13 Dicembre 2015
10:00
AGGIORNATO13 Dicembre

Cop21, a Parigi arriva la firma. Accordo storico sul clima

Via libera all'accordo sul clima dai delegati dei 195 Paesi più la Unione Europea in occasione della XXI conferenza internazionale dell'Onu sui cambiamenti climatici. In particolare, l'art. 2 fissa l'obiettivo di restare "ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali", con l'impegno a "portare avanti sforzi per limitare l'aumento di temperatura a 1,5 gradi".

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Clima,195 Paesi firmano per il futuro: i punti principali dell'accordo

La Cop21 di Parigi è terminata con un risultato che va oltre le aspettative della vigilia. I partecipanti alla conferenza mondiale Onu, e in particolare la Francia che l’ha presieduta, parlano di "svolta storica", perché l'obiettivo sarà contenere l’aumento della temperatura non solo al di sotto dei 2 gradi ma entro un grado e mezzo. Il testo finale dell'accordo  contiene impegni molto stringenti da parte dei 195 Paesi che l'hanno firmato:

Riscaldamento globale – L'articolo 2 dell'accordo fissa l'obiettivo di restare "ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali", con l'impegno a "portare avanti sforzi per limitare l'aumento di temperatura a 1,5 gradi".

Obiettivo a lungo termine sulle emissioni – L’articolo 3 prevede che i Paesi “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile”, e proseguano “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equilibrio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di gas serra nella seconda metà di questo secolo”.

Impegni nazionali e revisione –  L'articolo 4 dice che tutti i Paesi "dovranno preparare, comunicare e mantenere" degli impegni definiti a livello nazionale, con controlli regolari che "rappresentino un progresso" rispetto agli impegni precedenti e "riflettano ambizioni più elevate possibile". I paragrafi 23 e 24 della decisione sollecitano i Paesi a comunicare i propri impegni con scadenza quinquennale. La prima verifica dell'applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali.

Loss and damage – L'articolo 8 fa invece riferimento alle risorse destinate ai Paesi vulnerabili per affrontare i cambiamenti irreversibili a cui non è possibile adattarsi, basato sul meccanismo sottoscritto durante la Cop 19, a Varsavia, che "potrebbe essere ampliato o rafforzato". Il testo "riconosce l'importanza" di interventi per "incrementare la comprensione, l'azione e il supporto", ma non può essere usato, precisa il paragrafo 115 della decisione, come "base per alcuna responsabilità giuridica o compensazione".

– Finanziamenti – L’articolo 9 si rivolge invece ai Paesi sviluppati affinché forniscano "risorse finanziarie per assistere” quelli in via di sviluppo, “in continuazione dei loro obblighi attuali”. Più in dettaglio, il paragrafo 115 della decisione “sollecita fortemente” questi Paesi a stabilire “una roadmap concreta per raggiungere l’obiettivo di fornire insieme 100 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020″, con l’impegno ad aumentare “in modo significativo i fondi per l’adattamento”.

– Trasparenza – L’articolo 13 stabilisce che, per “creare una fiducia reciproca” e “promuovere l’implementazione” è stabilito “un sistema di trasparenza ampliato, con elementi di flessibilità che tengano conto delle diverse capacità".

A cura di Biagio Chiariello
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