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Cambiamenti climatici

Super El Niño, allarme ONU per il 2026: “Aggraverà ondate di calore, siccità e piogge estreme”

L’Agenzia meteorologica delle Nazioni Unite prevede impatti ancora più forti ed estesi con lo sviluppo del nuovo evento di El Niño, atteso almeno di intensità moderata e potenzialmente forte.
Visualizzazione delle temperature superficiali del Pacifico associate al fenomeno El Niño. Credit: ESA/Planetary Visions
Visualizzazione delle temperature superficiali del Pacifico associate al fenomeno El Niño. Credit: ESA/Planetary Visions
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Ondate di calore più intense, siccità e piogge eccezionali: lo sviluppo di un nuovo evento di El Niño, atteso di intensità almeno moderata e potenzialmente forte, è al centro del nuovo allarme dell’ONU sul clima globale. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia meteorologica delle Nazioni Unite (WMO), il fenomeno legato alla temperatura superficiale delle acque del Pacifico centro-equatoriale ha una probabilità dell’80% di instaurarsi tra giugno e agosto 2026 e superiore al 90% di persistere durante l’autunno dell’emisfero settentrionale. “Il mondo deve considerare El Niño per quello che è: un urgente allarme climatico che aggraverà gli effetti del riscaldamento globaleha affermato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. “Gli impatti saranno ancora più forti, si estenderanno a nuove aree e si propagheranno oltre i confini con una rapidità devastante”.

L’Agenzia meteorologica delle Nazioni Unite sottolinea che l’aumento della temperatura superficiale del mare (SST) nell’area del Pacifico centro-equatoriale utilizzata per il monitoraggio di El Niño (5°N-5°S di latitudine e 170°W-120°W di longitudine) è sostenuto da condizioni insolitamente calde negli strati più profondi del Pacifico tropicale. In queste acque le temperature superano localmente di oltre 6 °C la media, fornendo un vasto serbatoio di calore che alimenta il riscaldamento osservato in superficie.

Dobbiamo prepararci a un evento di El Niño potenzialmente intenso, che aggraverà la siccità e le forti piogge e aumenterà il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che negli oceaniha dichiarato il Segretario Generale del WMO, Celeste Saulo, senza tuttavia utilizzare il termine “Super El Niño”, che non rientra nelle classificazioni operative standardizzate.

L’ultimo El Niño, quello del 2023-2024, è stato uno dei cinque più forti mai registrati e ha contribuito alle temperature globali record che abbiamo visto nel 2024”.

Caldo estremo, siccità e piogge intense: gli effetti di El Niño nel 2026

Per affinare le previsioni legate al possibile sviluppo di El Niño, la WMO ha pubblicato un aggiornamento climatico stagionale che integra il fenomeno con altri fattori di variabilità climatica, come l’Oscillazione Nord Atlantica, l’Oscillazione Antartica e il Dipolo dell’Oceano Indiano. Quest’ultimo, in particolare, è strettamente correlato a El Niño e che potrebbe raggiungere il suo picco mentre le condizioni nel Pacifico centro-equatoriale si intensificano.

Per l’estate dell’emisfero settentrionale (trimestre giugno-luglio-agosto), le previsioni indicano una predominanza quasi globale di temperature superiori alla media in quasi tutte le aree del pianeta. Secondo la WMO, ciò aumenta il rischio di stress da calore e accelera lo sviluppo di condizioni di siccità dove le precipitazioni risultano ridotte.

Mappa WMO delle anomalie di temperatura previste per luglio–agosto 2026. Le aree in rosso indicano una maggiore probabilità di temperature superiori alla media stagionale
Mappa WMO delle anomalie di temperatura previste per luglio–agosto 2026. Le aree in rosso indicano una maggiore probabilità di temperature superiori alla media stagionale

Anche le piogge mostrano uno schema coerente con quello tipicamente associato a El Niño, che aumenterà la probabilità di eventi estremi, con precipitazioni più frequenti in alcune regioni e condizioni più secche del normale in altre.

Previsione WMO delle anomalie di precipitazione per luglio–agosto 2026: il possibile sviluppo di El Niño potrebbe favorire maggiori precipitazioni e condizioni più secche rispetto alla media in diverse regioni del pianeta.
Previsione WMO delle anomalie di precipitazione per luglio–agosto 2026: il possibile sviluppo di El Niño potrebbe favorire maggiori precipitazioni e condizioni più secche rispetto alla media in diverse regioni del pianeta.

Sebbene ogni evento di El Niño presenti caratteristiche proprie in termini di evoluzione, distribuzione geografica e impatti, i modelli climatici mostrano alcuni effetti ricorrenti. Tra questi figurano precipitazioni superiori alla media in alcune aree del Sud America meridionale, del sud degli Stati Uniti, del Corno d’Africa e dell’Asia centrale. Condizioni più secche del normale sono invece attese in America Centrale, nel nord del Sud America, nei Caraibi, in Australia, in Indonesia e in alcune regioni dell’Asia meridionale.

Mappa degli schemi di precipitazione generalmente associati a El Niño. Gli effetti variano in base alla stagione e all’intensità del fenomeno, ma possono favorire condizioni più secche o più umide in diverse aree del pianeta
Mappa degli schemi di precipitazione generalmente associati a El Niño. Gli effetti variano in base alla stagione e all’intensità del fenomeno, ma possono favorire condizioni più secche o più umide in diverse aree del pianeta

Durante l’estate dell’emisfero meridionale, le acque più calde associate a El Niño possono inoltre favorire lo sviluppo di uragani nell’Oceano Pacifico centro-orientale, mentre tendono a ostacolarne la formazione nel bacino Atlantico. Sulla base di questo scenario, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) prevede per quest’anno una stagione degli uragani atlantici inferiore alla media. Nel Corno d’Africa, il Greater Horn of Africa Climate Outlook Forum (GHACOF) indica un’alta probabilità di precipitazioni inferiori alla media durante la stagione delle piogge compresa tra giugno e settembre. Indicazioni simili arrivano anche dall’Asia meridionale, dove il South Asian Climate Outlook Forum prevede una stagione dei monsoni meno intensa del normale. In America Centrale, infine, il Central America Climate Outlook Forum, si dovrebbero registrare condizioni più calde e più secche su gran parte della regione.

Dall’Onu l’appello ad agire e prepararsi

L’unica risposta efficace è un'azione climatica all'altezza della crisi: porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili, accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, proteggere i più vulnerabili e fornire sistemi di allerta precoce per tutti” ha aggiunto Guterres.

La WMO sottolinea inoltre l’importanza del monitoraggio continuo dell’evoluzione del fenomeno e della diffusione tempestiva delle informazioni ai governi e alle organizzazioni coinvolte nella gestione delle emergenze.

La comunità di WMO monitorerà attentamente la situazione nei prossimi mesi per fornire informazioni utili ai processi decisionali di governi, agenzie umanitarie e settori sensibili al clima. Le previsioni stagionali anticipate e gli allarmi tempestivi sono fondamentali per salvare vite umane e mitigare l'impatto sulle nostre economie e sulle nostre comunità” ha concluso Saulo.

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