
Alfonso Peccatiello è nato e cresciuto a Battipaglia, un Comune nella provincia di Salerno dove il randagismo è ancora endemico come in molte regioni del centro sud del nostro Paese, a causa soprattutto della mancanza di attenzione da parte di ancora troppe persone rispetto alla gestione degli animali, con cani padronali che non vengono sterilizzati e abbandoni dovuti ad adozioni non responsabili.
Peccatiello ha vissuto lì per 24 anni, prima di trasferirsi in Germania e poi in Olanda per lavoro. La sua adolescenza è simile a quella di molte altre persone in tempi in cui i cani erano parte del tessuto sociale di molti centri cittadini, in un'Italia che ha visto cambiare il modo in cui le istituzioni hanno deciso, con la legge quadro dell'agosto del 1991, di regolare la convivenza con il "miglior amico dell'uomo" sui territori. Quel dettato normativo, a distanza di quasi 36 anni, sebbene prevedesse il passaggio da una politica di eutanasia alla gestione nei canili concepiti come centri di passaggio per le adozioni ha visto fallire in gran parte la sua ratio.
Lì dove non esiste un censimento ufficiale sulla popolazione libera di cani in Italia, il dato di fatto rimane che soprattutto al centro sud i canili sono pieni e ancora c'è molta ignoranza rispetto alla tutela degli animali, a fronte di un esercito di volontari che continua ad essere l'unica ancora di salvezza per contenere e trovare nuove prospettive ad animali che se seguiti con criterio potrebbero anche rimanere liberi.
Di fronte a questo scenario, in diverse parti del mondo si attuano progetti di sterilizzazione, volti al fermare la sovrappopolazione e che hanno visto casi di successo soprattutto quando sono legati alle attività di TNR (Trap, neutering and Return): ovvero cattura, sterilizzazione e re inserimento sul territorio. Il punto è che al di là della presenza di cani che non hanno nessun umano di riferimento, ce ne sono tantissimi che invece hanno delle "case" in cui tornano ma vengono lascati liberi e, chiaramente, si riproducono. Gli interventi di sterilizzazione però costano mediamente più di 300 euro e raramente i Comuni mettono in atto campagne di sensibilizzazione con sconti o gratuità e i volontari spesso devono fare raccolte fondi o investire i propri soldi per convincere le persone di riferimento e arginare il fenomeno.
Recentemente un'Iniziativa dei Cittadini Europei ha proposto ad esempio una nuova normativa UE per rafforzare la tutela di cani e gatti randagi e nei rifugi, limitare l’uso degli animali nella sperimentazione e investire meglio i fondi europei per il rispetto del benessere animale. Il punto nodale dell'ICE è la promozione di sterilizzazione, vaccinazione e gestione etica delle popolazioni degli animali liberi.
In questo scenario, Alfonso Peccatiello ha così deciso di destinare i suoi soldi per sostenere la causa e per questo è in procinto anche di creare un'associazione che si chiama Empatia animale. In futuro mira ad un progetto in cui coinvolgere associazioni e volontari che, avendo conoscenza del territorio, possano arrivare alle persone di riferimento dei cani per sostenerli economicamente di fronte alla scelta di procedere con la sterilizzazione.
Un primo step del progetto è già partito, con la collaborazione con l'Associazione Zoofila Nocerina fondata da Gianna Senatore che gestisce anche il canile di Nocera Inferiore. L'iniziativa si chiama "progetto Diga" e abbiamo chiesto a Peccatiello di spiegarci perché ha deciso di aiutare economicamente, per ora a titolo personale, chi deciderà di sterilizzare la propria cagna.
Come nasce il suo amore per i cani liberi?
Oggi vivo in Olanda, in una piccola cittadina vicino Utrecht. Sono nato e cresciuto a Battipaglia fino ai 23 anni, poi mi sono spostato a Siena per studiare e poi in Germania per lavoro. Da adolescente facevo volontariato in vari canili della zona, e sono sempre stato attratto dai cani randagi sin da quando ero piccolo. Mi sono sempre chiesto perché questi stupendi animali venissero spesso stanati dalla popolazione, temuti, allontanati o peggio. Il mio istinto era di aiutarli, e il loro istinto era spesso quello di fidarsi incondizionatamente dell'umano.
A distanza di tempo, dunque, ha deciso di investire i suoi soldi per loro. Perché?
Empatia Animale nasce per stroncare il fenomeno del randagismo e della sofferenza animale alla fonte. Inizieremo dai cani, ma abbiamo progetti futuri anche per altre specie animali e per difendere i loro diritti. Il randagismo canino è fonte di enorme sofferenza, ed è stato trasformato in un business: i cittadini pagano fior di tasse per alimentare rifugi e canili spesso sovraffollati, nei quali nonostante quelle che spesso, non sempre, sono ottime intenzione dei gestori e specialmente dei volontari i cani purtroppo soffrono. Condizioni igieniche, sovraffollamenti, e una vita in un box che è tutto sommato non molto differente da una condanna all'esilio per un animale extra sociale come un cane.
Con il "progetto diga" è stato previsto un fondo per gli interventi di sterilizzazione, perché ritiene che questa sia la soluzione?
Bisogna stoppare il fenomeno alla fonte. Sterilizzare i cani femmina in età fertile e ad alto rischio gravidanza ed è rivolto a chi è il punto di riferimento dei cossidetti "cani padronali". Si tratta di animali lasciati liberi di vagare senza supervisione e spesso sono i primi soggetti a causare la nascita di cuccioli destinati ad alimentare il randagismo. Bisogna considerare che una femmina non sterilizzata partorisce circa 20 cuccioli nella sua vita: 20 a 1, una proporzione enorme che continua ad alimentare il problema. La gran parte di questi cuccioli muoiono di stenti, malattie o sono investiti. Un dramma che è costoso per i cittadini, terribile per i cani, e per cui esistono progetti ben testati in diversi paesi al mondo, come Bhutan, Olanda e altri: sterilizzare significa fermare il fiume in piena alla fonte. Ci rivolgiamo dunque alle persone che sono i riferimenti di questi cani e ai volontari del territorio che ogni giorno cercano di convincerli a procedere con l'intervento ma molto spesso non ci si riesce anche proprio per i costi legati all'operazione.
Ora avete iniziato con l'Associazione Cinofila Nocerina. Come sta andando?
Abbiamo iniziato nei comuni del Salernitano nei quali non ci sono appunto convenzioni comunali/regionali che offrono la sterilizzazione gratuita. Gianna Senatore è un'ispirazione per tutti noi animalisti del Sud Italia. L'ho conosciuta qualche mese fa, e sono rimasto impressionato dalla sua totale dedizione alla causa: un vulcano in piena, a totale difesa dei diritti degli animali. Nelle ultime due settimane ho fornito il supporto economico necessario per sterilizzare 13 femmine ad alto rischio cucciolate nella zona del Cilento. Il primo obiettivo del Progetto Diga è di raggiungere 250 cagne ad alto rischio gravidanze. Operiamo indipendentemente, ovvero a seconda del Comune ascoltiamo e selezioniamo le richieste dei volontari locali e ci rivolgiamo poi noi ai nostri veterinari di riferimento, che paghiamo direttamente per gli interventi.
Il progetto si estenderà anche ad altre realtà e associazioni?
Sì, vogliamo creare rete e allargare a tutti la possibilità di condividere la nostra missione. Il processo di selezione avviene tramite candidature spontanee o segnalate dalle volontarie sul territorio, e che vengono poi valutate dalla nostra avvocata Anna Vicinanza. Lei si occupa anche dell'iter legale e della documentazione necessaria. Una volta selezionate le proposte, i volontari si accorderanno con i veterinari affiliati al Progetto Diga e con i proprietari per concordare la sterilizzazione. Per ora siamo partiti dal Salernitano, ma nel tempo abbiamo intenzione di allargare ad altri comuni e poi altre regioni.
Per ulteriori informazioni: progettodiga2026@gmail.com