Sembrano gioielli d’oro, ma sono magnifiche crisalidi: Bonifazi spiega il segreto di una farfalla tropicale
Molti insetti hanno evoluto forme, colori e adattamenti così affascinanti da destare stupore e meraviglia negli occhi di chi li osserva, ma ce n'è uno in particolare che è letteralmente in grado di lasciare a bocca aperta. Ciò che vedete nell'immagine di copertina, infatti, non è una manciata di curiosi e splendenti gioielli d'oro: si tratta di crisalidi. La crisalide, o pupa (termine più generico), è l'ultimo stadio della fase larvale di un lepidottero, dunque l'involucro da cui fuoriesce una farfalla o una falena. Più nello specifico, nella foto si osserva la spettacolare crisalide dorata di Tithorea tarricina, una rara farfalla tropicale che vive tra l'America Centrale (Messico) e il Sud America occidentale. È conosciuta con i nomi evocativi di farfalla ali lunghe tarricina, presonia variabile o farfalla tigre dalle macchie color crema.
L'adulto, pur essendo bellissimo, non presenta una livrea particolarmente “ardita e originale”; le ali sono infatti nere, adornate da puntini bianchi e da una vistosa macchia arancione nella parte bassa. Colori e pattern non sono troppo dissimili da quelli che osserviamo anche nelle nostre farfalle dei climi temperati (le tropicali sono in genere più variopinte e spettacolari, come accade anche negli uccelli). Ma la sua crisalide è talmente incredibile da non sembrare reale, soprattutto in un'epoca contaminata dai frutti, spesso amarissimi, dell'intelligenza artificiale (IA), che ha letteralmente impestato le bacheche dei social network. Eppure tutte le immagini che trovate nell'articolo sono assolutamente genuine, come evidenziato dalle foto pubblicate sul portale del Florida Museum e su iNaturalist, uno dei più importanti progetti di citizen science dedicati al mondo naturale.
Ma perché la crisalide di una farfalla dovrebbe mostrarsi come un prezioso gioiello appeso alla vegetazione? Lo ha spiegato in un post su Facebook e Instagram l'ecologo Andrea Bonifazi, fondatore della famosa pagina Scienze Naturali, divulgatore scientifico e scrittore. Tutto ruota attorno al mimetismo criptico, cioè all'arte di celarsi nell'ambiente circostante. «La crisalide, una sorta di incredibile gioiello naturale a causa della sua lucentezza metallica, sfrutta l'evidente "effetto specchio" per riflettere la vegetazione su cui si appende in attesa di sfarfallare, diventando un tutt'uno con l'ambiente circostante e scomparendo alla vista di eventuali predatori. Insomma, una sorta di mimetismo criptico di lusso», ha spiegato il ricercatore.
Curiosamente, nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di osservare e fotografare al Parco Nazionale del Circeo uno splendido esemplare di piviere dorato (Pluvialis apricaria), un uccello limicolo che, analogamente alla crisalide di Tithorea tarricina, sfrutta il piumaggio screziato d'oro per mimetizzarsi nell'ambiente. Come spiegato a Fanpage.it dall'esperto di ornitologia Francesco Barberini, infatti, "il manto dorato garantisce un mimetismo eccezionale, soprattutto agli adulti in cova, ma anche uova e pulcini sono sorprendentemente mimetici per evitare la predazione". Questi uccelli, del resto, nidificano nelle brughiere e nelle tundre del Nord Europa, stando sempre allo scoperto e sotto il sole; il "prezioso" piumaggio permette loro di celarsi agli occhi di potenziali predatori.
Il color oro non è dunque un'esclusiva delle bellissime crisalidi di Tithorea tarricina, sebbene siano le creature che probabilmente hanno reso il risultato più suggestivo, perlomeno ai nostri occhi di Homo sapiens: “Spesso sentiamo parlare di ‘patrimonio naturale' o di quanto alcune specie siano ‘preziose'. Queste crisalidi hanno reso questi concetti ancora più evidenti, diventando degli ‘inaspettati gioielli' così belli da lasciare senza fiato”, ha affermato Bonifazi a Fanpage.it. Non possiamo far altro che dargli ragione.