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5 Ottobre 2026
12:06

Più di 3000 reati e un milione di euro di sanzioni: il primo bilancio del 2026 dei Carabinieri sul maltrattamento degli animali

Nei primi nove mesi del 2026 sono 3.189 i reati contro gli animali accertati dai Carabinieri. Per Enpa serve andare oltre la repressione: prevenzione, sensibilizzazione e attenzione al legame tra crudeltà sugli animali e pericolosità sociale.

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3.189 reati contro gli animali, 12 persone arrestate e 1097 denunciate a fronte di 16.671 controlli, 33 sequestri, oltre un milione di euro di sanzioni comminate e 1924 illeciti amministrativi. E tutto nei primi soli nove mesi del 2026. E' questo il bilancio dei Carabinieri sul fronte del contrasto al maltrattamento delle altre specie in Italia, secondo i dati che sono stati resi pubblici dall'Enpa durante la Giornata degli Animali in cui si è svolto un incontro ad Assisi.

Numeri che non possono ancora essere confrontati con il dato completo dell'anno scorso, ma che mostrano chiaramente un'Italia ancora alle prese con un fenomeno costante di abuso verso le altre specue. Nel 2025 i numeri si erano attestati  a 4.324 reati perseguiti e 1262 persone complessivamente arrestate e denunciate. Considerando che in nove mesi siamo già oltre  3000 reati accertati, viene da pensare che la deterrenza della legge n.82 del 6 giugno 2025, la cosiddetta "legge Brambilla" non abbia avuto ancora grandi effetti.

Considerando che il testo ha improntato gran parte della sua efficacia sull'inasprimento delle pene, viene infatti da pensare che solo un'azione punitiva non sia così efficace per fermare chi senza scrupoli continua negli illeciti a tutto campo, dal commercio illegale agli abusi veri e propri e passando per la piaga dell'abbandono.

L'Enpa non fa riferimento alla normativa attuale ma concentra la sua riflessione proprio sull'aspetto fondamentale che ancora manca nel nostro paese: "Il contrasto alla violenza sugli animali deve accompagnarsi a una maggiore attenzione al suo significato sociale. Il maltrattamento richiede una risposta capace di proteggere gli animali coinvolti, impedire che la violenza si ripeta e riconoscere eventuali segnali di rischio anche per le persone".

Il punto chiave è del resto proprio questo: se non si agisce sull'aspetto culturale, sul risolvere la questione a valle e non a monte con campagne di sensibilizzazione mirate e non generiche e stagionali (come in estate per gli abbandoni, ad esempio) difficilmente si arriverà a vedere una chiara riduzione di questi reati.

E da questo punto di vista Enpa sottolinea anche l'importanza di profilare chi si macchia di reati nei confronti degli animali: "L’associazione rinnova per questo l’appello affinché la crudeltà contro gli animali sia riconosciuta e valutata come possibile indicatore di pericolosità sociale. Un impegno che richiede collaborazione tra forze dell’ordine, autorità giudiziaria, servizi territoriali, mondo della ricerca e associazioni".

Di questa tematica, del resto, da anni se ne occupa Link-Italia, l'associazione fondata da Francesca Sorcinelli che è un laboratorio permanente in cui si analizza quel legame ("link") tra crudeltà sugli animali e pericolosità sociale. Tra i vari casi affrontati da Link, ad esempio, su Kodami abbiamo parlato anche del fenomeno dei partner abusatori che minacciano di ferire e uccidono gli animali domestici per instaurare un clima di controllo e di potere sulle vittime.

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