Una storia intessuta di lampi d’amore, che squarciano e tolgono la vita. Il nuovo romanzo di Alessio ArenaLa notte non vuole venire”  è la storia ispirata alla vita di Griselda Andreatini, per tutti Gilda Mignonette, la stella del canto  napoletano incoronata dagli immigrati italiani in America come la regina di New York. Nata a Napoli il 1º aprile 1886,  morta sul transatlantico su cui viaggiava nel Mediterraneo al largo di Algeri l’8 giugno 1953 per tornare a Napoli, Gilda è stata una delle prime star della canzone napoletana ad essere conosciuta a livello internazionale.

Il volume edito da Fandango Libri racconta gli anni del successo, dal momento in cui la Mignonette sceglie di avere un’assistente cresciuta proprio come lei nel quartiere della Duchesca di Napoli. La ragazza che diventa parte della famiglia, si chiama Esterina Malacarne, non solo è poco aggraziata, ma ha la caratteristica di essere canuta, tanto che “Sembrava che in testa avesse dello zucchero filato. Oppure con cosa se li era lavati quei capelli, con la lisciva, con l’acqua ragia?”  La ragazza poco avvenente non avrebbe indotto in tentazione il marito e impresario Frank di cui la cantante è innamorata perdutamente.

Quella che racconta Arena nel suo romanzo non è la vita della gloriosa cantante, la cui voce nelle pagine del libro è definita da Rodolfo Valentino “'nu spello” , ma la storia dell’invidia cocente e perpetua di chi la vedeva glorificata e applaudita da migliaia di ammiratori, un sentimento che contraccambiato, ruberà la vita delle due protagoniste. La narrazione comincia sul transatlantico Homeland quando ormai, caduta in disgrazia sia fisica che mentale, Gilda cerca di tornare in stato di coma verso la sua Napoli. È la materializzazione di un tradimento esemplare, perpetrato da chi amava di più la donna,  che porterà nella felice vita di tre persone, un odio abissale e logorante dal quale nessuno riuscirà a salvarsi e renderà tutti e tre colpevoli.Una narrazione avvincente e allo stesso tempo dolorosamente romantica, ambientata nei decenni dell’America del proibizionismo e della seconda guerra mondiale, tra i ricatti della mafia italiana e i lussi sfrenati del mondo dello spettacolo.

I protagonisti abitano il linguaggio improprio dell’America italianizzata dagli immigrati, straniera e sempre sull’uscio di casa, presente e penetrante nelle mura domestiche. Tra il “bisinisso” e l’”accumpliscimento”, i viaggi e gli spostamenti. I personaggi emigrati ai quali velocemente ci affezioniamo saranno continuamente obbligati a fermarsi, soggiornare e partire dalla mitica e spaventosa Isola di Ellis Island. Alessio Arena in questa ambientazione ha dato vita a personaggi che vediamo nascere, vivere e consumare se stessi proprio come colpiti da una malattia. "Io credo che l'amore, in generale dovrebbe essere considerato un'infermità. Una malattia venerea. Siamo tutti malati di qualcuno." è l'epigrafe sulla quarta di copertina del volume. Tanto coinvolgimento romantico, ma anche tanta concitata azione. Nella vita dei tre felici e infelici, più volte sfuggiti ai ricatti dei clan mafiosi, arrivano e soggiornano i personaggi simbolo dell’eros puro e totale: Frank Sinatra, Rodolfo Valentino, il poeta Federico Garcia Lorca. Quest’ultimo, per una serie di combinazioni salvato dal tentato suicidio, condividerà con Gilda e Frank dei momenti dell'elettrizzante vita artistica. In seguito affiancherà Esterina per aiutarla a realizzare il suo grande sogno. Lo stesso che la regina di New York non riuscirà mai a portare a compimento.