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IT-Alert Marche, Campania e Friuli Venezia Giulia, il test del 12 settembre del sistema di allarme nazionale

Alle 12 di oggi, martedì 12 settembre, in Campania, Friuli Venezia Giulia, e Marche hanno suonato tutti i cellulari connessi alle reti telefoniche regionali ed è arrivato il messaggio del nuovo test generale del sistema di allarme pubblico nazionale sviluppato dalla Protezione Civile che avvisa la popolazione con un sms in caso di emergenza.
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Riprende oggi, martedì 12 settembre, la seconda ondata di test IT-Alert con la prima sperimentazione generale nelle Marche, in Campania e Friuli Venezia Giulia. Alle ore 12 hanno suonato tutti i cellulari connessi alle reti telefoniche regionali, sui dispositivi è arrivato il messaggio del nuovo test generale del sistema di allarme pubblico nazionale sviluppato dalla Protezione Civile che avvisa la popolazione con un sms in caso di emergenza. É la prima volta che la sperimentazione avviene contemporaneamente in tre regioni. Per ricevere l'sms non serve un’app, il messaggio arriva direttamente sullo smartphone, compare una notifica e viene emesso un segnale audio, per silenziarlo l'utente deve per forza interagire. È un suono diverso che caratterizza l'allarme distinguendolo da sms e chiamate normali. Durante il test sono stati riscontrati dei malfunzionamenti, alcuni utenti della Campania infatti non sono riusciti ad accedere al questionario, quando hanno cliccato per poter compilare il form è apparso il messaggio: "Purtroppo si è verificato un problema."

La campagna è iniziata in Toscana il 28 giugno, poi l'allarme di prova è suonato anche in Sardegna, Sicilia, Calabria ed Emilia Romagna. Tutte le regioni italiane saranno coinvolte entro il 2023. Sul sito di IT-Alert è stato pubblicato il calendario con tutte le date delle sperimentazioni sul territorio nazionale. L'obiettivo è avvertire in tempo reale la popolazione in caso di emergenza, e sul sito vengono elencati tutti i casi in cui verrà attivato l'allarme, tra questi maremoti, incidenti nucleari e eruzioni vulcaniche. Per avere un riscontro diretto sui risultati del test, una volta terminata la simulazione i cittadini potranno compilare un questionario. La Protezione Civile infatti ha elaborato una serie di domande per capire i problemi e i malfunzionamenti durante il test. Il questionario si trova nell’home page del servizio IT-alert.

I dispositivi emettono un suono specifico per distinguere l'allarme da ogni altra suoneria. Il messaggio, che arriva insieme alla notifica è standard: “AVVISI DI EMERGENZA – Questo è un MESSAGGIO DI TEST del sistema di allarme pubblico italiano. Una volta operativo ti avviserà in caso di grave emergenza. Per informazioni vai sul sito www.it-alert.it e compila il questionario”.

L'sms vuole “minimizzare l'esposizione individuale e collettiva” al pericolo che fa scattare l'allarme. Il sistema è pensato per salvare quante più vite possibili durante un disastro naturale o altro evento catastrofico. Arriverà infatti in caso di:

  • Maremoto generato da un sisma
  • Collasso di una grande diga
  • Attività vulcanica, relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli
  • Incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica
  • Incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105
  • Precipitazioni intense

Gli sms utilizzano la tecnologia cell-broadcast, che invia la notifica tutte le celle telefoniche che coprono l’area dell’emergenza. Come ha spiegato Luidi D'Angelo, direttore operativo delle Protezione Civile a Fanpage.it, "il sistema non necessita dei numeri di cellulare, in questo modo tuteliamo la privacy delle persone, non ci dice chi l’ha ricevuto, ma ci permette di sapere quali dispositivi ha raggiunto dentro un’area geografica."

Non solo, per ricevere la notifica non è necessaria la connessione internet, "quindi funziona anche per chi ha finito i dati mobili o comunque non ha un piano di abbonamento alla rete. Questo è uno strumento di allarme e evidenzia alle persone di una determinata area geografica un’emergenza, si aggiunge agli altri strumenti di comunicazione. Non può essere efficace da solo: i cittadini devono sapere dove andare, e come muoversi in queste occasioni”.

I problemi di IT-Alert sono stati anticipati dagli stessi sviluppatori: “Uno dei limiti della tecnologia cell-broadcast utilizzata per mandare i messaggi IT-alert è l’impossibilità di sovrapporre perfettamente l’area che si stima come potenzialmente interessata dall’emergenza con l’area coperta dalle antenne degli operatori di telefonia che vengono utilizzate per l’invio dei messaggi. Questo significa che ci saranno dispositivi presenti in zone fuori dalla regione di volta in volta interessata dai test che potrebbero ricevere un messaggio IT-alert e dispositivi in zone interessate che potrebbero non ricevere il messaggio”.

Nei primi test sono emersi diversi malfunzionamenti. In alcuni casi infatti non è arrivata la notifica, oppure lo smartphone non ha emesso alcun suono, è anche successo che l'allarme arrivasse nella regione sbagliata. Se non è arrivato nessun messaggio il problema potrebbe dipendere dalla versione del sistema operativo sullo smartphone. Non solo, se i dispositivi sono spenti, l’avviso di IT-Alert non verrà consegnato.

Come ha spiegato la Protezione Civile: "Se in fase di test non hai ricevuto il messaggio IT-alert e ti trovavi in un’area interessata, ti chiediamo di segnalarcelo compilando il questionario presente su questo sito, per consentirci di implementare il sistema. I test che da giugno 2023 vengono effettuati a livello regionale servono proprio per verificare, tra le altre cose, eventuali errori nell’invio/ricezione di messaggi IT-alert".

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