"Mia sorella è viva, ma qualcuno le impedisce di tornare a casa, temiamo sia sotto ricatto o minaccia", lo dice a Fanpage.it, Doris Coste, sorella di Laura Iulia Coste, la 31enne di Rimini svanita nel nulla nell'agosto 2016. La sua, come ci racconta la sorella, è una scomparsa molto singolareSin dal 2015, un anno prima che facesse perdere le sue tracce, Laura aveva cominciato a dare segni di inquietudine: "Temeva che qualcuno la controllasse, aveva paura ad usare il telefono e la mail, era guardinga, ha cambiato più volte numero di telefono" dice Doris. "Pensavamo che questa tensione dipendesse dal clima non proprio sereno con i colleghi al negozio ‘Emporio Armani' di Rimini, dove l'ambiente era molto competitivo, poi però il negozio ha chiuso i battenti, ma Laura non ha recuperato serenità".

La scomparsa

Quando la donna fa perdere le sue tracce nel 2016, i familiari vanno immediatamente a sporgere denuncia, ma le indagini vengono sospese quando Laura si fa viva al telefono. "Ha chiamato mia sorella Viviana per dirle che era via e che non dovevamo cercarla, una telefonata che doveva servire più a farci ritirare la denuncia che non ha rassicurarci, infatti non ci ha affatto rasserenato". Da quel momento i familiari di Laura non sentiranno più la sua voce. "Da allora abbiamo ricevuto altri ‘segni di vita' da parte di Laura, due lettere in particolare ci hanno lasciato molto perplessi. Non si tratta di vere e proprie missive, ma di due buste con all'interno fogli di agenda che riportano i pensieri di Laura, davvero un messaggio molto strano.

Il sospetto di depistaggio

"Cosa penso? Più volte ho cercato di risalire a Laura rispondendo a questi messaggi ma in risposta, a mia volta, ottengo solo messaggi confusi e vaghi. È come se qualcuno volesse fornire elementi che arrestino le indagini per scomparsa, come se qualcuno volesse depistare, insomma". L'inchiesta della Procura di Rimini, spiega Doris, è ancora aperta ma non ci sono risultanze investigative dalla ricerche svolte. "Ad oggi non sappiamo nulla, neanche se la carta o il bancomat di mia sorella vengono utilizzati, sappiamo solo che due anni fa in coincidenza con la scomparsa c'è stato un consistente bonifico a favore di un altro conto, ma niente altro".

L'appello

"Il mio appello resta sempre lo stesso: se Laura ha scelto di non far più parte della nostra famiglia, con tutto il dolore che ciò ci causa, lo accettiamo, ma vogliamo che sia lei a dircelo. Altrimenti continueremo a cercarla, a fare appelli a mezzo stampa e a temere per la sua vita. C'è la possibilità che sia stata e sia tuttora vittima di plagio: se è così non deve far altro che chiedere aiuto, noi ci siamo".