
C'è un Paese nel caos da Nord a Sud. Le regioni meridionali sono attanagliate nella morsa del caro carburante, mentre l'attenzione sulle metropoli settentrionali è focalizzata sulle manifestazioni di Milano, Torino e Bologna. E in questioni che sembrano coinvolgere solo la nostra specie, puntualmente anche gli altri animali vengono tirati in ballo.
In particolare, nell'arco delle posizioni prese in funzione del Decreto legge appena approvato dal consiglio dei Ministri sulle manifestazioni pubbliche e la criminalità minorile, è emersa la proposta di legge presentata alla Camera, a prima firma del deputato Edoardo Ziello e sostenuta da Roberto Vannacci, di autorizzare le Prefetture a far scendere in campo unità cinofile specializzate con cani addestrati contro i manifestanti come "strumento di sbarramento, dissuasione psicologica, interdizione d'area e carica di contenimento contro gruppi di manifestanti violenti".
"Utilizzare gli animali per incutere terrore psicologico e controllare le folle, come ha proposto oggi Futuro nazionale, richiama direttamente i metodi repressivi della Gestapo ed evoca le pagine più buie dei regimi autoritari, in cui i cani venivano trasformati loro malgrado in dispositivi di sottomissione e violenza". E' il commento che arriva dall'Enpa, l'Ente Nazionale di Protezione degli Animali, che non usa mezzi termini per ricordare quanto i "migliori amici dell'uomo" siano stati sfruttati come armi in uno dei periodi più oscuri che l'Europa ha vissuto e in altri contesti in cui sono stati visti come armi senza avere alcuna considerazione del loro benessere.
L'Ente infatti ricorda qualcosa che non viene proprio non preso in considerazione, a causa principalmente della mancanza di conoscenza totale rispetto all'etologia di chi è diverso da noi, nonostante sia la specie che con gli esseri umani si è praticamente co evoluta: "…oltre a essere sostanzialmente inutili e inefficaci per l’obiettivo dichiarato, in quanto in situazioni di sovraccarico sensoriale tra lacrimogeni, petardi e urla, la reazione dell’animale diventa del tutto imprevedibile: un cane terrorizzato o agitato non è in grado di discriminare tra manifestanti violenti, passanti o persino forze dell’ordine, aumentando drammaticamente il rischio di incidenti e provocando una ulteriore escalation di panico e violenza nella piazza. L’addestramento non cancella la sensibilità dell’animale né lo rende immune alle pressioni ambientali".
Basterebbe solo prendere in debita considerazione quanto l'Enpa ha chiaramente spiegato per comprendere quanto sia inopportuna questa proposta e tenere conto anche, come ha fatto l'Ente, del dettato dell'articolo 9 della Costituzione che prevede da parte dello Stato la tutela degli animali. Su questo aspetto, però, bisogna fare una precisazione che ci aiuta anche a capire perché ancora è così facile nel nostro paese assistere tanto a casi di maltrattamento all'ordine del giorno che a proposte come questa fatte da un deputato della Repubblica. Nel comunicato dell'Enpa, l'associazione dice che "l’Articolo 9 della Costituzione riconosce gli animali come esseri senzienti" ma, purtroppo, ciò non è vero.
Il testo fu, infatti, frutto di un lungo dibattito da parte dei partiti politici con il centro destra e la lega in prima fila che si imposero per togliere questa definizione dalla Carta Costituzionale. Tra i 2021 e il 2022 ci fu una vera e propria battaglia parlamentare da cui scaturì il licenziamento dell'attuale testo dell'articolo 9, da cui fu eliminato proprio il riferimento alla senzienza degli animali a fronte anche della presentazione da parte del partito di Matteo Salvini della cifra monstre di 246 mila emendamenti.
La mediazione tra i partiti portò così all'approvazione definitiva della Legge Costituzionale n. 1 del 2022 e a questa formulazione all'interno della Costituzione del nuovo articolo 9:
«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.»
Ma il riconoscimento degli animali come esseri senzienti che non c'è appunto nella Costituzione in realtà esiste già nel nostro paese, attraverso il diritto dell'Unione europea che da noi viene recepito. E' contenuto nell'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), un testo vincolante per gli Stati membri, che impone di tenere pienamente conto delle esigenze di benessere degli animali "in quanto esseri senzienti" in determinati ambiti. Questo significa che il riconoscimento della capacità degli animali di provare dolore, paura e altre sensazioni non è estraneo al nostro ordinamento e qualsiasi parlamentare dovrebbe saperlo.
La verità è che ancora una volta, fondamentalmente, siamo di fronte all'ignoranza più totale. Al pensare ai cani, nello specifico, come strumenti di repressione per le beghe umane, per procurare atti di violenza che tali sono, anche se disposti dalle Istituzioni, nei confronti non solo delle persone ma che coinvolgono anche creature viventi che decisamente non hanno alcun ruolo e mai dovrebbero averlo in contesti che sono del tutto umanocentrici.
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