Il prossimo 21 marzo sarà la Giornata mondiale della poesia. In tutto il mondo si celebrerà la poesia in tutte le sue forme. Naturalmente l'occasione è imperdibile per festeggiare i 200 anni dalla composizione di una delle più belle poesia della storia, probabilmente la più nota della poesia italiana, L'Infinito di Giacomo Leopardi. Si tratterà di celebrazioni con due punte di diamante, a Recanati, dove il poeta nacque nel 1798, e a Napoli, dove morì nel 1837, e dove peraltro è conservato il manoscritto autografo de L'Infinito. Oltre che al monumento funebre al Parco Vergiliano di Fuorigrotta. Si tratta di due luoghi altamente simbolici, il luogo di nascita e di morte del Sommo, avviati in contemporanea in due siti fondamentali della biografia leopardiana.

L'Infinito di Leopardi tra Recanati e Napoli

A Recanati, nel teatro Persiani, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e il critico Vittorio Sgarbi apriranno gli eventi marchigiani con un vasto calendario di iniziative proprio tra il 21 e il 24 marzo, mentre a Napoli si inaugurerà giovedì 21 marzo e resterà aperta fino al 21 luglio la mostra organizzata dalla Biblioteca Nazionale che propone con alcuni nuclei tematici immersivi di un itinerario antropologico, filosofico e poetico che intreccia un inedito dialogo tra due dei maggiori esponenti del pensiero moderno europeo, attraverso gli autografi di Giambattista Vico e di Giacomo Leopardi. Nella stessa Biblioteca, tra i diversi documenti autografi di Leopardi, vi è un menù di Capodanno preparato dallo stesso Leopardi in persona.

200 anni di Infinito, la lirica di Giacomo Leopardi

Sono trascorsi due secoli da quando Giacomo Leopardi, appena ventenne, scriveva l’Infinito. Una delle liriche più intense e significative di tutta la letteratura italiana, che ancora oggi sembra senza età: un vero e proprio classico, poiché parla agli uomini di qualsiasi epoca con la stessa forza evocativa ed emozionante.  La lirica fu pubblicata soltanto nel 1826 negli “Idilli”, quando Giacomo è ormai lontano da Recanati e ha in qualche modo spezzato il legaccio che lo teneva saldamente unito a quell'ambiente decadente ed asfissiante. Ma nel 1819, mentre passeggia sul Tabor, Leopardi è ancora un ragazzo: era solito salire molto spesso, nei lunghi pomeriggi solitari, sulla cima del colle nei pressi della sua villa di Recanati.