video suggerito
video suggerito

Le foto della mosca scorpione avvistata nel Lazio, il fotografo Santucci: “L’insetto era in una radura a Lariano”

Il fotografo naturalista Mauro Santucci ha immortalato una mosca scorpione nel territorio di Lariano, in provincia di Roma. Foto e caratteristiche di questo insetto dall’aspetto primitivo.
Le foto della mosca scorpione (Panorpa communis) o panorpa avvistata nel Lazio. È un maschio, con la caratteristica struttura al termine dell'addome che ricorda il pungiglione di uno scorpione. Credit: Mauro Santucci
Le foto della mosca scorpione (Panorpa communis) o panorpa avvistata nel Lazio. È un maschio, con la caratteristica struttura al termine dell'addome che ricorda il pungiglione di uno scorpione. Credit: Mauro Santucci

Durante una sessione di fotografia macro a Lariano, in provincia di Roma, il fotografo naturalista Mauro Santucci si è imbattuto in uno degli insetti più affascinanti e curiosi presenti sul territorio italiano: la mosca scorpione (Panorpa communis). Il nome deriva dalla peculiare struttura terminale dell'addome del maschio, che ricorda molto da vicino il pungiglione ingrossato di uno scorpione, sia per l'aspetto che per la posizione, essendo tenuto ricurvo sul dorso con una silhouette "minacciosa". Ma al netto del nome, la mosca scorpione – conosciuta anche come panorpa – non è né un dittero come una mosca tanto meno un pericoloso aracnide dotato di un'arma velenifera. Appartiene infatti all'affascinante ordine dei mecotteri. La mosca scorpione è infatti totalmente innocua per l'essere umano; la peculiare struttura che le dona il nome comune alla specie, infatti, viene usata per scopi riproduttivi. Ma ci arriviamo fra poco.

Femmina di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci
Femmina di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci

Come indicato, il curioso insetto è stato recentemente immortalato a Lariano, un piccolo comune di circa 14.000 abitanti nella città metropolitana di Roma (sito al confine con la provincia di Latina, nello specifico col comune di Cori). Santucci ha affermato a Fanpage,it di aver fotografato l'esemplare maschio sabato 27 giugno, durante una passeggiata dedicata alla fotografia macro. È una tecnica fotografica eseguita con determinati obiettivi che permette di riprendere soggetti piccoli – come fiori, insetti, minerali e altri elementi di dimensioni ridotte – per esaltarne dettagli che sfuggirebbero alla capacità risolutiva dei nostri occhi. Viene usata spesso dagli appassionati di entomologia proprio per esaltare le caratteristiche anatomiche dei piccoli invertebrati.

Femmina di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci
Femmina di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci

Ho rinvenuto la mosca scorpione su una grossa foglia in una radura ai margini di un bosco nel territorio di Lariano. Era già mattina inoltrata con gran caldo e gli insetti erano già tutti attivi da un pezzo. Ho scattato questa foto a mano libera con obiettivo macro. Mi sono avvicinato con delicatezza cercando di non spaventare l'esemplare riuscendo a fare questo scatto”, ci ha raccontato il fotografo. In genere, infatti, il momento migliore in assoluto per la fotografia macro agli insetti è la mattina prestissimo a ridosso dell'alba, quando sono ancora “congelati” dalle basse temperature e possono essere fotografati agevolmente mentre riposano su fiori, fili d'erba, rametti e simili. In questo caso la mosca scorpione era già attiva, ma Santucci, che ha una grande esperienza sul campo, è riuscito a ottenere uno scatto meraviglioso senza usare il treppiede (usatissimo per questo genere fotografico).

Maschio di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci
Maschio di mosca scorpione. Credit: Mauro Santucci

In precedenza il fotografo aveva immortalato anche una femmina, di cui trovate un paio di scatti nell'articolo. Si distingue dal maschio proprio per l'assenza della struttura ingrossata nella porzione terminale dell'addome, che finisce a “punta”. Come spiegato sul sito del Parco Pineta – Ambito Territoriale Ecosistemico (ATE) Insubria-Olona, questo elemento anatomico del maschio non punge e non contiene veleno, ma viene utilizzato durante l’accoppiamento. In sostanza, serve a tenere ferma la compagna durante l'atto riproduttivo, ma ha anche un'altra funzione di auto-protezione. Il parco, infatti, spiega che grazie a questa “presa” il maschio evita che la femmina se lo mangi dopo l'accoppiamento. In molti artropodi i maschi attuano strategie per difendersi dalle voraci partner, a volte molto più grandi.

In questo caso i due sessi sono simili: la lunghezza degli esemplari adulti è di circa 3 centimetri, con un'apertura alare di 3,5 centimetri (le ali trasparenti hanno caratteristiche macchie nere). Il corpo della mosca scorpione è snello e slanciato, mentre la testa è adornata da due lunghissime antenne e da una vistosa proboscide, che viene utilizzata per mangiare principalmente insetti morti (ma non disprezza anche qualche preda viva).

L'aspetto della mosca scorpione è piuttosto primitivo e ciò è dovuto al fatto che appartiene all'ordine dei mecotteri, uno dei gruppi più antichi noti in Entomologia. “Il suo aspetto primitivo rispecchia un passato che ha dato inizio all'evoluzione di altri ordini di insetti: si ritiene infatti che i mecotteri siano alla base dei processi evolutivi che portarono alla nascita di tricotteri, lepidotteri, ditteri e sifonatteri”, ha spiegato su Facebook l'ecologo e responsabile della pagina “Scienze Naturali” Andrea Bonifazi, che a Roma ha recentemente filmato un riccio mentre si comportava in un modo piuttosto peculiare. “Pensate – aggiunge il ricercatore – che ci sono fossili del Permiano inferiore – si parla di quasi 300 milioni di anni fa, non poco – che mostrano delle mosche scorpione dall'aspetto pressoché identico alle forme attuali!”

Sempre a tema di "animali curiosi" nella provincia di Roma, nei giorni scorsi ci siamo imbattuti in un enorme ragno botola ai Castelli Romani, uno dei più grandi in Italia.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views