La direttrice finanziaria della Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore della società, è stata arrestata a Vancouver dalle autorità canadesi e ora rischia l'estradizione negli Usa. L’arresto, che risale al primo dicembre – la notizia è stata resa nota dal ministero della Giustizia canadese – è probabilmente destinato ad aumentare le tensioni tra Usa e Cina nel campo tecnologico, dopo la recente tregua sui dazi. Domani, venerdì 7 dicembre, è prevista l'udienza in cui il giudice deciderà se rilasciarla su cauzione. Il ministero della Giustizia canadese ha aggiunto di non poter fornire ulteriori dettagli a causa di un divieto di pubblicazione chiesto dalla stessa Meng. Meng Wanzhou è stata arrestata su richiesta degli Usa, che intendono chiedere l'estradizione. La richiesta di arresto statunitense – lo si apprende dai media – riguarderebbe violazioni alle sanzioni americane contro l'Iran e arriva proprio nel giorno in cui la compagnia cinese viene bandita da British Telecom per “rischio spionaggio”.

L’arresto rischia ora di scatenare una crisi diplomatica – Huawei, colosso delle telecomunicazioni cinese, è finita nel mirino delle autorità Usa per timori legati alla sicurezza: l'acquisto e l'uso di telefonini Huawei è stato vietato nelle agenzie governative. L'ambasciata cinese ha reagito rapidamente alla notizia dell’arresto chiedendo ufficialmente alle autorità canadesi di liberarla. “Ci opponiamo fermamente e protestiamo con forza contro questo tipo di azioni che hanno seriamente danneggiato i diritti umani della vittima”, ha detto l'ambasciata. “Abbiamo presentato dichiarazioni severe contro le autorità statunitense e canadese, e li esortiamo a correggere immediatamente il male fatto e ripristinare la libertà personale di Ms Meng Wanzhou”, ha aggiunto. Huawei ha fatto sapere di non essere a conoscenza di alcuna infrazione e di aver seguito tutte le leggi applicabili.