257 CONDIVISIONI
Covid 19
25 Marzo 2022
10:55

Un composto dei broccoli riduce la replicazione virale e i danni da Covid in test di laboratorio

Il sulforafano, un composto presente nei broccoli e in altre crucifere, ha abbattuto la replicazione virale e i danni da Covid in test di laboratorio.
A cura di Andrea Centini
257 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

Un composto presente nei broccoli (Brassica oleracea) e in altre piante crucifere / brassicacee ha dimostrato di ostacolare la replicazione del coronavirus SARS-CoV-2 in cellule umane coltivate in laboratorio. Inoltre è in grado di ridurre le conseguenze della COVID-19 in topi infettati dal patogeno pandemico. Il merito è del sulforafano, un composto organico contenente zolfo (isotiocianato) noto per le potenti proprietà antiossidanti, ma reattivo anche contro microbi, processi tumorali, diabete e altre condizioni, come evidenziato dalla ricerca. Proprio grazie alle sue molteplici virtù gli scienziati hanno deciso di testare il sulforafano sul virus responsabile della pandemia, evidenziando molteplici effetti positivi. Al momento non ci sono conferme che sia efficace anche sull'uomo, ma ci sono solide basi per la sperimentazione clinica.

A determinare l'efficacia anti Covid del sulforafano in test di laboratorio è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati della Scuola di Medicina – Dipartimento di Pediatria dell'Università Johns Hopkins, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Centro per la Ricerca sulla Tubercolosi, della Divisione di Pneumologia, del Dipartimento di Oncologia, del Dipartimento di Radiologia e Scienze Radiologiche “Russell H. Morgan” e di altre sezioni dell'ateneo di Baltimora. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Lori Jones-Brando, specialista in Microbiologia del Children's Center, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver testato diversi composti per valutarne l'efficacia contro il SARS-CoV-2. “Stavo esaminando più composti per l'attività anti-coronavirus e ho deciso di provare il sulforafano poiché ha mostrato un'attività modesta contro altri agenti microbici che studiamo”, ha dichiarato la professoressa Jones-Brando in un comunicato stampa. Furono proprio gli scienziati dell'Università Johns Hopkins a scoprire le proprietà “chemiopreventive” del sulforafano decenni addietro.

Gli studiosi hanno condotto vari esperimenti col composto, che hanno ottenuto in una forma purificata a partire da quello presente in prodotti commerciali come gli integratori. Nel primo test hanno esposto al sulforafano (per una o due ore) cellule infettate dal patogeno pandemico e da un comune virus responsabile del raffreddore (l'HcoV-OC43); dalle analisi è emerso che basse concentrazioni del composto (comprese tra 2,4 e 31 micromolari) sono state in grado di abbattere del 50 percento la replicazione di ben sei ceppi del coronavirus, compresi la variante Delta e la variante Omicron, responsabili delle ultime ondate della pandemia. Ha anche ridotto la replicazione del virus responsabile del raffreddore. Combinando il sulforafano con il remdesivir, un farmaco antivirale sfruttato contro la COVID-19, i ricercatori hanno osservato che l'azione sinergica dei due composti è risultata più efficace dell'uso di un singolo principio attivo. “Il fatto che il sulforafano e il remdesivir funzionino meglio combinati che da soli è molto incoraggiante”, ha dichiarato il coautore dello studio Alvaro Ordonez.

Particolarmente significativi anche i risultati dei test condotti con modelli murini (topi) del tipo K18-hACE2. I roditori trattati col sulforafano ed esposti al SARS-CoV-2 non solo hanno evidenziato una riduzione della perdita di peso sensibilmente inferiore a quella dei topi infettati ma non trattati, ma i ricercatori hanno osservato anche una diminuzione statisticamente significativa della carica virale nei polmoni (17 percento) e nelle vie respiratorie (9 percento), oltre a una riduzione del danno ai polmoni (29 percento). Rilevata anche una riduzione dell'infiammazione provocata da una reazione immunitaria esagerata, che nella COVID-19 può rappresentare una delle complicazioni più pericolose (come la tempesta di citochine in grado di scatenare la sindrome da distress respiratorio acuto). “Quello che abbiamo scoperto è che il sulforafano è antivirale contro i coronavirus HCoV-OC43 e SARS-CoV-2, aiutando anche a controllare la risposta immunitaria. Questa attività multifunzionale lo rende un composto interessante da usare contro queste infezioni virali, così come quelle causate da altri coronavirus umani”, ha dichiarato il dottor Ordonez. Naturalmente l'efficacia dovrà essere dimostrata con trial clinici ad hoc. I dettagli della ricerca “Sulforaphane exhibits antiviral activity against pandemic SARS-CoV-2 and seasonal HCoV-OC43 coronaviruses in vitro and in mice” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Communications Biology del circuito Nature.

257 CONDIVISIONI
31288 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni