Come distinguere il ragno violino dal filistata, sono simili ma uno è innocuo
In questi giorni è balzato agli onori della cronaca nazionale il caso di una sfortunata ragazza di Ostia, morta verosimilmente a causa di una grave reazione innescata dalla puntura di un insetto o dal morso di un ragno su una coscia. Su diversi media si parla del possibile coinvolgimento del famigerato ragno violino (Loxosceles rufescens), l'unica specie di interesse sanitario in Italia assieme alla vedova nera europea o mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus). Al momento, tuttavia, non vi è alcuna conferma sul potenziale responsabile, impossibile da determinare senza il recupero dell'animale o il riconoscimento video-fotografico. L'unica certezza è che la donna di 38 anni è stata condotta in ospedale tre volte con dolori molto forti, prima del trasferimento d'urgenza allo Spallanzani di Roma dove il quadro clinico è precipitato fino al decesso. Si parla di un'infezione al sangue, un polmone parzialmente in necrosi e compromissione di cuore, fegato e reni.

In una piccola percentuale di individui predisposti, la citotossina del ragno violino può innescare quello che i medici chiamano loxoscelismo, dal nome del genere dell'aracnide. Si tratta di una condizione caratterizzata da ulcerazione e necrosi dei tessuti nell'area del morso, il cui processo può essere ulteriormente aggravato dall'inoculazione di batteri che favoriscono lo scioglimento dei tessuti. Il loxoscelismo può sfociare in danni multiorgano ed emorragie, come sottolineato dall'Ospedale Niguarda di Milano. Fortunatamente il nostro ragno violino è meno soggetto a innescare la grave reazione rispetto a Loxosceles reclusa che si trova in America. Nonostante il rischio sanitario basso ma da non sottovalutare – se si è certi di essere stati morsi da un ragno violino è opportuno consultare un medico – la diffusione di notizie non verificate rischia di alimentare l'allarmismo. A farne le spese sono soprattutto i ragni sinantropici, cioè quelli che vivono nelle nostre case, che vengono annientati al primo avvistamento per paura.
Fra le specie più a rischio vi è il filistata (Filistata insidiatrix), un ragno appartenente alla famiglia dei Filistatidi che somiglia molto al ragno violino. «Hogna radiata, Zoropsis spinimana, Steatoda grossa, Scytodes thoracica, Pholcus phalangioides… sono tantissime le specie identificate abitualmente come L. rufescens, ma probabilmente quella con cui viene confuso più spesso è Filistata insidiatrix”, ha scritto in un post sui social l'ecologo Andrea Bonifazi, divulgatore scientifico, scrittore e creatore della pagina “Scienze naturali”.

«Simile sì – prosegue Bonifazi – ma non identico, tanto che basta osservarli l'uno vicino all'altro per rendersi conto di quante differenze ci siano.» «Eppure – prosegue – decontestualizzandoli da un semplice schemino di confronto e collocandoli in ambiente domestico, magari osservandoli di sfuggita, è facile essere indotti in errore.» La ragione risiede nel fatto che entrambi si trovano solitamente nelle case e sono generalmente schivi, ma soprattutto presentano la macchia a forma di violino sul cefalotorace. «Macchia, peraltro, ricorrente in molte specie appartenenti a varie famiglie, per cui da sola non rappresenta un inequivocabile carattere diagnostico», evidenzia l'ecologo.
Ma come fare per distinguere i due ragni? Il dottor Bonifazi sottolinea che il ragno violino ha arti lunghi e sottili con una colorazione uniforme, «priva di bande o macchie, l'addome è tendenzialmente di colorazione uniforme.» Il dettaglio più rilevante, per chi ha tempo e modo di coglierlo, risiede tuttavia nel numero di occhi: il ragno violino, così come gli altri rappresentanti famiglia Sicariidae, presenta infatti tre coppie di occhi, «a differenza degli 8 occhi generalmente osservabili nella maggior parte delle specie nostrane.»
Ad ogni modo, l'esperto ha sottolineato a Fanpage.it che bisogna sempre essere cauti e di non maneggiare ragni senza avere reali competenze in merito. «È facile confondersi con altre specie, ma quando comincerete a riconoscerne l'inconfondibile silhouette, i colori brunastri e la rossastra macchia a forma di violino sarà più facile identificarlo con sicurezza. E i più attenti potranno provare anche a contare gli occhi, carattere diagnostico inconfondibile.», sottolinea l'esperto. Bonifazi conclude affermando che è importante non scadere in facili allarmismi e di non perpetrare stragi ingiustificate di tutto ciò che troviamo nelle nostre case: «anche la fauna domestica ha una sua rilevanza ecologica e nella stragrande maggioranza dei casi bastano il classico bicchierino e foglio di carta per prendere gli "inquilini non paganti" e metterli fuori casa.»