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Scoperta nuova specie di vespa di mare, la medusa più pericolosa al mondo: una fu usata nel film “Sette anime”

I ricercatori hanno scoperto una nuova specie di cubomedusa, un gruppo di meduse estremamente tossiche note come “vespe di mare”. Sono tra gli animali più velenosi e mortali al mondo. Un esemplare è stato protagonista del film “Sette anime” di Gabriele Muccino.
A cura di Andrea Centini
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La cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati scoperta nelle acque di Singapore. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology
La cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati scoperta nelle acque di Singapore. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology

Nelle acque di Singapore i ricercatori hanno scoperto una nuova specie di medusa appartenente al gruppo delle cubomeduse, comunemente conosciute come “vespe di mare”. L'hanno chiamata Chironex blakangmati. Questi Cnidari sono noti per la loro estrema tossicità, tanto da essere annoverati tra gli animali più pericolosi e letali della Terra. Nei nostri mari, ad esempio, vive la piccola cubomedusa Carybdea marsupialis, che pur potendo provocare un dolore fortissimo non è mortale – al netto di fenomeni allergici – come le specie che vivono lungo le coste dell'Australia e del Sud Est Asiatico, tra l'Oceano Indiano e il Pacifico. Neanche la famigerata e bellissima caravella portoghese – un sifonoforo, non una medusa – che abbiamo recentemente visto e fotografato nell'Oceano Atlantico è paragonabile per pericolosità alle cubomeduse del genere Chironex. La vespa di mare più nota è Chironex fleckeri, una specie che può raggiungere i 3 metri di lunghezza, caratterizzata da una colorazione prevalentemente trasparente con dettagli blu. Questa medusa è stata protagonista anche del film di Gabriele Muccino con Will SmithSette Anime”, proprio alla luce della sua elevatissima tossicità.

Dettagli della cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology
Dettagli della cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology

La nuova specie, come indicato, è stata identificata nelle acque di Singapore, dopo le analisi condotte dagli scienziati su esemplari prelevati durante un campionamento. A scoprire e descrivere la vespa di mare Chironex blakangmati è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Museo di Storia Naturale “Lee Kong Chian” dell'Università Nazionale di Singapore, che hanno collaborato con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti la Scuola di Specializzazione in Scienze Agrarie WPI-AIMEC (Advanced Institute for Marine Ecosystem Change) dell'Università di Tohoku (Giappone), il Dipartimento di Zoologia degli Invertebrati del National Museum of Natural History della Smithsonian Institution (Stati Uniti) e vari centri associati all'ateneo di Singapore. I ricercatori, coordinati dalla biologa marina Iffah Iesa, quando hanno recuperato le cubomeduse non sapevano di essersi imbattuti in una nuova specie. Solo dopo le indagini genetiche si sono accorti delle differenze significative con le specie di Chironex del luogo. Ma non solo. Un'approfondita analisi morfologica ha fatto emergere che Chironex blakangmati presenta anche caratteristiche fisiche uniche in grado di distinguerla dalle altre.

Poiché la cubomedusa è stata trovata attorno all'isola Sentosa di Singapore, conosciuta localmente con il nome di Pulau Blakang Mati (che possiamo tradurre in italiano con l'inquietante nome di "Isola della Morte alle spalle"), i ricercatori hanno deciso di classificarla con il nome scientifico di Chironex blakangmati (C. blakangmati). La specie è molto simile a Chironex yamaguchii, una cubomedusa scoperta nelle acque del Giappone. “C. blakangmati assomiglia incredibilmente alla Chironex yamaguchii, una specie di medusa che ho scoperto per la prima volta a Okinawa mentre stavo conseguendo la laurea magistrale”, ha spiegato in un comunicato stampa la dottoressa Cheryl Ames dell'Università di Tohoku, coautrice dello studio. “Ma ci siamo resi conto che erano completamente diverse. Sono persino tornata a Okinawa per rispolverare un vecchio esemplare di C. yamaguchii che avevo ancora conservato, per facilitare il confronto!”, ha aggiunto la biologa.

Dettagli della cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology
Dettagli della cubomedusa o vespa di mare Chironex blakangmati. Credit: Iesa et al./Raffles Bulletin of Zoology

La differenza tra Chironex blakangmati, la specie nipponica e altri rappresenti del genere Chironex è relativa a una struttura anatomica associata alle lamine perradiali, a loro volta associate a tessuto che consente il nuoto attivo. A differenza delle altre meduse, infatti, le cubomeduse non sono planctoniche, ovvero non si fanno trascinare esclusivamente dalle correnti, ma sono capaci di nuovo attivo, che permette loro di compiere scatti verso le prede come pesci e crostacei. Se ciò non bastasse, alla base della campana semitrasparente questi affascinanti e pericolosi animali hanno dei veri e propri occhi. In sostanza, gli scienziati hanno scoperto che la nuova specie è priva di canali appuntiti associati alle lamine perradiali, che invece si trovano nelle altre cubomeduse del genere Chironex. Questo dettaglio può aiutare il riconoscimento senza indagini molecolari.

A rendere questo studio ancor più interessante vi è il fatto che gli scienziati hanno trovato nelle acque di Singapore una specie di cubomedusa che era stata osservata solo lungo le coste della Thailandia. “Siamo rimasti sorpresi di trovare C. indrasaksajiae così lontano dalla Thailandia. Registrare espansioni di areale come queste è davvero importante, dato che attualmente sappiamo molto poco sulla biodiversità e sulla distribuzione spaziale delle meduse cubozoa”, ha chiosato la professoressa Ames. Conoscere bene la distribuzione di queste creature è fondamentale anche per proteggere i bagnanti. È noto che prediligono acque calde e limpide, spesso profonde, ma a causa della trasparenza è comunque difficile avvistarle mentre si nuota. Il veleno di questi Cnidari colpisce sistema nervoso, respiratorio e cardiovascolare: può provocare arresto cardiaco, shock e portare alla morte per annegamento. I dettagli della ricerca “Chironex box jellyfishes (Cnidaria: Cubozoa: Chirodropida) in Singapore: Chironex blakangmati, new species, and range extension of C. indrasaksajiae” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Raffles Bulletin of Zoology.

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