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Cambiamenti climatici

Il caldo estremo sta facendo morire persino i cactus del deserto

Le lunghe ondate di temperature elevate stanno diventando eccessive anche i saguari dell’Arizona, ben abituati a sopportare caldo torrido e sole cocente.
A cura di Valeria Aiello
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Le ondate di caldo di quest’estate sono così intense che anche i cactus del deserto ne stanno risentendo. A livello globale, luglio è stato il mese più caldo da quando si tiene traccia delle temperature, con picchi che hanno superato anche i 50 °C in Europa, Asia e Africa, ma anche in Nord America, dove città come Phoenix, in Arizona, hanno raggiunto massime giornaliere al di sopra dei 43 °C per 31 giorni consecutivi.

Ondate di calore prolungate che, chiaramente, sono pericolose per l’uomo, ma che sono diventate eccessive anche per le piante, compresi i saguari (Carnegiea gigantea), i grandi cactus del deserto dell’Arizona che nei millenni si sono ben adattarti a terreni particolarmente aridi e a crescere con temperature torride e sole cocente. Come documentato su Instagram dal Desert Botanical Garden, il gran caldo ha avuto impatto su diversi esemplari secolari, che hanno perso il loro caratteristico verde carnoso, mostrando macchie giallastre tendenti al marrone. Altri cactus si sono così disidratati che le loro “costole” si sono ristrette o hanno perso parte delle loro ramificazioni.

Dal 2020, stiamo registrando un’elevata mortalità nella nostra popolazione di saguari rispetto agli anni precedenti –  ha detto all’Associated Press Kimberlie McCue, responsabile scientifica del Desert Botanical Garden – . Quindi parte delle nostre preoccupazioni è dovuta al fatto che ci sono ancora saguari compromessi da quello che hanno passato nel 2020. E che questo potrebbe portarli oltre il limite”.

Il principale problema sembra essere rappresentato dal fatto che le temperature non calano neanche durante la notte. In genere, per evitare l’evaporazione dell’acqua incamerata, i cactus aspettano le ore più fresche per aprire i loro pori e assorbire l’anidride carbonica ma, nell’ultimo mese, le temperature sono rimaste alte anche dopo il tramonto.

La disidratazione può compromettere l’integrità strutturale che hanno nei loro tessuti – ha aggiunto McCue -. Le piante più grandi (e più vecchie) hanno più ramificazioni e quindi tendono ad essere le prime che iniziano a perdere l’integrità strutturale. Il primo segno di stress legato al caldo sono le ramificazioni che cadono. Alla fine, l’intera pianta potrebbe cadere a causa dello stress”.

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