1 Marzo 2022
13:05

Perché i salmoni selvatici si stanno rimpicciolendo a causa degli allevamenti

Un team di ricerca finlandese ha dimostrato che gli allevamenti di salmoni sono responsabili del rimpicciolimento degli esemplari selvatici. Ecco perché.
A cura di Andrea Centini
Credit: wikipedia
Credit: wikipedia

I salmoni dell'Atlantico (Salmo salar) selvatici si stanno riducendo in dimensioni a causa degli allevamenti di acquacoltura. Secondo un nuovo studio, infatti, il costante prelievo di una specie di pesce chiamata mallotto o capelin (Mallotus villosus), tra le principali prede naturali dei salmoni e “ingrediente” primario del mangime usato negli allevamenti, sta spingendo i salmoni selvatici a maturare sessualmente prima del previsto. In altri termini, questi pesci diventano maturi in età più precoce e presentano in media dimensioni ridotte rispetto al passato.

A determinare che l'acquacoltura sta provocando la riduzione delle dimensioni dei salmoni atlantici selvatici è stato un team di ricerca finlandese guidato da scienziati dell'Università di Turku, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto di risorse naturali della Finlandia (Luke) e del Programma di ricerca in biologia organica ed evolutiva dell'Università di Helsinki. I ricercatori, coordinati dal professor Yann Czorlich, docente presso il Dipartimento di Biologia dell'ateneo di Turku, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di oltre quaranta anni di pesca commerciale sulla popolazione nativa di salmone atlantico. Si tratta di una delle più apprezzate al mondo per la qualità della sua carne. I ricercatori hanno usato un modello “multispecie e multifattoriale”.

Il professor Czorlich e colleghi specificano che le attività dell'uomo possono essere dei potenti driver selettivi sulle specie di animali selvatici, in particolar modo sui pesci che vengono prelevati in quantità enormi per l'alimentazione. Ciò può comportare rapidi cambiamenti evolutivi, come quelli osservati nei salmoni atlantici, pesci che nascono nei fiumi, maturano nei mari / oceani e tornano negli ecosistemi di acqua dolce per deporre le uova. L'uomo agisce sull'evoluzione di questi animali attraverso due driver selettivi, uno diretto e uno indiretto: da una parte c'è la pesca con le reti nei fiumi, che fa “selezione contro la maturazione precoce”, dall'altra la pesca dei capelin utilizzati per nutrire i salmoni negli allevamenti, che fa “selezione contro la maturazione tardiva”.

“La raccolta commerciale di un'importante specie preda del salmone, il capelin, sembra aver indirettamente spinto l'evoluzione del salmone atlantico verso individui più giovani e più piccoli”, hanno scritto gli autori dello studio in un comunicato stampa. “I nostri risultati quindi identificano un nuovo percorso indiretto attraverso il quale l'acquacoltura del salmone atlantico può influenzare le popolazioni selvatiche della stessa specie e sottolineano l'importanza di identificare fonti proteiche alternative e sostenibili per l'industria dell'acquacoltura”, hanno chiosato gli esperti. I dettagli della ricerca “Human fishing activity has direct and indirect consequences on salmon size” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science.

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