
Tutte le dichiarazioni di Giorgia Meloni nella conferenza stampa annuale: la premier ha risposto alle domande dei giornalisti, che hanno trattato temi come Trump, Crans-Montana, le minacce alla Groenlandia ma anche questioni di politica interna: dal referendum alla legge elettorale, fino al caso Paragon.
Sulle minacce di Trump alla Groenlandia dice: "Non credo a invasione Usa in Groenlandia, presenteremo strategia italiana su area artica".
Alla premier è stato domandato se il governo abbia intenzione di costituirsi parte civile sul processo per la tragedia di Crans-Montana, dopo la morte di 6 italiani nell'incendio nel locale svizzero a Capodanno. "Quello che è successo non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro e pensavano di fare soldi facili." e aggiunge: "Stiamo ragionando sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso gli scintillii che vengono messi nelle bottiglie per festeggiare, perché sono un elemento di pericolosità".
La premier risponde anche a una domanda sulla data del referendum sulla Giustizia: "Daremo una data entro il 17 gennaio, lo farà il Cdm, ma la data del 22 e 23 marzo è quella più probabile, mi sento di confermarla", ha annunciato la premier.
Furfaro (Pd): "Meloni esca dai palazzi, non racconta la realtà degli italiani"
Anche Marco Furfaro, responsabile Welfare nella segreteria nazionale del Pd, ha criticato la conferenza stampa di oggi di Meloni, sostenendo che il governo non rifletta la realtà vissuta dagli italiani. Secondo Furfaro, la premier ha infatti parlato a lungo senza affrontare i problemi concreti della vita quotidiana: aumento delle tasse, potere d'acquisto ridotto, liste d'attesa sanitarie e povertà crescente. Furfaro ha quindi invitato Meloni a "scendere dove vivono davvero le persone" dicendo che il Paese descritto nelle conferenze stampa non coincide con quello in cui milioni di italiani affrontano difficoltà economiche e sociali: "Prima o poi il governo dovrà fare i conti non con la propaganda, ma con la realtà".
Landini: "Meloni, esempio sulla Costituzione non le è venuto bene"
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato le dichiarazioni di Meloni sulla Costituzione, durante una manifestazione a Primavalle. Landini ha detto che il riferimento di Meloni secondo cui "la Costituzione l'hanno conquistata quelli che stanno dalla parte giusta" lo ha colpito, ma a suo avviso "questa volta ha fatto un esempio che non le è venuto bene". Il segretario della Cgil ha poi aggiunto: "Chi sarebbe fuori dalla storia? Chi ha conquistato la democrazia e difende la Costituzione, o chi, se fosse per loro, non ci sarebbe la democrazia e la Costituzione?".
Fumarola (CISL): "Grazie a Meloni per parole chiare sul nuovo patto con le parti sociali"
Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha commentato positivamente le dichiarazioni di Meloni in conferenza stampa, riguardo alla volontà del governo di avviare un nuovo patto con le parti sociali riformiste. "L'obiettivo è affrontare le sfide della qualità del lavoro, delle nuove tutele, della competitività delle imprese e di un welfare più vicino alle persone, soprattutto in vista della fine delle risorse del Pnrr". Fumarola ha sottolineato l'importanza di misure per elevare salari e produttività, innovazione e formazione, politiche attive, salute e sicurezza sul lavoro, e di un approccio partecipato e condiviso. Secondo la leader Cisl, il successo della crescita del Paese dipende dalla "corresponsabilità tra governo, parti sociali e lavoratori, puntando a un sistema equo e stabile in tutti i settori, dalla sanità alla scuola, dal fisco alle pensioni".
M5S: "Meloni parla di dialogo con Putin ma continua ad accodarsi ai bellicisti"
Anche i parlamentari M5S delle Commissioni Esteri, Difesa e Politiche Ue di Camera e Senato hanno criticato la posizione di Giorgia Meloni sulla guerra in Ucraina. Secondo i deputati e senatori, Meloni ha infatti "finalmente riconosciuto che l'Europa non ha mai avuto un ruolo negoziale nel conflitto", avendo parlato solo con Kiev, e ha auspicato che l'Ue torni a dialogare con Putin tramite un inviato speciale europeo, una soluzione richiesta dal M5S da anni. Il M5S ha detto poi che, finora, "Meloni non ha mai chiesto concretamente questo dialogo" e si è invece "passivamente accodata a iniziative bellicose e unilaterali a favore dell'Ucraina", contrarie secondo il M5S a qualsiasi logica negoziale e diplomatica.
Conte (M5S): "Meloni si scusi con gli italiani sul cambio di linea sull'Ucraina"
Giuseppe Conte, leader del M5S, ha criticato Meloni anche per il cambio di posizione sull'Ucraina. Per oltre tre anni, secondo Conte, Meloni sosteneva che "con Putin non si tratta" e che bisognava puntare sulla vittoria militare dell'Ucraina. Oggi invece afferma che l'Europa deve dialogare con la Russia. Conte ha detto poi che, nel frattempo, gli invii militari, le vittime, i danni economici e il piano di riarmo hanno avuto un costo significativo per gli italiani. Per questo motivo, il leader M5S ritiene che la premier dovrebbe scusarsi con i cittadini e con le cittadine.
Elly Schlein: "Da Meloni nessuna risposta su sanità e scuola"
La segretaria del Pd Elly Schlein ha criticato duramente la conferenza stampa di Meloni, accusandola di non aver affrontato le principali preoccupazioni degli italiani: "In tre ore di intervento non una parola su sanità pubblica, carovita e scuola", ha affermato Schlein. La leader dem ha ricordato le promesse mancate del governo, dall'abolizione delle accise alla riduzione delle tasse, fino all’anticipo delle pensioni, sostenendo che la pressione fiscale è ai massimi da dieci anni e che l'età pensionabile è stata invece innalzata: "Di fronte a questa incoerenza", ha concluso, "toccherà a noi costruire un'Italia più giusta".
Fratoianni (Avs): "Da Meloni parole vuote anche sulla politica internazionale"
Anche Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha criticato duramente la conferenza stampa di Meloni, definendo le sue dichiarazioni sulla politica internazionale "parole vuote". Secondo Fratoianni la premier avrebbe presentato una situazione positiva anche su stipendi, inflazione e pensioni che non rispecchierebbe la realtà. Il deputato ha sottolineato che i salari non stanno realmente aumentando, i prezzi della spesa continuano a crescere e la pressione fiscale è più alta, mentre le crisi industriali si moltiplicano. Sul fronte internazionale, Fratoianni ha evidenziato l'assenza di posizioni chiare del governo sul rispetto del diritto internazionale, citando la situazione in Venezuela e ha poi concluso affermando che non ci sarebbero elementi su cui promuovere l'operato di Meloni.
Renzi (IV) attacca Meloni: "Con questo governo gli italiani stanno peggio"
"Guarda, guarda come Giorgia Meloni va in difficoltà appena i giornalisti le chiedono di parlare dei problemi dell'Italia", a dirlo è stato Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che con un post su Instagram ha criticato la conferenza stampa di Giorgia Meloni, rilanciando alcuni passaggi video. Renzi ha accusato il governo di non saper rispondere alle domande su tasse, stipendi e pensioni, sottolineando che con l'esecutivo attuale aumentano tasse, accise, prezzi di gasolio, sigarette e persino le spese sugli acquisti online. Secondo il leader di Italia Viva, la pressione fiscale al 42,8% rappresenta poi un grave problema per le famiglie, rendendo più difficile la vita quotidiana degli italiani: "Con questo governo gli italiani stanno peggio, meno sicuri e più poveri, ma Meloni fa finta di niente", ha concluso Renzi.
Mattia (FdI): "Con le protezioni ottenute dal governo l'Italia guadagna con il Mercosur"
Aldo Mattia, deputato e responsabile del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d'Italia, ha commentato positivamente il via libera dell'Italia all'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Secondo il deputato FdI, le rassicurazioni ottenute dall'Italia sull'accordo dimostrano l'"attenzione del governo Meloni verso il comparto agricolo, i suoi addetti e i consumatori". Il deputato ha spiegato che l'abbassamento della soglia del meccanismo di salvaguardia dall'8 al 5% e il rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nell'Ue garantiranno agli agricoltori italiani maggiore protezione, una concorrenza leale e il rispetto del principio di reciprocità: "Con queste protezioni chieste ed ottenute dal governo, l'Italia ci guadagna", ha concluso.
Centemero (Lega): "Positivo l'impegno di Meloni per il rientro dei giovani italiani"
Giulio Centemero, deputato e capogruppo della Lega in commissione Finanze, ha detto che è molto positiva l'attenzione di Meloni verso il rientro dei giovani italiani con alta formazione che lavorano all'estero: "Il nostro Paese ha un alto livello di formazione universitaria che spesso non riusciamo a trattenere", ha spiegato Centemero. Il deputato ha poi ricordato di aver presentato un progetto di legge insieme ad altri colleghi, volto a favorire il rientro dei "cervelli" tramite incentivi fiscali, investimenti aziendali e facilitazioni per chi torna a lavorare in Italia. Centemero ha poi detto che il provvedimento potrebbe avere un impatto positivo sull'economia nazionale e che, se necessario, anche l'opposizione potrebbe sostenerlo, nell'interesse del Paese.
Barzotti (M5S): "Sulle pensioni Meloni mente sapendo di mentire"
Valentina Barzotti, deputata del M5S in commissione Lavoro, ha criticato duramente la conferenza stampa di fine anno di Meloni, sostenendo che le sue affermazioni sulle pensioni siano false. Secondo Barzotti, Meloni avrebbe infatti affermato di aver evitato un aumento maggiore dell'età pensionabile, ma la deputata sottolinea che la riforma Fornero non è stata abolita e che l'esecutivo avrebbe potuto intervenire sul meccanismo di adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, senza farlo. Barzotti ha poi denunciato la cancellazione di Opzione Donna e il peggioramento dell'Ape sociale, invitando Meloni a "risparmiarsi le lezioncine e chieda scusa agli italiani che ora vedono la pensione come un miraggio".
Ex presidente del Tribunale di Napoli: "Meloni non può usare i fatti di cronaca per delegittimare la magistratura"
Ettore Ferrara, ex presidente del Tribunale di Napoli e coordinatore del comitato "Giusto dire no", ha replicato a Giorgia Meloni, sottolineando che la magistratura non ha funzione servile rispetto al governo: "Il compito dei magistrati è garantire legalità e uguaglianza dei cittadini, anche quando i valori costituzionali siano messi a rischio da iniziative del potere esecutivo o politico", ha dichiarato Ferrara. Secondo l'ex magistrato, speculare su singoli fatti di cronaca o su vicende giudiziarie eclatanti senza conoscere gli atti processuali è un modo per delegittimare la magistratura, un atteggiamento inaccettabile se proviene da chi ricopre ruoli istituzionali di primo piano. Ferrara ha poi anche criticato l'idea che i processi penali siano frutto di accordi tra pm e giudici o che i magistrati non siano in grado di designare i propri rappresentanti nel Csm, sottolineando che la politica non può assumere il controllo della giurisdizione. L'ex presidente del tribunale ha infine concluso ricordando che il prossimo referendum metterà gli italiani di fronte a decisioni che avranno riflessi importanti sulla tenuta della democrazia nel Paese.
Vannacci risponde alla polemica di Meloni: "Inviare armi all'Ucraina è contraddittorio"
Giorgia Meloni ha detto di essere "stupita" che ad opporsi all'invio di armi a Kiev sia "un generale", riferendosi a Roberto Vannacci. L'eurodeputato della Lega non ha fatto attendere per una replica. A Lapresse ha dichiarato: "Da generale, non faccio confusione tra concetti distinti e separati: quello di deterrenza e quello di invio diretto di armi in un conflitto in corso il cui esito, a meno di un coinvolgimento diretto di Nato o Ue, appare scontato. Sembra contraddittorio inviare armi e poi affermare contestualmente che non è opportuno l'invio di uomini sul terreno, perché a fronte di una potenza militare come la Russia non sarebbero mai abbastanza".
Meloni ha anticipato la data del referendum sulla Giustizia: verso il voto il 22 marzo
Sulla riforma della Giustizia legata alla separazione delle carriere la premier anticipa che lunedì, in occasione della prima riunione del Consiglio dei ministri del nuovo anno, arriverà l’indicazione per la data del referendum, che si terrà probabilmente il 22 e del 23 marzo. La premier sta cercando in tutti i modi di separare l'esito del voto dal destino del governo: "Non intendo personalizzare il referendum", ha detto, aggiungendo che una eventuale bocciatura della riforma non porterebbe alle sue dimissioni.
Mauri (PD): "Meloni continua a fare il gioco delle tre carte"
Matteo Mauri, del Pd, ha criticato duramente la gestione della sicurezza da parte del governo Meloni, definendo la conferenza stampa della presidente del Consiglio un "gioco delle tre carte". Secondo Mauri, il governo ha nascosto la riduzione degli organici delle forze dell'ordine, non ha coperto il turn-over del personale e ha aumentato l'ìetà pensionabile di poliziotti e carabinieri: "Gli agenti continuano a lavorare in condizioni difficili, senza aumenti di stipendio e con organici sotto soglia", ha dichiarato Mauri, sottolineando che a fine 2025 la Polizia di Stato risultava sotto organico di quasi 13mila unità, un minimo storico. Mauri accusa il governo di utilizzare i fatti di cronaca per attaccare la magistratura e di preferire slogan e propaganda al rispetto della realtà. Secondo il deputato Pd, le conseguenze di questa gestione ricadono sulle persone più fragili e sugli agenti, mentre le politiche concrete per garantire sicurezza e migliori condizioni di lavoro rimangono insufficienti.
Comitato 'Giusto dire No' accusa: "Meloni ci delegittima"
"Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei confronti del Comitato Giusto Dire no: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia". Lo afferma in una nota il Comitato replicando alla premier che nella conferenza stampa ha criticato i manifesti per la campagna del no al referendum. "Sono numerosi giorni che sentiamo dirci che i manifesti contengono menzogne. Oggi, al coro, si è aggiunta anche la presidente del Consiglio Meloni" aggiunge il Comitato.
Le bugie di Meloni su Paragon, lavoro, pensioni e immigrazione
Durante da conferenza stampa di inizio anno Giorgia Meloni, oltre alle questioni di geopolitica, ha toccato diversi temi di politica interna. Ma nei suoi interventi è stata spesso volutamente imprecisa, nel tentativo dare in pasto a giornalisti ed elettori dati parziali, il più delle volte approssimativi, quando non completamente distorti o errati. Abbiamo messo in fila alcuni passaggi, che riguardano il lavoro, le pensioni, l'immigrazione e anche il caso Paragon, su cui Meloni è apparsa ancora un volta ambigua e reticente, fino a sfociare nel vittimismo.
Conte: "In due ore Meloni non ha detto nulla, nessuna risposta ai cittadini"
"Oltre due ore di conversazione, di programmi: vorrò, farò, programmeremo, dopo tre anni di governo Meloni non ci ha detto nulla". Questo il commento di Giuseppe Conte, ai cronisti, sulla conferenza stampa della presidente del Consiglio. "Non ha dato una risposta ai sei milioni di cittadini che rinunciano alle cure, alle lunghe liste di attesa, la sanità non è tra le priorità indicate. Invece ha taciuto una priorità, che è quella del riarmo. Giorgetti ha anticipato che creeranno uno scostamento per prendere soldi in deficit per le armi. E ovviamente aumentano le tasse, aumentano le bollette, il caro energia, le difficoltà degli italiani. Su economia e sicurezza tanti impegni, ma dopo tre anni ci aspettavamo qualcosa di concreto".
Damante (M5s) accusa Meloni: "Campionessa olimpica di vittimismo"
"Ancora una volta la presidente Meloni non risponde alle domande e fa la vittima, la sua specialità olimpica". Parole della senatrice del M5s Ketty Damante. "Ha ribadito che siamo un Paese che va meglio di altri, che i fondamentali economici ci fanno essere tra i primi in Europa, che il potere d’acquisto delle famiglie cresce così come l’occupazione. Viene da chiedersi in che Paese viva la Meloni. Il costo del carrello della spesa è cresciuto del 25%, la sanità è al collasso mentre il miracolo dell’occupazione riguarda solo gli ultra cinquantenni o il lavoro povero, e intanto sono 12 milioni le persone che hanno rinunciato a cercare un’occupazione. Tutto questo mentre l’industria è immobile da quando si è insediato il governo e i salari sono pressoché gli stessi da anni".
Salari, Scotto (Pd) dice che Meloni vive sulla Luna
Giorgia Meloni "vive sulla Luna. Racconta un'Italia dove i salari crescono. Dimentica che il carrello della spesa è esploso e nemmeno un terzo del potere d'acquisto perduto si è recuperato. Questo non accade nei decenni precedenti, accade negli ultimi quattro anni, tre e passa dei quali governati da lei", ha dichiarato Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera. "Il suo è il governo che ha negato il salario minimo, rinnovato contratti pubblici senza garantire il recupero totale dell'inflazione, tagliato il Reddito di cittadinanza, ridotto gli ammortizzatori sociali, alimentato il ricorso ai subappalti e liberalizzato contratti a termine e intermittenti. Le cause dei bassi salari sono nelle sue scelte politiche. Ormai è chiaro a tutti gli italiani, tranne che a lei".
Parrini (Pd): "Arroganza di Meloni è motivo in più per firmare per referendum sulla Riforma Nordio"
"L'arroganza dimostrata da Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa odierna è un motivo in più per firmare per il referendum sulla Riforma Nordio. La quale, con gravi rischi per tutti i cittadini, ferisce la nostra Costituzione scardinando le norme poste a garanzia sostanziale dell'indipendenza della magistratura", a dirlo Dario Parrini, senatore Pd e vicepresidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. "Meloni oggi ha confermato che è sua intenzione tagliare i tempi della campagna elettorale e privare le persone della piena possibilità di informarsi sulla materia del referendum. Sembra infatti pronta ad andare contro quanto è stato fatto per i precedenti referendum costituzionali (2001, 2006, 2016, 2020), in occasione dei quali mai è stata fissata la data del referendum prima che si fosse esaurito tutto l'intervallo temporale, tre mesi dalla pubblicazione della legge, previsto dall'articolo 138 della Costituzione per promuovere un referendum oppositivo in una delle tre forme indicate dalla stessa Costituzione".
Il senatore Pd ha poi concluso: "Richiamandosi a un obbligo di legge che di fatto non esiste – visto che dovrà intervenire una nuova delibera di ammissione della Cassazione quando la raccolta firme in corso si sarà conclusa con il raggiungimento del quorum delle 500 mila sottoscrizioni – Meloni fa un gioco delle tre carte che sa di scorrettezza e antidemocraticità. Vanno avanti accumulando forzature su forzature".
Castellone (M5S): "Cala disoccupazione perché aumentano gli inattivi, da Meloni propaganda vecchia"
"Gli ultimi dati Istat confermano un segnale importante: la disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall'inizio delle rilevazioni e, su base annua, l'occupazione continua a crescere", lo ha scritto su X (ex Twitter) Mariolina Castellone, capogruppo del M5S in 10a commissione al Senato e vicepresidente di Palazzo Madama. Castellone ha poi continuato: "Nel mondo reale, se diminuisce la percentuale di coloro che non hanno un lavoro e al contempo aumenta quella dei cosiddetti inattivi, ossia individui che non studiano né lavorano, ma che un impiego neppure lo cercano, il risultato è proprio un calo del tasso di disoccupazione. Insomma: anno nuovo, propaganda vecchia".
Paragon, Ruotolo (Pd): “Meloni ha gli strumenti per scoprire chi ha spiato i giornalisti ma non li usa”
"È passato più di un anno da quando Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, ha ricevuto da WhatsApp la comunicazione di essere stato bersaglio di un tentativo di spionaggio con Graphite. Poco dopo è emerso anche il caso di Ciro Pellegrino, con conferma forense di un hackeraggio riuscito. Eppure dal governo continuano a non arrivare risposte", ha detto Sandro Ruotolo, responsabile informazione della segreteria nazionale del Partito Democratico.
"La presidente Meloni continua a rifugiarsi dietro il rapporto del Copasir di giugno 2025. Un rapporto che non afferma che Cancellato non sia stato spiato, ma solo che non vi sarebbe stata un'autorizzazione formale da parte dei servizi e dell'autorità delegata. Un documento ampiamente superato dai fatti, che non tiene conto delle evidenze forensi sullo spionaggio nei confronti di Pellegrino, sempre di Fanpage e sempre spiato con Graphite. Il 16 aprile scorso, durante l'audizione al Copasir di Citizen Lab, l'esperto John Scott-Railton è stato chiarissimo: il governo italiano possiede gli strumenti necessari per risalire con certezza agli autori delle intercettazioni. Ma il governo italiano ha scelto di non farlo. Il 9 giugno 2025 Paragon ha offerto ufficialmente il proprio supporto per analizzare il caso Cancellato. Il governo ha rifiutato. Di fronte a questo rifiuto, Paragon ha deciso di rescindere tutti i contratti. Un fatto gravissimo, che solleva interrogativi politici enormi".
Ruotolo ha poi aggiunto: "Le motivazioni addotte dal governo per respingere quell'offerta, richiamando esigenze di sicurezza nazionale, non possono essere usate per eludere una responsabilità politica fondamentale: fare chiarezza su chi ha spiato dei giornalisti. La sicurezza nazionale non può diventare un alibi per sottrarsi alla verità, soprattutto quando sono in gioco la libertà di stampa e lo Stato di diritto. Va inoltre ricordato che Graphite è uno spyware in uso esclusivo agli Stati. Questo significa che le possibilità sono due, ed entrambe gravissime: o lo spionaggio è avvenuto dall'interno del nostro Paese, oppure è stato compiuto da un altro Stato nei confronti di giornalisti italiani", ha poi detto il responsabile Pd.
"In quest'ultimo caso, saremmo di fronte a una violazione della sovranità nazionale e a un fatto ancora più allarmante. Per questo lo diciamo con chiarezza: Meloni non può continuare a dire ‘confidiamo nelle procure' e lavarsene le mani. Il governo ha gli strumenti per sapere chi ha spiato. Se non li usa, è una scelta politica. Chiediamo una comunicazione chiara al Paese: se lo spionaggio è avvenuto per mano dello Stato italiano o se è stato compiuto da un altro Stato. Ogni altra risposta è solo un tentativo di prendere tempo. E il tempo, quando si spiano i giornalisti, non è mai neutro: è sempre contro la democrazia", ha poi concluso.
Paragon, Meloni evita ancora di rispondere su chi ha spiato i giornalisti di Fanpage e non solo
Durante la conferenza stampa Giorgia Meloni è tornata due volte sul caso Paragon, senza però chiarire come l'esecutivo intenda fare luce sullo spionaggio ai danni di giornalisti e attivisti. In un primo passaggio la premier ha richiamato la relazione del Copasir del giugno 2025, sostenendo che avrebbe escluso l'uso del software Graphite contro i giornalisti, omettendo però che quella relazione è stata successivamente superata da nuove analisi tecniche che hanno accertato casi di spionaggio. Nel secondo intervento, rispondendo al direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato, Meloni ha spostato il discorso su di sé, paragonando lo spionaggio ai giornalisti a inchieste che hanno riguardato la sua vita personale e accusando implicitamente i cronisti di attacchi al governo. In nessuno dei due casi la presidente del Consiglio ha insomma spiegato quali iniziative concrete siano state adottate o previste dal governo per chiarire le eventuali responsabilità sul caso Paragon.
M5s: "La sicurezza peggiora, solo propaganda dal governo di Meloni"
Il Movimento 5 Stelle ha accusato Giorgia Meloni di "prendere in giro i cittadini" sulla sicurezza con "propaganda e bugie", denunciando l'arrivo di misure "liberticide", inefficaci contro la criminalità ma utili a reprimere il dissenso. Secondo i parlamentari M5s delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, gli italiani non si sentono più sicuri dopo tre anni di governo Meloni e i dati confermerebbero un peggioramento della situazione a partire dal 2023, nonostante i richiami della premier a un presunto lassismo dei governi precedenti; il M5S contesta anche i numeri sulle assunzioni nelle forze dell'ordine, definiti un "gioco delle tre carte" e sottolineando che l'esecutivo non riesce a compensare i pensionamenti e che il deficit di organico della polizia è aumentato negli ultimi anni. Forti critiche anche sulla gestione dei flussi migratori, dove il M5s parla di dati manipolati, e sul cosiddetto "modello Caivano", giudicato una "bufala", ricordando che Fratelli d'Italia non si sarebbe nemmeno presentata alle elezioni comunali nel comune campano.
Giani: "Su fine vita serve una legge dello Stato, questo governo non la vuole fare"
"Se lo Stato legiferasse sul fine vita toglierebbe le castagne dal fuoco a tutti, perché il più corretto modo è quello di una legge del Parlamento: il problema mi sembra proprio questo governo che non la vuol fare" a dirlo Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, commentando le dichiarazioni che Meloni ha rilasciato nella conferenza stampa di oggi.
"La Toscana", ha detto Giani, "non ha fatto altro che fare una legge per dare corso a ciò che ci dice la Corte costituzionale nel senso più profondo di libertà, di scelta della persona che in condizioni gravissime, sono quelle identificate dalla corte, il fatto di essere in presenza di una malattia irreversibile che non può che portare sempre a maggiore dolore, scientificamente provato, a una irreversibile condizione che porta alla morte, consente una scelta di fine vita medicalmente assistita alla persona, al cittadino". Il presidente della Regione Toscana ha poi ribadito e concluso: "Noi abbiamo fatto una legge di questo genere, e una legge che la Corte Costituzionale ha riconosciuto nella impalcatura fondamentale come legittima e ha riconosciuto che la Regione possa legiferare su questa materia, cosa che veniva messa in discussione dall'avvocato generale dello Stato, quindi stiamo lavorando nei profili che sono stati valutati da considerare nuovamente dalla Corte Costituzionale di adeguarci a questo disposto della sentenza 204 della Corte Costituzionale e quindi di essere punto di riferimento anche per le altre Regioni che a questo punto dopo questa pronuncia della Corte possono legiferare in materia".
Serracchiani (Pd): "Sulla sicurezza Meloni scarica colpe sulla magistratura"
"Oggi Giorgia Meloni ha detto, in sostanza, che il problema della sicurezza dipenderebbe dalla magistratura. Non è una frase casuale, né uno scivolone: è una scelta politica precisa, fatta mentre il Paese si avvicina al referendum sulla giustizia" ha detto Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd.
"Ancora una volta", ha sottolineato, "quando il governo fallisce, Meloni cerca un capro espiatorio. Dopo tre anni e mezzo a palazzo Chigi, tutti i provvedimenti adottati sulla sicurezza si sono rivelati inefficaci. Le città non sono più sicure, i problemi restano, le risposte non arrivano. E allora si sposta il bersaglio: prima i sindaci, oggi i giudici". Per Serracchiani "attaccare la magistratura serve a una cosa sola: coprire il fallimento e preparare il terreno a una giustizia sotto controllo politico. È una strategia pericolosa, che indebolisce l'equilibrio tra i poteri dello Stato e usa la sicurezza come clava propagandistica". La dirigente Pd ha poi conclusio: "Chi governa dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, non delegarle a un nemico di turno. La sicurezza non migliora accusando i giudici. Non migliora piegando le istituzioni. Non migliora con la propaganda. Meloni governa da anni, ma continua a comportarsi come se fosse all'opposizione. E davanti a questo fallimento, davanti a questo attacco strumentale alla magistratura, sì: dovrebbe vergognarsi".
Scalfarotto (Iv): "Bene Meloni sull'inviato Ue, Renzi però lo propose all'inizio dell'invasione russa"
Il senatore Ivan Scalfarotto, responsabile esteri di Italia viva, a margine della chiusura della conferenza di Meloni ha dichiarato: "Dice Giorgia Meloni che serve un inviato speciale dell'Europa per l'Ucraina così che l'Unione possa parlare con una voce sola. Ricordo alla presidente del Consiglio che Matteo Renzi lo propose fin dal primo momento dell'invasione russa, nel febbraio del 2022, anche ipotizzando alcuni nomi come quelli di Blair o Merkel. Finalmente, dopo quattro anni, ci è arrivata anche la premier. "Ora Meloni si adoperi nell'Unione europea perché si arrivi a questo risultato e l'Europa acquisisca un reale peso politico e diplomatico nella vicenda ucraina", ha poi concluso.
Lupi: "Meloni coniuga visione e concretezza, avanti con riforme e crescita"
In una nota il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha detto che "molto è stato fatto e molto altro resta ancora da fare: Giorgia Meloni ha indicato il percorso del governo e del centrodestra nel prossimo futuro e ha avuto la capacità di coniugare la visione con la concretezza". Lupi ha poi aggiunto: "Condividiamo la posizione sull'Ucraina, la necessità di rafforzare l'Unione Europea mantenendo salda l'appartenenza alla Nato, ed il lavoro diplomatico per arrivare ad una pace giusta, così come l'impegno a puntare sulla crescita economica, anche per sostenere ulteriormente le famiglie. Riteniamo anche la sicurezza, soprattutto nelle nostre città, un tema essenziale. Anche la riforma elettorale per garantire stabilità e rappresentanza ci trova d'accordo e sarebbe opportuno che le opposizioni accogliessero l'invito a collaborare in maniera costruttiva".
Il presidente di Noi Moderati ha poi concluso dicendo che "Noi Moderati darà il proprio contributo propositivo in Parlamento per rendere quest'ultima parte della legislatura una stagione di riforme e di crescita".
Bonelli: "Meloni è una prestigiatrice, nasconde la crisi socioeconomica"
In una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha affermato che "le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni raccontano un'Italia che non coincide con la realtà sociale ed economica del Paese". Sull'occupazione, ha poi detto, il governo "si aggrappa ai dati Istat sulla disoccupazione formale, ma nasconde il dato più allarmante: 12,4 milioni di inattivi tra i 15 e i 64 anni, pari al 33,5% della popolazione in età lavorativa, in larga parte donne. Un terzo del Paese ha rinunciato a cercare lavoro. Altro che successo. Intanto il potere d'acquisto delle famiglie continua a ridursi, i salari restano bassi, la produzione industriale cala e la crescita è debole. Sul piano casa siamo di fronte all'ennesimo annuncio: promettere 100mila alloggi in dieci anni non affronta l'emergenza abitativa che colpisce oggi studenti, lavoratori e famiglie. Senza risorse e tempi certi, sono solo proclami". Secondo il parlamentare di AVS, sarebbe poi grave "anche l'ambiguità sulla politica internazionale. Meloni continua a non condannare con chiarezza le azioni di pirateria internazionale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dalla Groenlandia al Venezuela. Dietro queste tensioni c'è il petrolio, ed è per questo che questa destra è ostile alla transizione ecologica. Si richiama il diritto internazionale, ma lo si applica a geometria variabile. Si attacca la sinistra sul Venezuela con slogan ideologici, mentre si ignorano interessi energetici e geopolitici. Sull'Ucraina si parla di deterrenza, ma nella maggioranza crescono ambiguità che indeboliscono la credibilità dell'Italia. Questo governo sostituisce la verità con la propaganda. All'Italia servono giustizia sociale, pace e transizione ecologica, non autocelebrazioni", ha concluso Bonelli.