Nuovo decreto Sicurezza, dal fermo preventivo al reato di partecipazione violenta ai cortei: tutte le norme
Ieri il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto Sicurezza in risposta ai disordini legati alle manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia contro il carovita. Tra le novità ci sono il fermo preventivo esteso anche ai luoghi affollati, l'imputabilità dei minori sopra i 14 anni, un nuovo reato di partecipazione violenta ai cortei e l'arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento di gruppo, devastazione e saccheggio, attentato a impianti pubblici e violenza organizzata durante i cortei. Vediamo tutte le misure.
Minori imputabili già da 14 anni
I minori saranno considerati imputabili già dai 14 anni. Questo significa che la capacità di intendere e di volere di chi ha un età compresa tra 14 e 18 anni sarà ritenuta sussistente fino a prova contraria. Non sarà più richiesto l'accertamento positivo caso per caso.
Non solo. Nel processo penale in cui un minore è imputato, sarà possibile richiedere la custodia cautelare anche nei casi di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e di danneggiamento commesso da gruppi organizzati.
Fermo preventivo esteso anche alle zone di movida
Il fermo preventivo sarà esteso anche alle zone di movida. La misura era già stata introdotto dal precedente decreto Sicurezza, convertito in legge ad aprile, ma limitatamente alle manifestazioni pubbliche. Ora invece, l'accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di polizia fino a un massimo di 12 ore sarà consentito anche in operazioni di polizia che si svolgono "in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone".
Aggravanti per devastazione, saccheggio, attentato a impianti pubblici e danneggiamento
Il decreto introduce aggravanti a effetto speciale per il reato di devastazione e saccheggio e per l'attentato a impianti di pubblica utilità "se il fatto è commesso nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico". Un'altra aggravante a effetto speciale scatterà per il reato di danneggiamento a beni mobili, immobili o edifici pubblici quando commesso da un gruppo di almeno 5 persone.
In arrivo 500 militari a Milano
Viene previsto un incremento di 500 unità delle forze armate a Milano. I militari lavoreranno come agenti di pubblica sicurezza e resteranno sul territorio fino al 31 dicembre 2026. Non avranno però, gli stessi poteri della polizia giudiziaria. La previsione iniziale, anticipata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è saltata a seguito dell'interlocuzione con il Quirinale. Le forze armate quindi, non potranno effettuare arresti o fermi preventivi. Potranno identificare persone e perquisirle solo nel caso in cui siano colte nell'atto di commettere un reato.
Nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche
Viene punito chi partecipa a un gruppo di oltre 5 persone organizzato (anche occasionalmente) utilizzando armi, strumenti atti a offendere o esplosivi. Il nuovo reato di partecipazione violenze alle manifestazioni pubbliche sarà punito con la reclusione da 2 a 5 anni e una multa da 10mila a 20mila euro. La pena aumenta fino alla metà chi ha commesso il reato aveva il volto coperto, ha danneggiato infrastrutture essenziali o ha ferito altre persone. Non solo, chi organizza o promuove tali iniziative tramite piattaforme social rischia dai 4 ai 12 anni di reclusione.
Arresto differito per danneggiamento, partecipazione violenta, devastazione e saccheggio
Viene concessa alla polizia giudiziaria la possibilità di procedere all'arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento di gruppo, devastazione e saccheggio, attentato a impianti pubblici e partecipazione violenta a manifestazioni. La norma consentirà agli agenti di arrestare un sospettato anche a distanza di tempo dal reato, entro un massimo di 48 ore, se ci sono foto, video o sistemi informatici che documentano il fatto in modo inequivocabile.
Scattano le sanzioni a carico dei genitori di minori violenti
Se un minore partecipa a reati violenti o danneggiamenti di gruppo, il Prefetto potrà applicare una multa nei confronti dei genitori. La sanzione può andare dai 500 ai mille euro, che salgono fino a 2mila in caso di reiterazione, ma non si applica nei casi in cui il genitore riesce a provare di non aver potuto impedire il fatto. Il Prefetto può inoltre disporre un ordinanza per il risarcimento dei danni ai beni pubblici.