L’orsa Giacomina preda un cervo adulto in Abruzzo, le foto esclusive: “Scena terribile, ma è la Natura”
Daniela Comuzzi, fotografa naturalista e nostra lettrice, ha inviato a Fanpage.it un documento esclusivo ed eccezionale girato al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) che ritrae la predazione di un cervo nobile (Cervus elaphus) da parte di un orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie di orso bruno endemica del Centro Italia (cioè vive solo lì). A luglio dello scorso anno pubblicammo le foto e il racconto di un episodio simile documentato dal naturalista e fotografo Simone Proietti e dalla guida Pietro Santucci, tuttavia in quell'occasione fu coinvolto un cerbiatto, scoperto per caso da un'orsa (seguita da un grosso maschio) nell'erba alta di una montagna.
Il nuovo episodio si è invece verificato non distante dal centro abitato di Villetta Barrea, lungo le sponde del Sangro, il fiume che scorre innanzi alla bellissima cittadina conosciuta come “borgo tra i cervi”. A renderlo peculiare vi è anche il fatto che ha coinvolto una cerva adulta e l'orsa Giacomina (F18), che sin dal 2016 è nota per aver frequentato i centri abitati di Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Opi e Pescasseroli, una zona bellissima del Parco che conosciamo da molti anni.
"Una scena mai vista, terribile, ma è la Natura"
L'evento di predazione si è verificato attorno alle 10:00 del mattino, mentre Daniela stava percorrendo la strada statale SS83 Marsicana, che parte dal Fucino e arriva fino a Castel di Sangro. “Durante il tragitto verso Opi – racconta la fotografa a Fanpage.it – abbiamo incrociato un gruppo di persone impegnate a osservare qualcosa che noi, dalla macchina, non riuscivamo a vedere.” Il punto esatto si trovava prima dell'ingresso a Villetta Barrea e dopo la Camosciara, una bellissima passeggiata che porta all'omonima riserva naturale dove si trovano i camosci.
“Una volta scesi ci siamo imbattuti in una scena molto cruda da vedere: un orso marsicano aveva predato una femmina di cervo che cercava di fuggire dalla sua morsa”, ha affermato Daniela. “Noi siamo stati fortunati a osservarla – prosegue – anche perché non risultano documentate predazioni di orso su un cervo adulto. Quello che abbiamo provato è stato un grande dispiacere per la cerva: è stata una scena mai vista, terribile a dir poco, ne sono rimasta sconvolta, così come anche chi ha solo visto il video. Ma è la Natura.” Daniela ci ha detto che dopo un po' sono arrivati i Carabinieri Forestali e si sono dovuti allontanare. Da allora non hanno fatto più avvicinare nessuno, da quanto ci è stato comunicato.
Daniela non aveva con sé la sua fidata fotocamera, così ha potuto riprendere il video soltanto con il suo cellulare. Anche se ripreso a distanza e con immagini un po' sgranate, abbiamo deciso di non pubblicarlo perché la scena è davvero molto cruenta; le immagini e soprattutto i richiami di un povero cervo sbranato vivo da un orso, mentre cerca disperatamente di fuggire, non aggiungono nulla al racconto. Abbiamo comunque estrapolato alcuni screenshot che trovate nell'articolo.
Si tratta di un documento eccezionale proprio alla luce della sua rarità, ma dal punto di vista etologico non c'è nulla di straordinario in un predatore che cattura e divora una preda. Avviene costantemente ogni giorno, in ogni momento e in ogni angolo della Terra. Anche l'essere umano si ciba di carne di altri animali, e anche se la stragrande maggioranza delle persone onnivore si procura bistecche, salsicce e affettati da comodi banchi e scaffali dei supermercati, ciò non significa che dietro non ci siano sofferenza e dolore. Come quelli che dilagano negli allevamenti intensivi, dove sussiste anche la privazione di una vita libera e dignitosa per le nostre "prede". Non si può e non si deve giudicare un orso perché segue il suo istinto e la sua natura.
Il periodo del bramito dei cervi
Al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono giornate intense anche perché è iniziato il periodo del bramito dei cervi, una fase delicatissima nel ciclo vitale degli ungulati che attira fotografi e amanti della natura da tutta Italia (e non solo). I maschi, infatti, oltre a lanciare potenti richiami, si inseguono e lottano – talvolta fino alla morte – per conquistare le femmine e costruire (o conservare) un harem. Mantenere la distanza dagli animali di diverse decine di metri è fondamentale per osservarli in sicurezza, tuttavia in alcuni contesti spesso i cervi vengono braccati, seguiti, circondati e privati delle vie di fuga da una pletora di persone, molte inesperte. Proprio stamattina, a quanto si apprende da alcune fonti locali, un fotografo è stato “incornato” (i cervi hanno i palchi, non le corna) da un maschio impegnato in un combattimento con un altro esemplare. È stato trasferito in un ospedale dell'Aquila con l'elisoccorso in gravi condizioni.