UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
24 Giugno 2026
16:12

21 denunce e 15 indagati al giorno, i numeri del maltrattamento sugli animali in Italia: il rapporto Zoomafia 2026

Nel rapporto Zoomafia 2026 della Lav lo scenario generale mostra che a livello nazionale c'è un tasso di 13,20 procedimenti e di 9,07 indagati ogni 100.000 abitanti. Rispetto al 2024 c’è stata una diminuzione del 4,62% dei procedimenti, mentre il numero degli indagati è aumentato dell’8,55% circa. Aumentano i casi in concorso e quelli che hanno diffusione sui social network.

Immagine

Nel 2025 sono stati aperti mediamente 21 procedimenti giudiziari, con circa 15 indagati al giorno, per reati a danno di animali. Sono i numeri che emergono dal 27° Rapporto Zoomafia 2026, realizzato dall'Osservatorio Zoomafia LAV e curato dal criminologo Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio, presentato oggi a Roma.

Lo scenario generale mostra che a livello nazionale c'è un tasso di 13,20 procedimenti e di 9,07 indagati ogni 100.000 abitanti. Rispetto al 2024 c’è stata una diminuzione del 4,62% dei procedimenti, mentre il numero degli indagati è aumentato dell’8,55% circa.

Come ogni anno, l'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto a tutte le 140 Procure Ordinarie e alle 29 presso i Tribunali per i Minorenni i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2025, sia noti che a carico di ignoti, con il numero degli indagati, per i seguenti reati:

  • uccisione di animali (art. 544bis c.p.);
  • maltrattamento di animali (art. 544ter c.p.);spettacoli e manifestazioni vietati (art. 544quater c.p.);
  • combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali (art.544quinquies c.p.);
  • uccisione di animali altrui (art. 638 c.p.);
  • abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 c.p.);
  • reati venatori (art. 30 L. 157/92);
  • traffico illecito di animali da compagnia (art. 4 L. 201/10).

Quest'anno tra Procure Ordinarie e quelle presso i Tribunali per i Minorenni, hanno risposto 131 Procure su 169, pari al 78% circa di tutte le Procure del Paese. Il restante 22% delle Procure per lo più non ha risposto, nonostante richieste e solleciti vari; qualcuna ha risposto in modo negativo, non autorizzando il rilascio dei dati richiesti, ancorché si tratti di meri dati statistici. Altre, ancora, hanno risposto di non poter aderire alla richiesta per la cronica carenza di personale. "Però – sottolineano nel rapporto – la mancanza di risposta, senza neanche fornire un riscontro negativo, appare davvero incomprensibile, se si considera che la ricerca che facciamo non è finalizzata solo all'analisi accademica e allo studio, ma anche a stimolare riflessioni penali e nuovi profili di politica criminale, nell'esclusivo interesse dell'intera collettività".

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, hanno risposto per il Nord Italia 50 Procure, (pari all'85% delle Procure del Nord), 24 per il Centro (pari al 75% delle Procure del Centro Italia) e 57 per il Meridione (pari al 73% delle Procure del Sud e Isole).

Il reato più contestato è quello di maltrattamento di animali (art. 544ter c.p.) pari circa al 38,34% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 130 Procure, sia ordinarie che minorili, che hanno fornito i dati. Rispetto al 2024 si registra un aumento del 9,58%.

I numeri del rapporto danno la misura su quello che sta accadendo nel Paese a fronte della tutela degli animali: sono in aumento i casi commessi da più persone in concorso e crescono i casi diffusi attraverso i social, con particolare e preoccupante coinvolgimento di minorenni.

“Sul decremento del numero dei fascicoli, tendenza già registrata lo scorso anno, è opportuno svolgere alcune considerazioni – spiega l'autore principale, Ciro Troiano – Sarebbe infatti un errore interpretare il calo delle denunce come un’automatica diminuzione dei casi di maltrattamento. La flessione rilevata, a nostro avviso, non corrisponde a un’effettiva riduzione dei reati contro gli animali, ma indica piuttosto una diminuzione delle denunce presentate e dei fatti accertati. È inoltre necessario precisare, al fine di evitare facili strumentalizzazioni, che la diminuzione delle denunce non può essere attribuita a presunti effetti positivi della nuova normativa in materia di reati contro gli animali, poiché i suoi effetti possono essere valutati soltanto con riferimento agli ultimi sei mesi dell’anno preso in esame. Va infine osservato che la nuova legge, sotto il profilo sanzionatorio, si è limitata a un aumento delle pene, peraltro previsto solo per alcune fattispecie e in misura contenuta. Ne consegue che la capacità deterrente rispetto alla normativa previgente è rimasta, di fatto, sostanzialmente invariata”.

Dal rapporto emerge anche che per quanto riguarda i reati a danno di animali, sull'esito del processo e sul perché i provvedimenti di condanna siano in numero vistosamente inferiore rispetto alle denunce, incidono diversi fattori, non ultimi quelli "relativi al funzionamento generale del sistema giudiziario del nostro Paese e questo svilisce gli sforzi e le energie spese per il contrasto e la repressione di queste condotte criminali".

Secondo l'osservatorio, "il primo aspetto da considerare è che in generale, per quasi tutti i tipi di reato, sono di più quelli denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Dei procedimenti a carico di ignoti la stragrande maggioranza è destinata a essere archiviata. Di quelli a carico di noti, poco meno della metà è archiviata. Infine, dei processi celebrati, solo il 20,5% arrivano a sentenza e di questi meno della metà, il 43,7%, si concludono con sentenza di condanna. L'estinzione del reato è pari al 26,5%, mentre la prescrizione è un motivo di estinzione del reato che incide per il 10% sui procedimenti arrivati a sentenza".

Nel particolare, la Lav mette in evidenza quali sono i reati più diffusi.

  • I combattimenti tra animali continuano a coinvolgere soggetti appartenenti sia alla criminalità comune sia, in alcuni casi, alla criminalità organizzata. Tra i protagonisti figurano allevatori abusivi, trafficanti di cani da combattimento ed estimatori delle cosiddette razze da lotta. Dal 1998 al 2025 sono stati sequestrati circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento; 570 le persone denunciate e 17 quelle arrestate; almeno quattro i combattimenti interrotti in flagranza. I reati correlati vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’associazione per delinquere, dalla violazione di domicilio al furto di energia elettrica, dall’invasione di terreni alla ricettazione degli animali.
  • Le corse clandestine di cavalli, oltre che fonte di introiti da illeciti connessi alle scommesse, rappresentano una delle manifestazioni più evidenti del controllo mafioso del territorio attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi. I numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2025 sono stati registrati 21 interventi delle forze dell’ordine, 6 corse clandestine denunciate, 29 persone denunciate, 51 cavalli e 2 pony sequestrati. Dal 1998 al 2025 sono state denunciate 4.353 persone, 1.481 cavalli sequestrati e 171 corse e gare clandestine bloccate.
  • Il commercio illecito di cani e gatti continua a rappresentare un'attività estremamente redditizia. I cuccioli vengono allevati in condizioni gravemente incompatibili con il loro benessere e trasportati per migliaia di chilometri, spesso privi delle necessarie garanzie sanitarie, con rischi anche per la salute pubblica. Nel 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente; 14 le persone denunciate, di cui 7 arrestate. Dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, al 2025 sono stati sequestrati 7.681 cani e 93 gatti (dal valore complessivo di circa 6.144.800 euro), mentre le persone denunciata sono state 471. L'analisi delle nazionalità degli indagati conferma la dimensione internazionale del fenomeno, che coinvolge cittadini provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei.
  • Il traffico internazionale di fauna selvatica non accenna a diminuire. Tra gli animali sequestrati figurano coralli, tartarughe, pappagalli, pitoni, draghi barbuti e persino uno scimpanzé, oltre a numerosi reperti derivati da specie protette, come avorio, zanne di elefante, pellami e animali imbalsamati. Nel 2025 sono stati inoltre registrati numerosi episodi di bracconaggio, uccisione di specie protette, utilizzo di richiami acustici vietati, impiego di armi clandestine o modificate, traffico di fauna viva e di trofei, furto di animali selvatici e imbalsamazione clandestina.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views