Incendi in Italia, la mappa dei roghi accesi ora: i dati e le aree in fiamme in tempo reale
Non hanno raggiunto l’eco mediatica di quelli che in queste settimane stanno devastando Francia, Spagna e Grecia, ma sono diversi gli incendi che stanno colpendo anche terreni agricoli e zone boschive in Italia. Dalla provincia di Sondrio a quella di Cosenza, dal Piemonte alla Sardegna, sono infatti molti i fronti che vedono impegnati i Vigili del fuoco. Nelle ultime ore la Lombardia ha diramato anche un'allerta gialla. Gli ultimi incendi registrati sono a Monfalcone e sul Carso. Per monitorare la situazione, Fanpage.it ha utilizzato l’intelligenza artificiale per costruire uno strumento che estrae in automatico i dati dei satelliti del FIRMS (Fire Information for Resource Management System) della Nasa e li visualizza su una mappa. Ogni punto rappresenta un focolaio individuato dallo spazio, le dimensioni riflettono sia l'intensità del calore rilevato, sia il numero di volte in cui il focolaio è stato avvistato dai satelliti. Questi ultimi, infatti, non rilevano gli incendi, ma misurano la radiazione infrarossa, la stessa che cresce all’aumentare della temperatura. In altre parole, individuano punti più caldi delle zone circostanti e segnalano la possibile presenza di un incendio.
Come leggere i dati: le informazioni sull'intensità dei focolai
Cliccando sopra ciascun punto della mappa, appare un pop-up che, oltre a mostrare l’intensità del focolaio, indica il numero di volte in cui è stato individuato. E, soprattutto, quante volte è stato segnalato durante la notte, ovvero nel momento in cui il terreno è più freddo e i satelliti riescono a “stanare” anche gli incendi più piccoli. Questo particolare serve per vedere la differenza tra incendi e roghi agricoli, quelli che di solito vengono programmati per smaltire gli scarti della lavorazione. Visto che difficilmente un contadino brucerà sterpaglie durante la notte, più sono i passaggi notturni e più è probabile che si abbia a che fare con un incendio. Bene inoltre precisare che anche un altoforno, dallo spazio, risulta molto più caldo rispetto a ciò che lo circonda. Per questo lo strumento è programmato per escludere in automatico le acciaierie, così come i vulcani. O meglio, vengono automaticamente escluse le segnalazioni nelle zone più vicine al cratere, quelle nelle quali non c’è vegetazione che possa bruciare.
Per le zone più lontane, in presenza di un’eruzione sotto la mappa compare un link al sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che riporta informazioni relative alle eruzioni in corso. In questo modo aiutiamo il lettore a capire meglio la mappa: è possibile vedere se si sta guardando un incendio o una colata lavica. La mappa è programmata per aggiornarsi due volte al giorno, alle 8:45 e alle 17:15, un paio d’ore dopo il passaggio dei satelliti Nasa sul nostro Paese. L’aggiornamento non è immediato e può richiedere qualche ora. Se poi i dati dell’Agenzia spaziale non fossero aggiornati per più di 18 ore, cosa che può accadere, compare un messaggio che segnala il problema al lettore.