Proseguono ininterrotte le ricerche dei vigili del fuoco tra ciò che resta della struttura alberghiera crollata dopo la slavina. Sono 11 i sopravvissuti accertati, 9 estratti vivi dalla struttura. Tutti i bambini sarebbero stati salvati. Ma le vittime sono salite a cinque. Un soccorritore: "Andremo avanti finché non tireremo fuori tutti".
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Estratte vive altre quattro persone. I soccorritori: "Sentiamo rumori, non più voci"

Altre quattro persone, due donne e due uomini, sono state estratte vive durante la notte da ciò che resta dell'hotel Rigopiano, a Ferindola, in provincia di Pescara: si tratta di quattro delle cinque che erano state individuate ieri sotto le macerie, ma ancora sane e salve dopo due giorni al buio e al gelo. L'ultimo ad essere estratto dalle macerie è stato un uomo, ferito. In totale, sono 11 i sopravvissuti della valanga killer, nove dei quali sono stati estratti. I dispersi sono invece 23.
Ci sono però anche altre tre vittime, due donne, che portano a cinque il numero accertato di morti. Nella tarda serata di ieri, i vigili del fuoco hanno affermato di aver sentito altre voci arrivare da sotto le macerie dell'hotel, diverse da quelle delle 5 persone già individuate da ore, ma ancora da recuperare. Voci che però non sono state ancora localizzate nella struttura. Con il passare delle ore però quelle voci non si sentono più, ora soltanto qualche rumore che potrebbe essere provocato da piccoli assestamenti della struttura stessa.
Tutti i bambini presenti nel resort al momento del dramma sono stati estratti vivi. Tra i primi a essere tirati fuori la moglie di uno dei superstiti, Giampiero Parete, con il bambino. C’è poi la figlia Ludovica, che il 13 gennaio scorso ha compiuto sei anni, oltre all’altro figlio Gianfilippo, di quasi otto anni, anch’egli sano e salva. “Dove sono i miei biscotti?”, è stata la prima cosa che la piccola ha chiesto ai suoi soccorritori. Salvo anche Edoardo Di Carlo: "Cosa è successo? Quanto tempo è passato? Stavo giocando a biliardo" ha chiesto ai pompieri. Poi ha aggiunto: "Ero al biliardo con altri due bambini, e che nella stessa stanza c'era la mamma di uno di loro".
Questi i nomi forniti dalla Prefettura di Pescara in merito alle persone salvate in questi giorni dalle macerie del resort: Gianfilippo e Ludovica Parete, i due figli dello chef, oltre a Giampiero Parete, il 38enne che si è salvato subito dalla slavina ed è riuscito a dare l'allarme. Anche la moglie Adriana Vercerao è stata estratta viva dalle macerie. A questi vanno aggiunti altri due bambini: Samuel Di Michelangelo (i suoi genitori sono ancora dispersi, nonostante il sindaco di Osimo ieri avesse affermato che fossero tra i superstiti) e Edoardo Di Carlo. Poi c'è il gruppo delle persone estratte vive durante la notte: Francesca Bronzi, ma non il fidanzato Stefano Feniello; Vincenzo Forti e la fidanzata Giorgia Galassi; quindi Giampaolo Matrone. Scampato alla valanga anche Fabio Salzetta, manutentore dell'hotel, sopravvissuto dopo essersi rifugiato in auto con Parete. L'uomo ieri è risalito di nuovo ai piedi del Gran Sasso per aiutare i soccorritori.
Accertata l’identità delle prime due vittime. Si tratta di Gabriele D'Angelo, cameriere dell'hotel Rigopiano e Alessandro Giancaterino, capo dei camerieri e del bar dell'albergo.
Contestazione dei parenti dei dispersi dell'hotel Rigopiano durante la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione medica dei superstiti ricoverati a Pescara. I familiari hanno urlato, chiedendo a gran voce informazioni sui loro congiunti. "Sono sotto otto metri di neve e sono 50 ore che aspettiamo. Vergogna". Lo staff sanitario ha cercato di tranquillizzarli, spiegando che al momento si conoscono solo i nomi delle persone già arrivate in ospedale. "I nomi ce li dovete dire. Sono usciti camminando, parlano. Ci avete chiesto i segni particolari. Non è possibile che non li avete".

