La campagna elettorale in vista del voto alle elezioni politiche del 2018 è già iniziata e a darne ancora una volta dimostrazione è il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Intervenuto al convegno di Capri dei giovani imprenditori di Confindustria, Berlusconi ha spiegato alcune delle proposte del suo programma elettorale e ha svelato altri elementi dell’accordo con la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, i due partiti che dovrebbero presentarsi in coalizione con Forza Italia al voto.

Pensioni minime a mille euro e per tutte le mamme, è la prima proposta dell’ex presidente del Consiglio: “Serve un aiuto maggiore a chi ha bisogno. Io avevo già portato a un milione di vecchie lire le pensioni sociali, ora penso che sia necessario portarle a 1.000 euro per 13 mesi”, annuncia dal palco di Capri. E aggiunge: “Serve una pensione anche a quelle persone che lavorano di più, al sabato, alla domenica, la sera e la notte… sempre: le mamme”.

Con la Lega accordo facile.

Berlusconi torna sulle convergenze e le divergenze con il segretario della Lega Matteo Salvini e dice: “Uscire dall'euro non è possibile, ci costerebbe troppo. So che Salvini ha cambiato idea e quando ci vedremo, avremo una certa facilità a trovare un accordo su un programma definitivo”. L’ex presidente del Consiglio comunica inoltre che la prossima settimana è previsto un incontro con lo stesso Salvini e con Giorgia Meloni. Tra i tre, secondo il leader di Forza Italia, c’è già un accordo sui ministri di un eventuale governo: “Tre ministri politici a Forza Italia, tre alla Lega e tre a Fratelli d'Italia”.

Berlusconi torna poi su alcuni punti del programma, in primis sottolinea la questione dell’euro: “Non si può più tornare indietro, anche perché costerebbe troppo”. E scherza sulla possibilità di introdurre una “doppia moneta”: “La potremmo chiamare ‘Silvia'…. no, Lira”. Il programma, ribadisce Berlusconi, “è stato proposto da me ad Arcore all'attenzione di Salvini e Meloni che lo hanno approvato totalmente. Dobbiamo vederci la settimana prossima a un tavolo per definirlo”. Il programma, semplifica Berlusconi, è con tre meno e due più: “Meno tasse, meno Stato, meno vincoli dall’Europa, più tutela di chi ne ha bisogno, più garanzie per ciascuno”.

L'attacco al mondo della giustizia.

Berlusconi ha poi aggiunto un altro tema secondo lui essenziale e riguarda il mondo della giustizia: in campagna elettorale – afferma – “parlerò poco del tema giustizia, altrimenti rischio qualche azione che tenda a togliermi di mezzo”. “Oppressione giudiziaria, oppressione fiscale, oppressione burocratica: questo è un Paese da cambiare – attacca ancora il leader di Fi – c’è una oppressione, anzi, diciamolo in modo più chiaro: una dittatura giudiziaria".

Secondo Berlusconi, “siamo tutti nelle mani di chi a un certo punto può avercela con noi, per un fatto personale, un fatto ideologico, o un fatto politico”. E prende in esame il suo caso, portandolo come esempio: “Io sono un campione della resistenza. Nessuno mi batte, nemmeno in un altro pianeta a milioni di chilometri: ho avuto 3.637 udienze. Questa è la giustizia con cui dobbiamo fare i conti”.