ha oltrepassato una nuova linea rossa nel tentativo di reprimere la protesta civile scoppiata in Iran, fino a oggi considerata quasi impossibile. Secondo una serie di resoconti dall'estero, il regime ha attivato per la prima volta dei jammer militari", dispositivi di guerra elettronica progettati per disturbare o bloccare segnali radio, radar e sistemi di comunicazione attraverso l'emissione di interferenze elettromagnetiche. Lo riporta il media israeliano Ynet ricordando il blocco della rete satellitare Starlink. La connessione di emergenza – sottolinea Ynet – è crollata nel giro di poche ore, con oltre l'80% del traffico interessato.
Ong: "Nelle proteste in Iran ucciso ex campione di culturismo"
Mehdi Zatparvar, ex campione del mondo di culturismo e allenatore, è uno dei uccisi nelle proteste in Iran. L'uomo, riporta l'organizzazione per i diritti umani con sede in Norvegia Hengaw, è stato ucciso venerdì durante le proteste nella città di Rasht, nella provincia di Gilan, nell'Iran nordoccidentale. Zatparvar era sceso in piazza con l'anelito di tanti iraniani. Nel suo ultimo post su Instagram aveva scritto: "Vogliamo solo i nostri diritti, la voce che è stata soffocata per quarant'anni deve essere gridata", secondo l'organo riformista IranWire. Il suo account Instagram è stato ora chiuso nell'ambito del blackout di Internet e dei social del regime. L'atleta trentanovenne è stato due volte campione del mondo di bodybuilding classico, secondo la Federazione Internazionale di Fitness e Bodybuilding. Zatparvar aveva un master in fisiologia dello sport ed era ampiamente considerato un allenatore esperto a Gilan, ha detto Hengaw.
La tv di Stato mostra immagini di manifestazioni pro Khamenei
La tv di Stato iraniana ha trasmesso immagini di manifestazioni a cui hanno partecipato centinaia di persone a favore della Repubblica islamica in varie città del Paese. Mentre la rete internet è bloccata nel Paese da oltre 84 ore e ci sono state due settimane di proteste anti governative dove le ong denunciano l'uccisione di almeno 544 persone, la versione in lingua inglese della tv di Stato iraniana, Press TV, ha pubblicato sul suo account X immagini in diretta dove si sono viste centinaia di persone sfilare con la bandiera della Repubblica islamica in città come Zahedan, Rasht, Ilam, Arak e nella provincia settentrionale dell'Azerbaigian. Press Tv ha descritto i partecipanti alle dimostrazioni a favore della Repubblica islamica, che mostrano immagini della guida suprema Ali Khamenei, come "iraniani uniti contro il terrorismo" e ha bollato come "rivolte in Iran appoggiate da Usa e Israele" le proteste anti governative. Secondo il sito della tv di Stato iraniana, altre manifestazioni a favore della Repubblica islamica in varie città del Paese, tra cui Teheran, sono in programma alle 14 ora locale, le 11:30 in Italia.
Le voci degli iraniani che protestano nel mondo: “Vogliamo la fine del regime e libere elezioni”
“Questa volta gli iraniani non si arrenderanno, ma non vogliamo che torni la monarchia”: così gli iraniani nel mondo sostengono le proteste nel loro Paese contro il regime degli ayatollah. Le voci a Fanpage.it.
Il ministro degli Esteri Araghchi: “Proteste divenute violente per fornire agli Usa la scusa per intervenire”
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato nelle scorse ore che le proteste a livello nazionale nel suo Paese "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" all'intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Abbas Araghchi non ha fornito prove a sostegno della sua affermazione, che arriva dopo che gli attivisti hanno riferito che oltre 500 persone sono state uccise, la stragrande maggioranza delle quali manifestanti. Araghchi ha parlato con diplomatici stranieri a Teheran. L'emittente satellitare Al Jazeera, finanziata dal Qatar e a cui è stato permesso di funzionare nonostante l'interruzione di Internet nel Paese, ha diffuso le sue dichiarazioni.
Madrid: "L'Iran non ha bisogno di nessuna forza esterna"
"L'Iran è un paese dove confluiscono molti mondi, molte tensioni e dove stando convergendo diversi grandi poteri del mondo. Teheran non ha bisogno di nessun tipo di forza esterna". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri José Manuel Albares, intervenendo a un incontro informativo all'Ateneo di Madrid. Secondo il capo della diplomazia iberica, l'Iran "è uno di questi punti dove si sta trasformando l'ordine mondiale. In questo momento tutto è connesso,", ha rilevato Albares, in relazione alla recente operazione militate statunitense in Venezuela, alla minaccia di Donald Trump di annettere Groenlandia, alle pressioni su Cuba e all'annuncio che l'esercito Usa valuta "azioni molto concrete" per l'Iran.
Sulla repressione da parte del regime degli ayatollah delle proteste nel Paese, dove sono morte oltre 500 persone, il ministro ha fatto appello "cessare la violenza contro i manifestanti, gli arresti arbitrari". "Deve essere ristabilito il contatto delle comunicazioni e, soprattutto, il contatto via internet", ha detto Albares, nel ricordare che "La libertà a una comunicazione libera è anche un diritto fondamentale di ogni essere umano". Per Madrid, un'ingerenza esterna in Iran non è la soluzione: "Da molti anni dalla Spagna che dalle istituzioni dell'Unione europea privilegiamo la via del negoziato per Iran, sia sul dossier nucleare che in ogni altro dossier", ha evidenziato Albares. "L'uso della forza esterna su Iran od ogni altro Paese non può che portare più caos. La pace, la democrazia, il rispetto dei diritti umani non vengono mai da pressioni esterne ma sempre attraverso il dialogo, la diplomazia e il negoziato", ha concluso.
Media filo-regime: "Oggi grandi manifestazioni a sostegno governo iraniano"
Marce popolari in sostegno del regime teocratico e avverse alle rivolte degli ultimi giorni sono state organizzate questa mattina in tutto l'Iran, secondo quanto riferisce l'emittente libanese Al Mayadeen, affiliata al partito sciita filo-iraniano Hezbollah. Sarebbero scesi per le strade circa un milione di iraniani in sostegno del regime khomeinista. Nel corso delle marce si sarebbero alzati slogan contro gli Stati Uniti e Israele, esprimendo il proprio disappunto in merito ad una possibile ingerenza straniera negli affari di Teheran. All'inizio delle proteste il regime iraniano ha portato in piazza grosse ‘contro-manifestazioni', recedute secondo testimoni oculari quando la situazione è precipitata in diffuse violenze.
Polizia Iran manda sms a famiglie: "Tenete figli lontani dalle rivolte"
La polizia iraniana sta inviando messaggi di testo ai residenti di Teheran per avvertire i genitori di tenere i figli lontani dai "rivoltosi". Lo scrive Al-Jazeera. "Data la presenza di gruppi terroristici e individui armati in alcuni raduni di ieri sera e i loro piani di causare vittime, e la ferma decisione di non tollerare alcun atteggiamento di pacificazione e di affrontare con decisione i rivoltosi, si consiglia vivamente alle famiglie di prendersi cura dei loro giovani e adolescenti", si legge nei messaggi.
Unicef: "Preoccupati per le continue segnalazioni di bambini e adolescenti uccisi e feriti in Iran"
"Siamo estremamente preoccupati per le continue segnalazioni di bambini e adolescenti uccisi e feriti nel contesto dei disordini pubblici in corso in Iran. Il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e dei feriti, e condividiamo il loro dolore". Lo ha dichiarato il direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa Edouard Beigbeder. "L'Unicef chiede che tutti i bambini siano protetti da ogni forma di violenza e danno. Devono essere salvaguardati da qualsiasi azione che metta in pericolo la loro vita, la loro libertà o il loro benessere mentale e fisico", ha aggiunto. "Le autorità iraniane, coloro che sono coinvolti nelle proteste, le comunità e le famiglie dovrebbero adottare ogni misura necessaria per proteggere i bambini. Le forze di sicurezza devono astenersi dall'uso di forza non necessaria o sproporzionata e i bambini non dovrebbero trovarsi in situazioni che li mettono in pericolo o li privano della loro libertà", ha sottolineato Beigbeder. "In conformità con la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, il diritto alla vita di ogni bambino deve essere rispettato e salvaguardato", ha concluso.
Teheran: "Siamo pronti alla guerra ma non la stiamo cercando"
L'Iran "non cerca la guerra ma è pienamente preparato alla guerra", ed è pronto per negoziati basati sul "rispetto reciproco". Lo afferma il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araqchi a una conferenza degli ambasciatori stranieri a Teheran trasmessa dalla TV di Stato. "Siamo anche pronti ai negoziati, ma questi negoziati dovrebbero essere equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco"
In Iran il blocco internet va avanti da oltre 80 ore
Il blocco di internet in Iran va avanti ormai da oltre 80 ore. "Mentre l'Iran si sveglia, i dati mostrano che il blackout nazionale di internet ha superato le 84 ore", scrive Netblocks in un aggiornamento di qualche ora fa. "Anni di ricerca sulla censura digitale indicano queste soluzioni alternative: Radio a onde corte/HAM, cell towers ai confini, terminali Starlink e satelliti Direct-to-Cell", aggiunge il gruppo di monitoraggio.
Merz: "Violenza deve finire, Teheran protegga il suo popolo"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha condannato la violenza perpetrata dalle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti pacifici definendola "sproporzionata" e "brutale". "Invito la leadership iraniana a proteggere il suo popolo invece di minacciarlo", ha dichiarato Merz durante la sua visita in India. "Condanniamo con la massima fermezza la violenza che la leadership di Teheran sta usando contro il suo stesso popolo". Ha aggiunto che si tratta di un segno di debolezza, non di forza. "E questa violenza deve finire". Merz ha elogiato esplicitamente il coraggio dei dimostranti, sottolineando che stavano manifestando pacificamente per la libertà nel loro Paese, e questo era un loro diritto.
Media: "Gli Usa preparano cyberattacchi contro il regime in Iran"
Gli Stati Uniti si stanno preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran. Lo scrive il Telegraph citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.
In Iran centinaia di morti, minacce tra Usa e Teheran ma Trump rivela: “Vogliono negoziare”. Cosa sappiamo
Diverse fonti antigovernative parlano di centinaia di vittime e miglia di arresti in Iran dopo che il regime teocratico ha deciso di reprimere nel sangue le proteste. Minacce reciproche tra Usa e Teheran ma Trump rivela: “Vogliono negoziare, una riunione è in preparazione”.
Iran: "Aperti canali di comunicazione con un emissario americano"
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che i canali di comunicazione con un emissario americano sono "aperti". Donald Trump nella notte ha detto che l'Iran aveva chiesto di negoziare e che un incontro era in preparazione. "Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto", ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato.
