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30 Ottobre 2026
9:33

La proposta di legge: una medaglia agli “animali eroi”. E il loro valore si misura solo sull’utilità per gli esseri umani

Tre senatori della Lega hanno presentato una proposta di legge per istituire una medaglia al valore per gli animali impiegati al servizio dell'uomo. Un riconoscimento simbolico che celebra la loro utilità ma che non tiene in considerazione bisogni, diritti e limiti etici del loro impiego.

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Ci sono migliaia di cani nei canili, il Governo a fine novembre porterà in aula la cosiddetta "legge sparatutto", ogni giorno la cronaca restituisce notizie di animali maltrattati e di business legati al commercio illegale dei cuccioli e anche dei selvatici, per non parlare dei casi di comportamenti aggressivi dovuti ad acquisti o adozioni non responsabili. Insomma, c'è decisamente molto da fare in Italia per tutelare gli animali ma i nostri parlamentari sembrano poco interessati a questi aspetti. Alcuni, invece, sono però molto attenti a usare gli animali per scopi che nulla hanno a che fare con il benessere delle altre specie ma il cui focus è del tutto antropocentrico, come dimostra la proposta di legge depositata in Senato intitolata "Istituzione della Medaglia nazionale al valore e al servizio degli animali".

Leggere il testo è come poter osservare una nitida fotografia di quanto viene umanizzato un animale, il cane in particolare, non per incentivare una forma di maggiore attenzione al rispetto delle altre specie ma per mettere in primo piano l'utilizzo che ne facciamo.  I Senatori leghisti Pucciarelli, Potenti e Bergesio, firmatari della proposta, sono riusciti a mettere insieme una summa di luoghi comuni sul valore degli animali legato appunto solo a ciò che questi ultimi danno agli esseri umani in termini di "servizio" sul campo.

Gli animali che meritano di essere onorati, infatti, come è precisato nel testo sono solo quelli "impiegati dalle Forze armate, dalle Forze di polizia, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dal sistema nazionale della protezione civile, dalle polizie locali e da soggetti formalmente attivati da autorità pubbliche svolgono, in numerosi contesti, un ruolo di significativo rilievo operativo. Si pensi, in particolare, alle attività di ricerca di persone scomparse, di soccorso pubblico, di protezione civile, di prevenzione e contrasto della criminalità, di individuazione di sostanze stupefacenti o esplosive, nonché alle attività di tutela della sicurezza pubblica e della legalità. L'ordinamento vigente contempla diverse forme di ricompensa al valore e al merito, riferite a persone fisiche, amministrazioni, Corpi o reparti, ma non prevede un riconoscimento nazionale specificamente destinato agli animali che abbiano prestato servizio nell'interesse pubblico".

C'è un passaggio in particolare che è davvero simbolico di quanto l'animale in quanto tale sia solo una sorta di strumento privo di qualsiasi diritto, ma degno di essere utilizzato e a cui va un premio che di certo non importa nulla al diretto interessato. L'idea di animale che questi Senatori hanno è infatti chiaramente indicato nel testo: "la proposta intende pertanto colmare tale lacuna (l'assenza di una onorificenza di questo tipo ndr) introducendo una medaglia avente natura esclusivamente onorifica, simbolica e commemorativa, senza attribuzione di soggettività giuridica all'animale e senza effetti patrimoniali o economici".

Nulla di nuovo sotto al sole, del resto. La Lega è stato il partito che ha osteggiato con migliaia di emendamenti l'inserimento nell'articolo 9 della Costituzione, quello in cui dal marzo 2023 è stata inserita la tutela degli animali, il riconoscimento di questi ultimi come esseri senzienti. La precisazione dunque di non attribuire loro, anche nella proposta di una medaglia al valore, la soggettività giuridica è solo la conferma di una visione delle altre specie come perennemente subordinate alle decisioni umane a prescindere dal loro benessere.

Qual è dunque il senso di una proposta simile? Sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo che gli animali hanno nella vita degli esseri umani? Beh, di certo l'opinione pubblica ne ha già consapevolezza da questo punto di vista mentre ciò che manca ancora sistematicamente è proprio l'inverso, capire che un animale ha valore anche quando non ci serve a nulla. Ciò che manca è rendere edotte le persone delle caratteristiche individuali di ogni specie e di quanto siamo ancora lontani da una forma di rispetto che contempli la definizione dell'esatto confine tra sfruttamento e collaborazione. Proviamo a spiegarci meglio: è abbastanza ovvio che una medaglia al cane da soccorso sia del tutto inutile per l'animale stesso, mentre rafforza invece il ruolo del suo conduttore e crea nell'immaginario collettivo la figura dell' "animale eroe" che, banalmente, non esiste.

Questa proposta, come altre sul ruolo degli animali nella società umana, non toglie e non aggiunge nulla al valore intrinseco della loro vita, ma riguarda solo ciò che gli esseri umani attribuiscono alle attività che gli vengono fatte svolgere. Rappresenta la contraddizione tra il riconoscimento simbolico del loro contributo e la scarsa attenzione ai bisogni, alla individualità e al benessere di ogni soggetto di altra specie che confiniamo nel recinto delle nostre aspettative nei loro confronti.

Un cane da soccorso non sceglie di certo di dedicare la propria vita alla collettività umana e non aspira a ricevere una medaglia. È un individuo che, attraverso l'addestramento viene coinvolto in attività che possono essere rischiose e che non necessariamente corrispondono poi ai suoi bisogni e alle sue motivazioni. Attribuirgli il concetto umano di "eroe" significa ancora una volta interpretare la sua esistenza attraverso le nostre categorie. E soprattutto senza affrontare una questione ben più importante: i limiti etici dell'impiego degli animali e quali garanzie vanno previste per tutelarli, tanto durante l'attività che quando non sono più in grado di svolgerla. Troppi ancora sono i cani impiegati dalle Forze dell'ordine o anche quelli che svolgono il ruolo di "guide" per persone non vedenti, per fare un altro esempio, che spendono la loro vecchiaia lontano poi dalle persone di riferimento con cui hanno condiviso l'esistenza. Anzi, a cui sono stati in qualche modo "costretti" a dedicarla per intero.

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