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Incredibile lucciola di 99 milioni di anni scoperta nell’ambra del Myanmar: brillava già ai tempi dei dinosauri

La piccola lucciola, conservata nell’ambra per quasi 100 milioni di anni, è considerata la più antica testimonianza conosciuta di questi insetti bioluminescenti.
A cura di Valeria Aiello
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Il fossile di Cretoluciola birmana, una lucciola vissuta circa 99 milioni di anni fa e conservata nell’ambra del Myanmar / Fonte: Proceedings of the Royal Society B
Il fossile di Cretoluciola birmana, una lucciola vissuta circa 99 milioni di anni fa e conservata nell’ambra del Myanmar / Fonte: Proceedings of the Royal Society B

Una lucciola recentemente identificata, conservata nell’ambra per circa 99 milioni di anni, sta fornendo agli scienziati una rara opportunità per capire come si sono evoluti gli insetti bioluminescenti durante l’era dei dinosauri. Il fossile, scoperto nel nord del Myanmar e descritto in uno studio sulla  rivista Proceedings of the Royal Society B, è considerato la più antica testimonianza di una “vera” lucciola mai identificata.

I ricercatori, guidati da Shuailong Yuan della Hebei University, in Cina, affermano che l’insetto apparteneva alla stessa sottofamiglia di molte lucciole moderne e che questi coleotteri luminescenti avevano già sviluppato sofisticate capacità di emissione luminosa quando i dinosauri dominavano ancora la Terra.

La lucciola di 99 milioni di anni scoperta nell’ambra del Myanmar

La nuova specie è stata chiamata Cretoluciola birmana – nome che unisce riferimenti al periodo Cretaceo e alla sottofamiglia delle lucciole Luciolinae – e la sua scoperta dimostra che lucciole molto simili a quelle moderne esistevano già nel Cretaceo medio. L’insetto fossilizzato è lungo appena 6,6 millimetri ed è rimasto intrappolato nella resina di un albero circa 99 milioni di anni fa, prima che la resina si solidificasse trasformandosi in ambra.

Nonostante le dimensioni ridotte, il fossile ha conservato notevoli dettagli anatomici, tra cui grandi occhi, antenne sottili e una struttura addominale associata alla bioluminescenza. Gli scienziati hanno identificato l’esemplare come una lucciola maschio in base alle sue caratteristiche fisiche e alle strutture dell’addome.

Schema anatomico e fossile di lucciola di 99 milioni di anni conservato nell’ambra del Myanmar / Fonte: Proceedings of the Royal Society B
Schema anatomico e fossile di lucciola di 99 milioni di anni conservato nell’ambra del Myanmar / Fonte: Proceedings of the Royal Society B

Ciò che rende la scoperta particolarmente significativa è la classificazione della lucciola come primo fossile confermato di Luciolinae del Cretaceo medio. In precedenza erano stati identificati fossili di coleotteri luminescenti dello stesso periodo, ma appartenenti a linee evolutive differenti. Questa nuova scoperta colloca la comparsa delle lucciole moderne molto più indietro di quanto molti ricercatori avessero ipotizzato.

Il ritrovamento suggerisce che la diversificazione delle lucciole fosse già in corso durante un periodo in cui piante da fiore, uccelli primitivi e rettili giganti stavano rimodellando gli ecosistemi di tutto il pianeta. L’ambra stessa ha origine da antiche foreste che un tempo ricoprivano parte dell'attuale Myanmar: queste foreste producevano grandi quantità di resina in grado di intrappolare insetti, piante, piume e altri piccoli organismi, preservandone dettagli raramente osservabili nei fossili tradizionali.

Il fossile di lucciola conserva strutture associate alla bioluminescenza

Uno degli aspetti più incredibili della scoperta è la conservazione della struttura addominale associata alla bioluminescenza. Le lucciole moderne generano luce attraverso una reazione chimica che coinvolge ossigeno, luciferine e l’enzima luciferasi. Questo processo permette loro di produrre lampi luminosi con straordinaria efficienza, rilasciando pochissimo calore.

Le prove fossili suggeriscono che Cretoluciola birmana possedesse una versione primitiva dello stesso sistema biologico utilizzato dalle lucciole di oggi. I ricercatori ritengono che l'insetto emettesse segnali luminosi nelle foreste buie del Cretaceo, probabilmente per il corteggiamento, la comunicazione o la difesa dai predatori. L'esistenza di organi così specializzati in una fase così precoce della storia evolutiva indica una strategia ecologica altamente sviluppata già presente quasi 100 milioni di anni fa.

Secondo gli autori dello studio, il fossile colma un’importante lacuna nelle informazioni disponibili sull’evoluzione delle lucciole. L’anatomia di Cretoluciola birmana assomiglia molto a quella dei membri moderni della famiglia Luciolinae, rafforzando l’idea che le caratteristiche fondamentali delle lucciole si siano evolute sorprendentemente presto. Gli scienziati affermano che la scoperta rafforza anche le prove che la bioluminescenza fosse alla base di molteplici funzioni ecologiche, diventando uno degli adattamenti più riconoscibili nel mondo degli insetti.

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