La nave Aquarius, con il personale di Medici Senza Frontiere, si trova ancora, dopo 48 ore, nei pressi di Malta, nel Mar Mediterraneo, con a bordo 629 migranti tutti partiti dal Nord Africa. La Aquarius attende la comunicazione di un porto sicuro in cui attraccare. Un vero e proprio braccio di ferro tra Malta e l'Italia, dove il ministro degli Interni Matteo Salvini ha impedito che la nave sbarcasse. Il vicepremier ha inviato una lettera urgente alle autorità maltesi, chiedendo di far approdare alla Valletta la nave della Ong. Ma il governo maltese ha detto di non aver ancora ricevuto la missiva che sarebbe stata inviata dal governo italiano. Lo si apprende da fonti vicine al governo. Nel pomeriggio il portavoce del governo, Kurt Farrugia, citato da Malta Today, ha sottolineato che "i salvataggi sono avvenuti nella regione libica di search and rescue e l'Rcc di Malta (centro di coordinamento per il salvataggio in mare) non ha competenza territoriale né è stata l'autorità di coordinamento" delle operazioni di salvataggio. Il Times of Malta, da parte sua, scrive che i salvataggi sarebbero stati fatti soprattutto da navi della Marina italiana in acque vicine alla Tunisia e "più vicine a Lampedusa che a Malta".

L'ambasciatrice maltese, Vanessa Frazier, intervenendo a Tgcom24, ha fornito una diversa versione dei fatti: "Il governo maltese ha dato disponibilità alla nave di sbarcare quando era vicino al porto maltese. Abbiamo dato autorizzazione ma il capitano ha deciso di non approdare a La Valletta a causa delle avverse condizioni atmosferiche". 

"Da oggi anche l'Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell'immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia" – ha ribadito Salvini con un post su Facebook – "Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c'è Malta che non accoglie nessuno, c'è la Francia che respinge alla frontiera, c'è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l'Europa che si fa gli affari suoi".

Sulla vicenda, insieme al vicepremier, è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Entrambi, in un comunicato congiunto, hanno spiegato che Malta "non può continuare a voltarsi dall'altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l'Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto. La nostra Capitaneria di Porto – scrivono i due ministri – ha scritto reiteratamente alle autorità de La Valletta affinché, per la prima volta dopo molto tempo, Malta fosse messa di fronte alle sue responsabilità. Ed è nostra intenzione che risponda ufficialmente alla nostra richiesta di apertura dei suoi porti per il salvataggio delle centinaia di naufraghi presenti sulla nave Ong Aquarius".

Le autorità maltesi avevano impedito l'altro ieri l'ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: il natante, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta, ha riferito alla polizia italiana il comandante dell'unità, ha solo proposto assistenza in mare, senza autorizzare l'ingresso in porto. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, in Sicilia, dove è arrivata ieri mattina. E' stato l'ultimo episodio di un lungo contenzioso tra Italia e Malta, il cui comportamento è stato stigmatizzato dallo stesso Salvini l'altro giorno: La Valletta "non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d'intervento", ha detto il ministro, che ieri ha ribadito la linea della fermezza assicurando che "non si ripeterà un'altra estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi". 

La nota di Medici Senza Frontiere

"La nave Aquarius sta continuando la sua navigazione verso nord con 629 persone (tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte) che sono state salvate e trasferite a bordo la notte scorsa sotto il coordinamento della Guardia Costiera Italiana" – questa la nota dell'Ong – "La Aquarius sta ancora aspettando l’assegnazione di un porto sicuro. L’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse. Msf ha visto inoltre le dichiarazioni del Ministro degli Interni italiano riportate da i media secondo le quali i porti italiani sarebbero chiusi alla Aquarius se Malta dovesse rifiutare lo sbarco sull'isola delle persone soccorse. Msf teme che ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone. La priorità deve essere la sicurezza e il benessere delle persone a bordo".