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Cambiamenti climatici

Caldo estremo a fine maggio: l’impatto dell’anticiclone subtropicale e le previsioni per l’estate 2026

Un’ondata di caldo estremo e anomalo sta colpendo l’Europa in questi giorni di fine maggio a causa dell’anticiclone subtropicale. Cosa indicano i modelli previsionali per l’estate 2026.
La mappa che mostra l’estrema ondata di caldo sull’Europa a fine maggio 2026. In viola e rosso scuro le temperature più alte. Credit: ECMWF
La mappa che mostra l’estrema ondata di caldo sull’Europa a fine maggio 2026. In viola e rosso scuro le temperature più alte. Credit: ECMWF
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Un'ondata di caldo eccezionale sta investendo larga parte dell'Europa occidentale, con temperature massime che in alcuni casi superano di 15 °C la media stagionale. Nel Regno Unito, ad esempio, si stanno registrando molteplici record storici per il mese di maggio, mentre in Francia alcune persone hanno perso la vita a causa del calore estremo, un fenomeno tragico e ricorrente che tuttavia si osserva in estate, non certo a maggio. Anche in Italia è presente una significativa anomalia termica, che riguarda in particolar modo le regioni del Centro-Nord, mentre al Meridione, sebbene si registrino temperature più alte del solito, per queste giornate di fine mese non si attendono scostamenti clamorosi. Tra il 26 e il 27 maggio si prevedono comunque picchi fino a 34–36 °C in varie località del Settentrione, in particolar modo sulla Pianura Padana ma anche a Torino, mentre al Centro le massime si attesteranno tra i 32–33 °C, come evidenziato da 3BMeteo. Temperature più in linea con le medie stagionali per Puglia, Sicilia e, più in generale, per il Sud.

La ragione di questa ondata di calore eccezionale risiede nella persistenza di una vera e propria cupola di aria calda sulle nostre teste, legata all'espansione dell'anticiclone subtropicale che dall'Africa ha esteso le sue propaggini su mezza Europa e parte dell'Italia. La situazione è ben evidente nelle mappe del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), un'organizzazione intergovernativa finanziata da decine di Paesi del Vecchio Continente (Italia compresa) che gestisce uno dei modelli meteorologici più avanzati e precisi al mondo. Dopo le prime settimane fredde e piovose di maggio, la situazione si è letteralmente ribaltata a causa di questa enorme area di alta pressione in quota che dal Nord Africa occidentale continua a espandersi. “Questa struttura si sta evolvendo in un classico fenomeno di cupola di calore, in cui l'alta pressione persistente agisce come un coperchio termico, intrappolando e comprimendo continuamente l'aria in discesa”, ha spiegato il meteorologo Marko Korošec, che gestisce il portale specializzato severe-weather.eu, tra i più seguiti d'Europa, in particolar modo per quanto riguarda i fenomeni estremi come quello in atto.

L'anomala massa d'aria calda che insiste sull'Europa, come indicato, sta facendo registrare temperature mai viste prima nel mese di maggio nel Regno Unito, con picchi di +15 °C rispetto alle medie stagionali. Ciò è legato anche al tempo stabile persistente che blocca il calore come all'interno di una pentola, facendo aumentare a dismisura le temperature a livello superficiale. I modelli previsionali di ECMWF e GFS avevano rilevato che le altezze di geopotenziale a 500 mbar (quota media della troposfera) avrebbero raggiunto valori praticamente da record per maggio, e così è stato. In parole semplici, le temperature a quote elevate si sono alzate talmente tanto da aver dato vita a un anticiclone potentissimo. L'aria calda, infatti, discendendo si comprime e si riscalda ulteriormente (un fenomeno chiamato riscaldamento adiabatico); ciò catalizza l'aumento della temperatura superficiale amplificando l'effetto della cupola di calore. A luglio del 2024 una cupola di calore estrema sviluppatasi in Canada, con temperature fino a 50 °C, provocò la morte di oltre 1 miliardo di animali marini tra la Columbia Britannica e lo Stato di Washington. Ma eravamo in piena estate e nel mese più caldo dell'anno, non a fine maggio.

Ricordiamo che l'anticiclone subtropicale (africano) è una vasta area di alta pressione che solitamente staziona sul Nord Africa e sul deserto del Sahara centrale e occidentale, nella fascia compresa tra 20° e 35° di latitudine; a causa dei cambiamenti climatici sta prendendo sempre più il sopravvento sull'anticiclone delle Azzorre, quello che alcuni decenni fa ci regalava le estati gradevoli tipiche del Mediterraneo (e non così calde, afose e insopportabili come negli ultimi anni). L'anticiclone subtropicale si caratterizza per venti molto deboli, quasi stagnanti, forte radiazione solare e aria molto calda in quota che catalizza la subsidenza: un mix che può dar vita a cupole di calore come quella che stiamo vivendo adesso in larga parte d'Europa. Si ritiene che sia arrivato così presto (a maggio anziché in estate) per via della debolezza del Jet Stream polare, che dovrebbe farci da “scudo”. Questa maggiore permeabilità consente all'anticiclone africano di risalire più nord del normale, fin sull'Europa. A questo fenomeno si aggiungono le continue temperature più elevate del Mar Mediterraneo e del Sahara, come mostrano i modelli di Copernicus ed ECMWF; tutti questi elementi starebbero concorrendo all'eccezionale ondata di calore che stiamo vivendo in questi giorni.

Ma se già a fine maggio abbiamo a che fare con un'ondata di calore anomala, cosa possiamo aspettarci per questa estate? Al momento, tutti i modelli previsionali suggeriscono che tra quest'anno e il prossimo potremmo avere a che fare con El Niño, che potrebbe essere addirittura un Super El Niño, sebbene al momento non ci siano conferme. “Quando si parla di El Niñoaveva spiegato a Fanpage.it il climatologo del CNR Massimiliano Pasquifacciamo riferimento a un meccanismo climatico che interessa l'Oceano Pacifico, ma anche l'atmosfera. È un meccanismo climatico completo che ha ripercussioni su scala planetaria. Un po' perché l'Oceano Pacifico è uno dei grandi centri di azione climatica della Terra, un po' perché è particolarmente rilevante nella scala dei meccanismi climatici che avvengono sul pianeta. El Niño è in realtà una delle fasi di un fenomeno che nel suo complesso prende il nome di ENSO, acronimo di El Niño-Southern Oscillation.” ENSO è un'oscillazione con più fasi e quella di El Niño è la più calda. Quando c'è, in sostanza, fa più caldo. Gli scienziati sono ormai certi che avremo a che fare con gli effetti di questo fenomeno, che da un'anomalia di temperatura oceanica elevata nel Pacifico tropicale orientale e centrale si riflette sul clima globale. Potremmo dunque aspettarci un'estate con temperature più alte della media, una combinazione significativa tra gli effetti dei cambiamenti climatici e quelli di El Niño alla sua massima potenza, ma al momento non ci sono conferme.

Il costante aumento delle temperature degli ultimi decenni con le fasi principali dell’ENSO. Credit: Met Office
Il costante aumento delle temperature degli ultimi decenni con le fasi principali dell’ENSO. Credit: Met Office

“Le temperature stagionali saranno probabilmente superiori alla media in tutte le regioni, con le previsioni più certe per le zone sud-orientali del continente”, ha spiegato Copernicus riferendosi all'Europa, in occasione della presentazione delle ultime previsioni stagionali del C3S; ciò nonostante, è ancora troppo presto per avere un quadro chiaro dell'andamento, anche alla luce dell'impatto incerto di El Niño. Le temperature, secondo le stime dell'ECMWF, potrebbero essere di un paio di gradi superiori alla media, accompagnate da una maggior instabilità del Mediterraneo che potrebbe tradursi in una frequenza superiore di forti temporali.

Come mostra una mappa del Met Office del Regno Unito, ciò che sta influenzando sensibilmente le temperature medie cui siamo esposti ogni anno è proprio il riscaldamento globale catalizzato dalle attività antropiche. Secondo il dottor Grahame Madge, responsabile stampa e divulgatore scientifico sul clima presso il Met Office, è probabile che presto, con il contributo di El Niño, si supererà la soglia cruciale di 1,5 °C di riscaldamento oltre la media dell'epoca preindustriale. Ma al momento, lo ribadiamo, è ancora troppo presto per sapere come ciò possa influenzare l'estate imminente, dato che noi subiamo gli effetti indiretti di un fenomeno che si verifica molto lontano. Si prevede un'estate molto calda, ma quanto anomala al momento non si sa.

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