
Di storie di cani abbandonati, maltrattati e segnati dalle vessazioni degli esseri umani Gianna Senatore ne ha viste e vissute tante. Ma quando parla di Aloe, la voce della fondatrice dell'Associazione Zoofila Nocerina ODV ha una leggera incrinazione : "Ci fu segnalata per un caso di maltrattamento e quando arrivammo da lei era legata con una catena al collo che glielo aveva praticamente segato".

Aloe era ridotta ad una larva e quei segni profondi dovuti alla violenza umana purtroppo non erano i soli che le erano stati causati: "Era magrissima e gravemente ferita ma poi abbiamo scoperto che non ci vedeva". Gianna non ha dubbi, ne ha seguiti molti di casi come questo e spiega: "Era stata bastonata a tal punto da aver subito il distacco della retina".
La diagnosi è arrivata in un secondo momento, ma era il suo modo di stare in piedi che aveva subito preoccupato la responsabile del canile di Nocera, dove adesso è Aloe. "Era sempre a testa bassa, non riusciva a stare in piedi per quanto era emaciata e distrutta anche psicologicamente dal suo vissuto. L'abbiamo presa con noi, è stata curata e ora sta rinascendo".

E il racconto di questa molossa di tre anni e sterilizzata, adesso, può davvero cambiare: "Mi chiedo spesso se arriverà per lei la persona giusta. Ha un carattere meraviglioso – continua Senatore – E' una coccolona, sempre pronta a condividere il suo tempo con gli esseri umani. La sua cecità non è un ostacolo se si riesce a costruire una relazione fatta di comprensione e rispetto. Un cane così ha bisogno proprio di una famiglia che le dia la possibilità di vivere in serenità".
Il punto che sottolinea Gianna è che al di là delle cosiddette "adozioni del cuore", che spesso vengono fatte sulla spinta emotiva, Aloe è una cagna che merita una possibilità non perché ha un handicap ma per la sua personalità e per quella grande motivazione affiliativa che ha nei confronti delle persone. "Con gli esseri umani riesce a stabilire subito un contatto. Qui le vogliamo tutti bene ma la sua condizione le rende la vita complessa in un canile ancora di più che rispetto ad altri cani".

L'adozione ideale sarebbe in una casa con un giardino, così che Aloe possa avere spazi aperti dove poter fare esperienze in sicurezza e potenziare il suo naso che le consente di orientarsi nel mondo anche senza avere più l'uso della vista. "E' meglio che sia anche l'unico animale di famiglia ma non perché sia aggressiva ma solo perché a causa della cecità potrebbe avere problemi nelle interazioni".
Chiunque voglia avere maggiori informazioni su Aloe può contattare Gianna Senatore al 3476686666.
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